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Gli scritti del Nuovo Testamento
La definizione di una lista dei libri sacri del
Nuovo Testamento fu sicuramente contrastata e fonte di
discussioni, ma, sebbene con lievi divergenze, il numero
dei libri di cui è costituito fu concordemente fissato
per entrambe le Chiese, cattolica e protestante, in
ventisette ed essi furono suddivisi in tre sezioni: Libri
storici (i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli),
Libri didattici (Lettere di Paolo e le sette Lettere
dette "Cattoliche") e in ultimo un libro
profetico (Apocalisse).
Anche per il Nuovo Testamento vi sono testi
impropriamente detti deuterocanonici: si tratta
precisamente dell'"Apocalisse", della
"Lettera agli Ebrei", della "Seconda
Lettera di Pietro", delle "Lettere" di
Giacomo e di Giuda e della "Seconda" e
"Terza Lettera" di Giovanni.
In conclusione la scelta decisiva del canone del Nuovo
Testamento fu terminata sul finire del IV secolo dal
Concilio di Cartagine, benché, come comprovato dal
"Canone del Muratori", redatto a Roma nel 180 e
pubblicato dallo studioso modenese nel 1740, già al
termine del II secolo esistevano liste che con piccole
varianti riproponevano lo stesso canone della Chiesa
odierna che fu definitivamente approvato nel suo
complesso dalla quarta sessione del Concilio Tridentino
nel 1546.
Manoscritti, traduzioni, edizioni
del Nuovo Testamento
I più antichi papiri datano dal II secolo: essi
comprendono solo alcuni frammenti: sono stati numerati
P1, P2... Le pergamene costituiscono dei Codici; essi ci
danno sia il Nuovo Testamento integrale, sia i Vangeli;
tra i 4.000 (circa) manoscritti greci, ve ne sono una
cinquantina che risalgono al IV, V e VI secolo, mentre
tutti gli altri sono posteriori.
Lo studio degli specialisti ha dimostrato "che
nessun manoscritto in nostro possesso risale, di copia in
copia, fino al testo originale" (Ch. Guignebert).
Nell'insieme questi manoscritti vengono fatti risalire a
quattro grandi famiglie: la siriana (testo
"ricevuto", diffuso dalla stampa del XVI
secolo), l'occidentale (originario di Antiochia), la
neutra (alla quale appartengono i due migliori
manoscritti, il Vaticanus e il Sinaiticus),
l'alessandrino, variante della famiglia neutra.
Il Nuovo Testamento ha avuto le stesse traduzioni
dell'Antico (Vulgata di san Gerolamo, Peschitta siriaca,
traduzioni copte in Egitto).
La prima edizione stampata è quella di Erasmo (Basilea,
1516); nel 1520 apparve la Bibbia poliglotta di Alcala
(Bibbia chiamata complutensis). Ma l'edizione
fondamentale nel XVI secolo fu quella dei fratelli
Estienne (1546, 1549, 1550 e 1551): ad essa si dà il
titolo di "testo ricevuto"; é una definizione
inesatta.
Gli apocrifi e i testi non
canonici
Testi apocrifi del Nuovo Testamento sorsero un
po' ovunque dopo la sua canonizzazione, seguendo
principalmente due tendenze: una di tipo eretizzante ed
una che invece si lascia ricondurre ad una falsa
devozione.
Seguono il primo indirizzo:
Il "Vangelo dei Dodici"
o "vangelo degli Ebioniti", risalente
con ogni probabilità al II secolo, già citato
dai Padri della Chiesa ed utilizzato da un
movimento settario, quello appunto degli
Ebioniti, che negavano la divinità del Cristo e
rifuggivano dalle ricchezze.
Il "Vangelo secondo gli
Egiziani", ricordato da Clemente di
Alessandria, condannava il matrimonio e conteneva
pure brani contrari al dogma della Trinità.
Verso la fine del I secolo fu
probabilmente composto il "Vangelo secondo
gli Ebrei" di cui ci sono pervenuti solo
frammenti ma sembra potersi ricollegare al
"Vangelo secondo Matteo".
Vi é poi il "Vangelo di
Pietro", che sosteneva l'eresia docetistica,
secondo la quale Cristo aveva un corpo solo
apparente e che contiene inoltre varie divergenze
fra le quali una suppone i Romani privi di una
qualsiasi responsabilità nella morte del Cristo
ed un'altra fa esclamare a Gesù morente sulla
croce: "Potere mio, potere mio tu mi hai
abbandonato", palese affermazione di
docetismo.
Di chiare tendenze gnostiche è poi il
"Vangelo di Filippo", scritto forse prima del
III secolo.
Seguono invece il secondo indirizzo:
Il "Protovangelo di
Giacomo", che si abbandona a puerili
fantasticherie ed a ridicole immaginazioni, in
modo particolare sul periodo dell'infanzia e
della giovinezza di Cristo, di cui i Vangeli
sinottici tacciono: era conosciuto sia da Origene
sia da Clemente di Alessandria.
A leggendari aneddoti sulla vita
giovanile di Gesù dà anche spazio il
"Vangelo di Tommaso", di cui ci restano
due versioni latine ed una greca, tutte però
alquanto discordanti fra loro.
Una raccolta di racconti canonici e meno
sulla fanciullezza di Cristo si può considerare pure il
"Vangelo Arabo sull'Infanzia del Salvatore" che
fu tradotto dal siriaco.
Sulla scorta degli "Atti" canonici si sono
moltiplicati numerosi gli "Atti" apocrifi,
primo fra tutti quello di Pietro, del II secolo, che
narra la vita e l'apostolato del primo pontefice. Dello
stesso periodo sono gli "Atti di Paolo" che
godettero un tempo di grande autorità, tanto da essere
considerati da alcuni Padri addirittura sacri.
Del III secolo sono gli "Atti di Pietro e
Paolo", mentre non del tutto aderenti alla fede
cattolica sono quelli di Andrea, Tommaso e Giovanni.
Fra le "Epistole" apocrife citiamo quelle di
"Paolo agli Alessandrini", quella dei
"Corinti a Paolo" e la risposta dell'apostolo,
quelle di "Paolo a Seneca" e le sue risposte ed
altre.
Non molte le "Apocalisse" apocrife: importanti
sono soprattutto quelle di Pietro e Paolo, che non sembra
fossero conosciute prima del IV secolo; ve n'è una pure
di Tommaso.
GLI SCRITTI DEL NUOVO TESTAMENTO
|
Titolo |
Da quando data il testo? |
Chi ne è
l'autore? |
|
Vangelo
secondo Matteo |
Dopo
il 70
(forse l'80) |
Secondo la tradizione l'apostolo
Matteo che era un esattore al servizio di Erode
Antipa, tetrarca di Galilea. Di fatto
probabilmente un ebreo di Palestina che parla il
greco (che avrebbe potuto utilizzare un testo
aramaico scritto da Matteo apostolo). |
|
Vangelo
secondo Marco |
Fra
il 65 e il 70
(ma è stato detto anche il 135) |
Marco (il cui primo nome sarebbe
stato Giovanni) fu il compagno di Paolo a Roma;
viene chiamato anche segretario dell'apostolo
Pietro (?). Numerosi storici sono concordi nel
fare di Marco il più antico degli evangelisti. |
|
Vangelo
secondo
Luca |
Circa
l'80 |
Luca era un pagano convertito,
compagno di san Paolo; alcuni vedono in lui un
medico (a causa del suo vocabolario). |
|
Vangelo
secondo Giovanni |
Fine
del I secolo
(si avanza l'ipotesi del 140) |
Secondo la tradizione, l'apostolo
Giovanni. Di fatto si ignora la personalità
dell'autore (forse un ellenista di Antiochia, o
anche un cristiano non conformista di Pelestina). |
|
Atti
degli apostoli |
Fra
l'80 e il 90 |
Forse Luca, l'autore del 3°
Vangelo. |
Fonte:
Enciclopedia Alfatematica - Microforum - Peruzzo
Informatica
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