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La Sacra
Bibbia INDICE
PREPARAZIONE ALLA LETTURA
L'odierno vocabolo "Bibbia" deriva dal termine greco
"ta biblìa" (i libri), che indicava una serie di fogli di
pergamena o di papiro saldamente uniti l'un l'altro lungo il
margine estremo e quindi avvolti in ampi rotoli lungo un'asse.
Nel tardo latino del Medioevo l'antico neutro plurale, usato
come definizione per prima dalla Chiesa greca che considerava
quelli sacri come i "libri" per eccellenza, divenne un femminile
singolare: Biblìa (il Libro), da cui l'italiano Bibbia.
La Bibbia, fondamento della religione ebraica e
cristiana, costituisce una vera e propria piccola biblioteca,
una collezione di diverse decine di libri suddivisa in due
grandi parti: l'Antico o Vecchio Testamento, che tratta della
storia e della legislazione del popolo ebraico dalla creazione
del mondo ed il Nuovo Testamento, che ne costituisce la
continuazione ideale occupandosi della storia successiva alla
nascita del Cristo e della sua vita.
Il numero dei libri che compone la Bibbia è differente da
religione a religione: gli Ebrei, che non credono nella divinità
di Cristo, riconoscono solo l'Antico Testamento e respingono il
Nuovo, mentre all'interno delle stesse religioni di comune
matrice cristiana, che pure riconoscono concordemente il Nuovo
Testamento, esistono divergenze riguardo la composizione
dell'Antico: i protestanti adottano il canone ebraico,
escludendo i libri deuterocanonici, mentre i cattolici li
includono.
Ciascuno dei due Testamenti é dunque suddiviso in
vari libri, che sono secondo la tradizione cristiana cattolica
quarantasei per l'Antico Testamento e ventisette per il Nuovo,
secondo la tradizione ebraica solamente ventiquattro. Per quanto
riguarda il Nuovo Testamento la tradizione protestante concorda
con la cattolica.
L'attuale suddivisione del testo biblico in capitoli risale al
XIII secolo e fu operata dal cardinale inglese Stefano Langton
su una copia della edizione latina "Vulgata", da cui poi fu
trasferita sui testi greci ed ebraici. Gli antichi Ebrei invece
dividevano la Bibbia a seconda delle letture pubbliche che si
tenevano nelle sinagoghe.
Ogni capitolo biblico é a sua volta composto da
più versetti numerati in ordine crescente, di origine differente
per i due Testamenti: per quanto riguarda l'Antico essi
risalgono alle scuole giudaiche dei primi secoli dopo Cristo,
mentre per il Nuovo, fra le molte proposte, a metà circa del XVI
secolo prevalse la suddivisione di Roberto Estienne. Tutte le
divisioni accennate, sia in capitoli sia in versetti, sia
giudaiche sia cristiane, presentano parecchie lacune se
confrontate col testo biblico e i suoi significati, ma vengono
tuttavia utilizzate essendo la loro importanza esclusivamente
formale, per le citazioni o per facilitare la ricerca di singoli
brani o frasi.
Il termine "Testamento" é traduzione del greco
diathekè, parola di cui, infatti, ci si servì nella versione
greca della Bibbia e fu quindi riutilizzata dagli evangelisti e
da Paolo per rendere il vocabolo ebraico berit, cioè "accordo",
"alleanza" e più tardi anche "testamento", nel senso di ultime
volontà, ed indicare i testi in cui appunto veniva trattata
l'alleanza di Dio col popolo ebreo prima e con i seguaci di
Cristo poi. Per la religione cristiana "Antico" e "Nuovo", oltre
al significato schiettamente cronologico insito nei termini, ne
acquistano un altro più specificatamente teologico: al vecchio
patto stipulato da Dio col Favorito popolo di Israele se ne é
sostituito, infatti, uno nuovo, col quale tutte le nazioni
vengono chiamate a far parte della redenzione operata da Gesù
nel mondo.
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Antico Testamento |
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Nuovo Testamento |
Definizione storica del Cristianesimo
Al tempo degli imperatori Augusto e Tiberio, visse in Palestina
un ebreo, Gesù di Nazareth, che annunciò agli uomini di buona
volontà il regno di Dio sulla terra, cioè la fine della
sofferenza umana e delle tribolazioni terrene, conseguenze del
peccato originale. Gesù si poneva così nella linea della
religione ebraica che attendeva la venuta del Messia. I suoi
primi discepoli interpretano il suo supplizio come un sacrificio
redentore che deve essere seguito dal ritorno di Gesù
glorificato, o come si dice in greco, dalla parusia, ed essi si
radunano a Gerusalemme nell'attesa di questo divino ritorno.
Fino a quel momento, i discepoli di Gesù non costituiscono altro
che una setta ebraica eretica: non esiste ancora la religione di
Cristo, essa non é ancora necessaria, poiché la parusia
costituisce, in qualche modo, la fine della storia umana.
Ma la parusia non si compie; la fraternità dei
discepoli, uniti dalla fede comune che Gesù é l'Unto dal Signore
(in greco: Christos) annunciato dagli antichi profeti ebraici,
si realizza poco a poco: va definendosi la fede in Gesù Cristo
(nascita della cristologia) e si fissano i Primi riti:
imposizione delle mani, battesimo, pasto in comune (comunione).
La comunità si trasforma in una assemblea (in greco: ekklesia)
ove si afferma l'autorità degli apostoli: è l'aurora di una
nuova religione, la religione cristiana che viene considerata
ancora, dagli altri ebrei, una disprezzabile eresia.
Si effettua allora l'incontro di questi "Ebrei
cristiani" con gli Ebrei non cristiani venuti dal mondo greco
(gli Ebrei della Diaspora), più aperti alle idee nuove degli
Ebrei della Giudea: questi cristiani sono chiamati negli Atti
gli "Ellenisti". Essi osano predicare nelle sinagoghe, e questo
é il motivo dell'arresto e della condanna a morte del loro capo,
Stefano (fra il 31 e il 36 d.C., secondo la tradizione) e della
fondazione della Chiesa di Gerusalemme.
I cristiani si stabiliscono ad Antiochia e
predicano sia agli Ebrei sia ai non-Ebrei: essi prendono
coscienza di non seguire più la linea ebraica: essi sono
"stranieri" in rapporto agli Ebrei, cioè Gentili. La fondazione
della Chiesa di Antiochia, la Chiesa dei Gentili, segna il vero
punto di partenza del cristianesimo eretto a religione autonoma;
alla credenza nella parusia si sostituisce la dottrina di Gesù
salvatore dell'uomo, che gli assicura la vita futura, cioè una
dottrina della salvezza (in greco: soteria).
San Paolo, l'"Apostolo dei Gentili", intraprende
la sua prodigiosa avventura apostolica attraverso il mondo
romano. Alla sua morte (nel 64 o 67) il cristianesimo non è più
la realizzazione delle aspettative messianiche ebraiche, ma una
religione interamente autonoma, che ha totalmente respinto la
Torah, una religione della salvezza individuale aperta a tutti
gli uomini della terra.
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