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Libro 66 - Giacomo
Capitolo 1
Indirizzo
e saluto
[1]Giacomo, servo
di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù
disperse nel mondo, salute.
Il beneficio delle prove
[2]Considerate
perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta
di prove, [3]sapendo che la prova della vostra
fede produce la pazienza. [4]E la pazienza
completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e
integri, senza mancare di nulla.
La domanda fiduciosa
[5]Se qualcuno di
voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti
generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. [6]La
domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita
somiglia all'onda del mare mossa e agitata dal vento; [7]e
non pensi di ricevere qualcosa dal Signore [8]un
uomo che ha l'animo oscillante e instabile in tutte le
sue azioni.
La sorte del ricco
[9]Il fratello di
umili condizioni si rallegri della sua elevazione [10]e
il ricco della sua umiliazione, perché passerà come
fiore d'erba. [11]Si leva il sole col suo ardore e
fa seccare l'erba e il suo fiore cade, e la bellezza del
suo aspetto svanisce. Così anche il ricco appassirà
nelle sue imprese.
La tentazione
[12]Beato l'uomo
che sopporta la tentazione, perché una volta superata la
prova riceverà la corona della vita che il Signore ha
promesso a quelli che lo amano.
[13]Nessuno,
quando è tentato, dica: "Sono tentato da Dio";
perché Dio non può essere tentato dal male e non tenta
nessuno al male. [14]Ciascuno piuttosto è tentato
dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce; [15]poi
la concupiscenza concepisce e genera il peccato, e il
peccato, quand'è consumato, produce la morte.
Ascoltare la parola e
metterla in pratica
[16]Non andate
fuori strada, fratelli miei carissimi; [17]ogni
buon regalo e ogni dono perfetto viene dall'alto e
discende dal Padre della luce, nel quale non c'è
variazione né ombra di cambiamento. [18]Di sua
volontà egli ci ha generati con una parola di verità,
perché noi fossimo come una primizia delle sue creature.
[19]Lo sapete,
fratelli miei carissimi: sia ognuno pronto ad ascoltare,
lento a parlare, lento all'ira. [20]Perché l'ira
dell'uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. [21]Perciò,
deposta ogni impurità e ogni resto di malizia,
accogliete con docilità la parola che è stata seminata
in voi e che può salvare le vostre anime. [22]Siate
di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto
ascoltatori, illudendo voi stessi. [23]Perché se
uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola,
somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno
specchio: [24]appena s'è osservato, se ne va, e
subito dimentica com'era. [25]Chi invece fissa lo
sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e
le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma
come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua
felicità nel praticarla.
[26]Se qualcuno
pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e
inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. [27]Una
religione pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre
è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro
afflizioni e conservarsi puri da questo mondo.
Giacomo - Capitolo
2
Il rispetto dovuto ai
poveri
[1]Fratelli miei,
non mescolate a favoritismi personali la vostra fede nel
Signore nostro Gesù Cristo, Signore della gloria. [2]Supponiamo
che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello
d'oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un
povero con un vestito logoro. [3]Se voi guardate a
colui che è vestito splendidamente e gli dite: "Tu
siediti qui comodamente", e al povero dite: "Tu
mettiti in piedi lì", oppure: "Siediti qui ai
piedi del mio sgabello", [4]non fate in voi
stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi
perversi?
[5]Ascoltate,
fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri
nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno
che ha promesso a quelli che lo amano? [6]Voi
invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i
ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai
tribunali? [7]Non sono essi che bestemmiano il bel
nome che è stato invocato sopra di voi? [8]Certo,
se adempite il più importante dei comandamenti secondo
la Scrittura: amerai il prossimo tuo come te stesso,
fate bene; [9]ma se fate distinzione di persone,
commettete un peccato e siete accusati dalla legge come
trasgressori. [10]Poiché chiunque osservi tutta
la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo,
diventa colpevole di tutto; [11]infatti colui che
ha detto: Non commettere adulterio, ha detto
anche: Non uccidere.
Ora se tu non commetti
adulterio, ma uccidi, ti rendi trasgressore della legge. [12]Parlate
e agite come persone che devono essere giudicate secondo
una legge di libertà, perché [13]il giudizio
sarà senza misericordia contro chi non avrà usato
misericordia; la misericordia invece ha sempre la meglio
nel giudizio.
La fede e le opere
[14]Che giova,
fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le
opere? Forse che quella fede può salvarlo? [15]Se
un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti
del cibo quotidiano [16]e uno di voi dice loro:
"Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi",
ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? [17]Così
anche la fede: se non ha le opere, è morta in se stessa.
[18]Al contrario uno potrebbe dire: Tu hai la fede
ed io ho le opere; mostrami la tua fede senza le opere,
ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede. [19]Tu
credi che c'è un Dio solo? Fai bene; anche i demòni lo
credono e tremano! [20]Ma vuoi sapere, o
insensato, come la fede senza le opere è senza calore? [21]Abramo,
nostro padre, non fu forse giustificato per le opere,
quando offrì Isacco, suo figlio, sull'altare? [22]Vedi
che la fede cooperava con le opere di lui, e che per le
opere quella fede divenne perfetta [23]e si compì
la Scrittura che dice: E Abramo ebbe fede in Dio e gli
fu accreditato a giustizia, e fu chiamato amico di
Dio. [24]Vedete che l'uomo viene giustificato in
base alle opere e non soltanto in base alla fede. [25]Così
anche Raab, la meretrice, non venne forse giustificata in
base alle opere per aver dato ospitalità agli
esploratori e averli rimandati per altra via? [26]Infatti
come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la
fede senza le opere è morta.
Giacomo - Capitolo
3
Contro l'intemperanza
del linguaggio
[1]Fratelli miei,
non vi fate maestri in molti, sapendo che noi riceveremo
un giudizio più severo, [2]poiché tutti quanti
manchiamo in molte cose. Se uno non manca nel parlare, è
un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il
corpo. [3]Quando mettiamo il morso in bocca ai
cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche
tutto il loro corpo. [4]Ecco, anche le navi,
benché siano così grandi e vengano spinte da venti
gagliardi, sono guidate da un piccolissimo timone
dovunque vuole chi le manovra. [5]Così anche la
lingua: è un piccolo membro e può vantarsi di grandi
cose. Vedete un piccolo fuoco quale grande foresta può
incendiare! [6]Anche la lingua è un fuoco, è il
mondo dell'iniquità, vive inserita nelle nostre membra e
contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita,
traendo la sua fiamma dalla Geenna. [7]Infatti
ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri
marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana,
[8]ma la lingua nessun uomo la può domare: è un
male ribelle, è piena di veleno mortale. [9]Con
essa benediciamo il Signore e Padre e con essa
malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. [10]E'
dalla stessa bocca che esce benedizione e maledizione.
Non dev'essere così, fratelli miei! [11]Forse la
sorgente può far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce
e amara? [12]Può forse, miei fratelli, un fico
produrre olive o una vite produrre fichi? Neppure una
sorgente salata può produrre acqua dolce.
La vera e la falsa
sapienza
[13]Chi è saggio
e accorto tra voi? Mostri con la buona condotta le sue
opere ispirate a saggia mitezza. [14]Ma se avete
nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non
vantatevi e non mentite contro la verità. [15]Non
è questa la sapienza che viene dall'alto: è terrena,
carnale, diabolica; [16]poiché dove c'è gelosia
e spirito di contesa, c'è disordine e ogni sorta di
cattive azioni. [17]La sapienza che viene
dall'alto invece è anzitutto pura; poi pacifica, mite,
arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti,
senza parzialità, senza ipocrisia. [18]Un frutto
di giustizia viene seminato nella pace per coloro che
fanno opera di pace.
Giacomo - Capitolo
4
Contro le discordie
[1]Da che cosa
derivano le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non
vengono forse dalle vostre passioni che combattono nelle
vostre membra? [2]Bramate e non riuscite a
possedere e uccidete; invidiate e non riuscite ad
ottenere, combattete e fate guerra! Non avete perché non
chiedete; [3]chiedete e non ottenete perché
chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. [4]Gente
infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare Dio?
Chi dunque vuole essere
amico del mondo si rende nemico di Dio. [5]O forse
pensate che la Scrittura dichiari invano: fino alla
gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in
noi? [6]Ci dà anzi una grazia più grande; per
questo dice:
Dio resiste ai
superbi;
agli umili invece dà la sua grazia.
[7]Sottomettetevi
dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà da
voi. [8]Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà
a voi. Purificate le vostre mani, o peccatori, e
santificate i vostri cuori, o irresoluti. [9]Gemete
sulla vostra miseria, fate lutto e piangete; il vostro
riso si muti in lutto e la vostra allegria in tristezza. [10]Umiliatevi
davanti al Signore ed egli vi esalterà.
[11]Non sparlate
gli uni degli altri, fratelli. Chi sparla del fratello o
giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la
legge. E se tu giudichi la legge non sei più uno che
osserva la legge, ma uno che la giudica. [12]Ora,
uno solo è legislatore e giudice, Colui che può salvare
e rovinare; ma chi sei tu che ti fai giudice del tuo
prossimo?
Avvertimento ai ricchi
[13]E ora a voi,
che dite: "Oggi o domani andremo nella tal città e
vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni", [14]mentre
non sapete cosa sarà domani!
Ma che è mai la vostra
vita? Siete come vapore che appare per un istante e poi
scompare. [15]Dovreste dire invece: Se il Signore
vorrà, vivremo e faremo questo o quello. [16]Ora
invece vi vantate nella vostra arroganza; ogni vanto di
questo genere è iniquo. [17]Chi dunque sa fare il
bene e non lo compie, commette peccato.
Giacomo - Capitolo
5
[1]E ora a voi,
ricchi: piangete e gridate per le sciagure che vi
sovrastano! [2]Le vostre ricchezze sono
imputridite, [3]le vostre vesti sono state
divorate dalle tarme; il vostro oro e il vostro argento
sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si leverà
a testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni
come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi
giorni! [4]Ecco, il salario da voi defraudato ai
lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida; e le
proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del
Signore degli eserciti. [5]Avete gozzovigliato
sulla terra e vi siete saziati di piaceri, vi siete
ingrassati per il giorno della strage. [6]Avete
condannato e ucciso il giusto ed egli non può opporre
resistenza.
La venuta del Signore
[7]Siate dunque
pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore.
Guardate l'agricoltore: egli aspetta pazientemente il
prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le
piogge d'autunno e le piogge di primavera. [8]Siate
pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché
la venuta del Signore è vicina. [9]Non
lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non
essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. [10]Prendete,
o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i
profeti che parlano nel nome del Signore. [11]Ecco,
noi chiamiamo beati quelli che hanno sopportato con
pazienza. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e
conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore,
perché il Signore è ricco di misericordia e di
compassione.
Esortazioni finali
[12]Soprattutto,
fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la
terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro
"sì" sia sì, e il vostro "no" no,
per non incorrere nella condanna.
[13]Chi tra voi
è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi. [14]Chi
è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e
preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome
del Signore. [15]E la preghiera fatta con fede
salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha
commesso peccati, gli saranno perdonati. [16]Confessate
perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli
uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la
preghiera del giusto fatta con insistenza. [17]Elia
era un uomo della nostra stessa natura: pregò
intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra
per tre anni e sei mesi. [18]Poi pregò di nuovo e
il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo
frutto. [19]Fratelli miei, se uno di voi si
allontana dalla verità e un altro ve lo riconduce, [20]costui
sappia che chi riconduce un peccatore dalla sua via di
errore, salverà la sua anima dalla morte e coprirà una
moltitudine di peccati.
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