|
< HOME
< LA SACRA BIBBIA
Libro 65 - Ebrei
Capitolo 1
PROLOGO
Grandezza del Figlio di
Dio incarnato
[1]Dio, che aveva
gia parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi
modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, [2]in
questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che
ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del
quale ha fatto anche il mondo. [3]Questo Figlio,
che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua
sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua
parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati
si è assiso alla destra della maestà nell'alto dei
cieli, [4]ed è diventato tanto superiore agli
angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha
ereditato.
I. IL FIGLIO E'
SUPERIORE AGLI ANGELI
Prova scritturistica
[5]Infatti a
quale degli angeli Dio ha mai detto:
Tu sei mio figlio;
oggi ti ho generato?
E ancora:
Io sarò per lui
padre ed egli sarà per me figlio?
[6]E di nuovo,
quando introduce il primogenito nel mondo, dice:
Lo adorino tutti gli
angeli di Dio.
[7]Mentre degli
angeli dice:
Egli fa i suoi angeli
pari ai venti,
e i suoi ministri come fiamma di fuoco,
[8]del Figlio
invece afferma:
Il tuo trono, Dio,
sta in eterno
e:
Scettro giusto è lo
scettro del tuo regno;
[9]hai amato la giustizia e odiato l'iniquità,
perciò ti unse Dio, il tuo Dio,
con olio di esultanza più dei tuoi compagni.
[10]E ancora:
Tu, Signore, da
principio hai fondato la terra
e opera delle tue mani sono i cieli.
[11]Essi periranno, ma tu rimani;
invecchieranno tutti come un vestito.
[12]Come un mantello li avvolgerai,
come un abito e saranno cambiati;
ma tu rimani lo stesso, e gli anni tuoi non avranno
fine.
[13]A quale degli
angeli poi ha mai detto:
Siedi alla mia
destra,
finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi
piedi?
[14]Non sono essi
tutti spiriti incaricati di un ministero, inviati per
servire coloro che devono ereditare la salvezza?
Ebrei - Capitolo
2
Esortazione
[1]Proprio per
questo bisogna che ci applichiamo con maggiore impegno a
quelle cose che abbiamo udito, per non andare fuori
strada. [2]Se, infatti, la parola trasmessa per
mezzo degli angeli si è dimostrata salda, e ogni
trasgressione e disobbedienza ha ricevuto giusta
punizione, [3]come potremo scampare noi se
trascuriamo una salvezza così grande? Questa infatti,
dopo essere stata promulgata all'inizio dal Signore, è
stata confermata in mezzo a noi da quelli che l'avevano
udita, [4]mentre Dio testimoniava nello stesso
tempo con segni e prodigi e miracoli d'ogni genere e doni
dello Spirito Santo, distribuiti secondo la sua volontà.
La redenzione realizzata
dal Cristo, non dagli angeli
[5]Non certo a
degli angeli egli ha assoggettato il mondo futuro, del
quale parliamo. [6]Anzi, qualcuno in un passo ha
testimoniato:
Che cos'è l'uomo
perché ti ricordi di lui
o il figlio dell'uomo perché tu te ne curi?
[7]Di poco l'hai fatto inferiore agli angeli,
di gloria e di onore l'hai coronato
[8]e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi.
Avendogli assoggettato
ogni cosa, nulla ha lasciato che non gli fosse
sottomesso. Tuttavia al presente non vediamo ancora che
ogni cosa sia a lui sottomessa. [9]Però quel
Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli,
lo vediamo ora coronato di gloria e di onore a causa
della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio
egli provasse la morte a vantaggio di tutti.
[10]Ed era ben
giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le
cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse
perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati
alla salvezza. [11]Infatti, colui che santifica e
coloro che sono santificati provengono tutti da una
stessa origine; per questo non si vergogna di chiamarli
fratelli, [12]dicendo:
Annunzierò il tuo
nome ai miei fratelli,
in mezzo all'assemblea canterò le tue lodi;
[13]e ancora:
Io metterò la mia
fiducia in lui;
e inoltre:
Eccoci, io e i figli
che Dio mi ha dato.
[14]Poiché
dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne,
anch'egli ne è divenuto partecipe, per ridurre
all'impotenza mediante la morte colui che della morte ha
il potere, cioè il diavolo, [15]e liberare così
quelli che per timore della morte erano soggetti a
schiavitù per tutta la vita. [16]Egli infatti non
si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo
si prende cura. [17]Perciò doveva rendersi in
tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo
sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che
riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del
popolo. [18]Infatti proprio per essere stato messo
alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado
di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.
Ebrei - Capitolo
3
II. GESU' SOMMO
SACERDOTE FEDELE E MISERICORDIOSO
Il Cristo superiore a
Mosè
[1]Perciò,
fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste,
fissate bene lo sguardo in Gesù, l'apostolo e sommo
sacerdote della fede che noi professiamo, [2]il
quale è fedele a colui che l'ha costituito, come lo fu
anche Mosè in tutta la sua casa. [3]Ma in
confronto a Mosè, egli è stato giudicato degno di tanta
maggior gloria, quanto l'onore del costruttore della casa
supera quello della casa stessa. [4]Ogni casa
infatti viene costruita da qualcuno; ma colui che ha
costruito tutto è Dio. [5]In verità Mosè fu fedele
in tutta la sua casa come servitore, per
rendere testimonianza di ciò che doveva essere
annunziato più tardi; [6]Cristo, invece, lo fu
come figlio costituito sopra la sua propria casa. E la
sua casa siamo noi, se conserviamo la libertà e la
speranza di cui ci vantiamo.
La fede introduce nel
riposo di Dio
[7]Per questo,
come dice lo Spirito Santo:
Oggi, se udite la sua
voce,
[8]non indurite i vostri cuori come nel giorno
della
ribellione,
il giorno della tentazione nel deserto,
[9]dove mi tentarono i vostri padri mettendomi
alla prova,
pur avendo visto per quarant'anni le mie opere.
[10]Perciò mi disgustai di quella generazione
e dissi: Sempre hanno il cuore sviato.
Non hanno conosciuto le mie vie.
[11]Così ho giurato nella mia ira:
Non entreranno nel mio riposo.
[12]Guardate
perciò, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un
cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio
vivente. [13]Esortatevi piuttosto a vicenda ogni
giorno, finché dura quest'oggi, perché nessuno
di voi si indurisca sedotto dal peccato. [14]Siamo
diventati infatti partecipi di Cristo, a condizione di
mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo
avuta da principio. [15]Quando pertanto si dice:
Oggi, se udite la sua
voce,
non indurite i vostri cuori come nel giorno della
ribellione,
[16]chi furono
quelli che, dopo aver udita la sua voce, si ribellarono?
Non furono tutti quelli che erano usciti dall'Egitto
sotto la guida di Mosè? [17]E chi furono coloro
di cui si è disgustato per quarant'anni? Non
furono quelli che avevano peccato e poi caddero cadaveri
nel deserto? [18]E a chi giurò che non
sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che
non avevano creduto? [19]In realtà vediamo che
non vi poterono entrare a causa della loro mancanza di
fede.
Ebrei - Capitolo
4
[1]Dobbiamo
dunque temere che, mentre ancora rimane in vigore la
promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne
sia giudicato escluso. [2]Poiché anche a noi, al
pari di quelli, è stata annunziata una buona novella:
purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in
nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che
avevano ascoltato. [3]Infatti noi che abbiamo
creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che
egli ha detto:
Sicché ho giurato
nella mia ira:
Non entreranno nel mio riposo!
Questo, benché le sue
opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. [4]Si
dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo
giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte
le opere sue. [5]E ancora in questo passo: Non
entreranno nel mio riposo! [6]Poiché dunque
risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo
e quelli che per primi ricevettero la buona novella non
entrarono a causa della loro disobbedienza, [7]egli
fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo in Davide
dopo tanto tempo:
Oggi, se udite la sua
voce,
non indurite i vostri cuori!
[8]Se Giosuè
infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non
avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. [9]E'
dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo
di Dio. [10]Chi è entrato infatti nel suo riposo,
riposa anch'egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie.
[11]Affrettiamoci
dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada
nello stesso tipo di disobbedienza.
[12]Infatti la
parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni
spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di
divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e
delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del
cuore. [13]Non v'è creatura che possa nascondersi
davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi
suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.
Gesù, un sommo
sacerdote in grado di compatire
[14]Poiché
dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha
attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo
ferma la professione della nostra fede. [15]Infatti
non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire
le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in
ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. [16]Accostiamoci
dunque con piena fiducia al trono della grazia, per
ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati
al momento opportuno.
Ebrei - Capitolo
5
[1]Ogni sommo
sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il
bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per
offrire doni e sacrifici per i peccati. [2]In tal
modo egli è in grado di sentire giusta compassione per
quelli che sono nell'ignoranza e nell'errore, essendo
anch'egli rivestito di debolezza; [3]proprio a
causa di questa anche per se stesso deve offrire
sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo.
[4]Nessuno può
attribuire a se stesso questo onore, se non chi è
chiamato da Dio, come Aronne. [5]Nello stesso modo
Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma
gliela conferì colui che gli disse:
Mio figlio sei tu,
oggi ti ho generato.
[6]Come in un
altro passo dice:
Tu sei sacerdote per
sempre, alla maniera di Melchìsedek.
[7]Proprio per
questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì
preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui
che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua
pietà; [8]pur essendo Figlio, imparò tuttavia
l'obbedienza dalle cose che patì [9]e, reso
perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti
coloro che gli obbediscono, [10]essendo stato
proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di
Melchìsedek.
III. L'AUTENTICO
SACERDOZIO DI GESU' CRISTO
Vita cristiana e
teologia
[11]Su questo
argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da
spiegare perché siete diventati lenti a capire. [12]Infatti,
voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di
tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno v'insegni i
primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati
bisognosi di latte e non di cibo solido. [13]Ora,
chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina
della giustizia, perché è ancora un bambino. [14]Il
nutrimento solido invece è per gli uomini fatti, quelli
che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono
dal cattivo.
Ebrei - Capitolo
6
L'autore espone il suo
disegno
[1]Perciò,
lasciando da parte l'insegnamento iniziale su Cristo,
passiamo a ciò che è più completo, senza gettare di
nuovo le fondamenta della rinunzia alle opere morte e
della fede in Dio, [2]della dottrina dei
battesimi, dell'imposizione delle mani, della
risurrezione dei morti e del giudizio eterno. [3]Questo
noi intendiamo fare, se Dio lo permette.
[4]Quelli infatti
che sono stati una volta illuminati, che hanno gustato il
dono celeste, sono diventati partecipi dello Spirito
Santo [5]e hanno gustato la buona parola di Dio e
le meraviglie del mondo futuro. [6]Tuttavia se
sono caduti, è impossibile rinnovarli una seconda volta
portandoli alla conversione, dal momento che per loro
conto crocifiggono di nuovo il Figlio di Dio e lo
espongono all'infamia. [7]Infatti una terra
imbevuta della pioggia che spesso cade su di essa, se
produce erbe utili a quanti la coltivano, riceve
benedizione da Dio; [8]ma se produce pruni e
spine, non ha alcun valore ed è vicina alla
maledizione: sarà infine arsa dal fuoco!
Parole di speranza e di
incoraggiamento
[9]Quanto a voi
però, carissimi, anche se parliamo così, siamo certi
che sono in voi cose migliori e che portano alla
salvezza. [10]Dio infatti non è ingiusto da
dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete
dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete
reso e rendete tuttora ai santi. [11]Soltanto
desideriamo che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo
perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine, [12]e
perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di
coloro che con la fede e la perseveranza divengono eredi
delle promesse.
[13]Quando
infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo
giurare per uno superiore a sé, giurò per se stesso,
[14]dicendo: Ti benedirò e ti moltiplicherò
molto. [15]Così, avendo perseverato, Abramo
conseguì la promessa. [16]Gli uomini infatti
giurano per qualcuno maggiore di loro e per loro il
giuramento è una garanzia che pone fine ad ogni
controversia. [17]Perciò Dio, volendo mostrare
più chiaramente agli eredi della promessa
l'irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un
giuramento [18]perché grazie a due atti
irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca,
noi che abbiamo cercato rifugio in lui avessimo un grande
incoraggiamento nell'afferrarci saldamente alla speranza
che ci è posta davanti. [19]In essa infatti noi
abbiamo come un'àncora della nostra vita, sicura e
salda, la quale penetra fin nell'interno del velo del
santuario, [20]dove Gesù è entrato per noi come
precursore, essendo divenuto sommo sacerdote per
sempre alla maniera di Melchìsedek.
Ebrei - Capitolo
7
1. LA SUPERIORITA' DEL
CRISTO SUI SACERDOTI LEVITICI
Melchisedek
[1]Questo Melchìsedek
infatti, re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo,
andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta
dei re e lo benedisse; [2]a lui
Abramo diede la decima di ogni cosa; anzitutto
il suo nome tradotto significa re di giustizia; è
inoltre anche re di Salem, cioè re di pace. [3]Egli
è senza padre, senza madre, senza genealogia, senza
principio di giorni né fine di vita, fatto simile al
Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno.
Melchisedek ha ricevuto
la decima da Abramo
[4]Considerate
pertanto quanto sia grande costui, al quale Abramo, il
patriarca, diede la decima del suo bottino. [5]In
verità anche quelli dei figli di Levi, che assumono il
sacerdozio, hanno il mandato di riscuotere, secondo la
legge, la decima dal popolo, cioè dai loro fratelli,
essi pure discendenti da Abramo. [6]Egli invece,
che non era della loro stirpe, prese la decima da Abramo
e benedisse colui che era depositario della promessa. [7]Ora,
senza dubbio, è l'inferiore che è benedetto dal
superiore. [8]Inoltre, qui riscuotono le decime
uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si
attesta che vive. [9]Anzi si può dire che lo
stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua
decima in Abramo: [10]egli si trovava infatti
ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne
incontro Melchìsedek.
Dal sacerdozio levitico
al sacerdozio secondo l'ordine di Melchisedek
[11]Or dunque, se
la perfezione fosse stata possibile per mezzo del
sacerdozio levitico - sotto di esso il popolo ha ricevuto
la legge - che bisogno c'era che sorgesse un altro
sacerdote alla maniera di Melchìsedek, e non
invece alla maniera di Aronne? [12]Infatti,
mutato il sacerdozio, avviene necessariamente anche un
mutamento della legge. [13]Questo si dice di chi
è appartenuto a un'altra tribù, della quale nessuno mai
fu addetto all'altare. [14]E' noto infatti che il
Signore nostro è germogliato da Giuda e di questa tribù
Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.
L'abrogazione della
legge antica
[15]Ciò risulta
ancor più evidente dal momento che, a somiglianza di
Melchìsedek, sorge un altro sacerdote, [16]che
non è diventato tale per ragione di una prescrizione
carnale, ma per la potenza di una vita indefettibile. [17]Gli
è resa infatti questa testimonianza:
Tu sei sacerdote in
eterno alla maniera di Melchìsedek.
[18]Si ha così
l'abrogazione di un ordinamento precedente a causa della
sua debolezza e inutilità - [19]la legge infatti
non ha portato nulla alla perfezione - e si ha invece
l'introduzione di una speranza migliore, grazie alla
quale ci avviciniamo a Dio.
Immutabilità del
sacerdozio del Cristo
[20]Inoltre ciò
non avvenne senza giuramento. Quelli infatti diventavano
sacerdoti senza giuramento; [21]costui al
contrario con un giuramento di colui che gli ha detto:
Il Signore ha giurato
e non si pentirà:
tu sei sacerdote per sempre.
[22]Per questo,
Gesù è diventato garante di un'alleanza migliore.
[23]Inoltre,
quelli sono diventati sacerdoti in gran numero, perché
la morte impediva loro di durare a lungo; [24]egli
invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio
che non tramonta. [25]Perciò può salvare
perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a
Dio, essendo egli sempre vivo per intercedere a loro
favore.
Perfezione del sommo
sacerdote celeste
[26]Tale era
infatti il sommo sacerdote che ci occorreva: santo,
innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed
elevato sopra i cieli; [27]egli non ha bisogno
ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire
sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del
popolo, poiché egli ha fatto questo una volta per tutte,
offrendo se stesso. [28]La legge infatti
costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti all'umana
debolezza, ma la parola del giuramento, posteriore alla
legge, costituisce il Figlio che è stato reso perfetto
in eterno.
Ebrei - Capitolo
8
2. LA SUPERIORITA' DEL
CULTO, DEL SANTUARIO E DELLA MEDIAZIONE DEL CRISTO
SACERDOTE
Il nuovo sacerdozio e il
nuovo santuario
[1]Il punto
capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi
abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è
assiso alla destra del trono della maestà nei cieli,
[2]ministro del santuario e della vera tenda che
il Signore, e non un uomo, ha costruito.
[3]Ogni sommo
sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e
sacrifici: di qui la necessità che anch'egli abbia
qualcosa da offrire. [4]Se Gesù fosse sulla
terra, egli non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi
sono quelli che offrono i doni secondo la legge. [5]Questi
però attendono a un servizio che è una copia e un'ombra
delle realtà celesti, secondo quanto fu detto da Dio a
Mosè, quando stava per costruire la Tenda: Guarda,
disse, di fare ogni cosa secondo il modello che ti è
stato mostrato sul monte.
Il Cristo mediatore di
un'alleanza migliore
[6]Ora invece
egli ha ottenuto un ministero tanto più eccellente
quanto migliore è l'alleanza di cui è mediatore,
essendo questa fondata su migliori promesse. [7]Se
la prima infatti fosse stata perfetta, non sarebbe stato
il caso di stabilirne un'altra. [8]Dio infatti,
biasimando il suo popolo, dice:
Ecco vengono giorni,
dice il Signore,
quando io stipulerò con la casa d'Israele
e con la casa di Giuda
un'alleanza nuova;
[9]non come l'alleanza che feci con i loro
padri,
nel giorno in cui li presi per mano
per farli uscire dalla terra d'Egitto;
poiché essi non son rimasti fedeli alla mia alleanza,
anch'io non ebbi più cura di loro, dice il Signore.
[10]E questa è l'alleanza che io stipulerò
con la casa
d'Israele
dopo quei giorni, dice il Signore:
porrò le mie leggi nella loro mente
e le imprimerò nei loro cuori;
sarò il loro Dio
ed essi saranno il mio popolo.
[11]Né alcuno avrà più da istruire il suo
concittadino,
né alcuno il proprio fratello, dicendo:
Conosci il Signore!
Tutti infatti mi conosceranno,
dal più piccolo al più grande di loro.
[12]Perché io perdonerò le loro iniquità
e non mi ricorderò più dei loro peccati.
[13]Dicendo però
alleanza nuova, Dio ha dichiarato antiquata la
prima; ora, ciò che diventa antico e invecchia, è
prossimo a sparire.
Ebrei - Capitolo
9
Il Cristo penetra nel
santuario celeste
[1]Certo, anche
la prima alleanza aveva norme per il culto e un santuario
terreno. [2]Fu costruita infatti una Tenda: la
prima, nella quale vi erano il candelabro, la tavola e i
pani dell'offerta: essa veniva chiamata il Santo. [3]Dietro
il secondo velo poi c'era una Tenda, detta Santo dei
Santi, con [4]l'altare d'oro per i profumi e
l'arca dell'alleanza tutta ricoperta d'oro, nella quale
si trovavano un'urna d'oro contenente la manna, la verga
di Aronne che aveva fiorito e le tavole dell'alleanza. [5]E
sopra l'arca stavano i cherubini della gloria, che
facevano ombra al luogo dell'espiazione. Di tutte queste
cose non è necessario ora parlare nei particolari.
[6]Disposte in
tal modo le cose, nella prima Tenda entrano sempre i
sacerdoti per celebrarvi il culto; [7]nella
seconda invece solamente il sommo sacerdote, una volta
all'anno, e non senza portarvi del sangue, che egli offre
per se stesso e per i peccati involontari del popolo. [8]Lo
Spirito Santo intendeva così mostrare che non era ancora
aperta la via del santuario, finché sussisteva la prima
Tenda. [9]Essa infatti è una figura per il tempo
attuale, offrendosi sotto di essa doni e sacrifici che
non possono rendere perfetto, nella sua coscienza,
l'offerente, [10]trattandosi solo di cibi, di
bevande e di varie abluzioni, tutte prescrizioni umane,
valide fino al tempo in cui sarebbero state riformate.
[11]Cristo
invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri,
attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non
costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a
questa creazione, [12]non con sangue di capri e di
vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per
sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione
eterna. [13]Infatti, se il sangue dei capri e dei
vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che
sono contaminati, li santificano, purificandoli nella
carne, [14]quanto più il sangue di Cristo, che
con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a
Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte,
per servire il Dio vivente?
Il Cristo sigilla la
nuova alleanza con il suo sangue
[15]Per questo
egli è mediatore di una nuova alleanza, perché, essendo
ormai intervenuta la sua morte per la rendenzione delle
colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono
stati chiamati ricevano l'eredità eterna che è stata
promessa. [16]Dove infatti c'è un testamento, è
necessario che sia accertata la morte del testatore, [17]perché
un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza
effetto finché il testatore vive. [18]Per questo
neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. [19]Infatti
dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto
il popolo da Mosè, secondo la legge, questi, preso il
sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta
e issòpo, ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, [20]dicendo:
Questo è il sangue dell'alleanza che Dio ha stabilito
per voi. [21]Alla stessa maniera asperse con
il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto. [22]Secondo
la legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate
con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste
perdono.
[23]Era dunque
necessario che i simboli delle realtà celesti fossero
purificati con tali mezzi; le realtà celesti poi
dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. [24]Cristo
infatti non è entrato in un santuario fatto da mani
d'uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per
comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, [25]e
non per offrire se stesso più volte, come il sommo
sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue
altrui. [26]In questo caso, infatti, avrebbe
dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo.
Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è
apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio
di se stesso. [27]E come è stabilito per gli
uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il
giudizio, [28]così Cristo, dopo essersi offerto
una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di
molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna
relazione col peccato, a coloro che l'aspettano per la
loro salvezza.
Ebrei - Capitolo
10
RICAPITOLAZIONE: IL
SACRIFICIO DEL CRISTO SUPERIORE AI SACRIFICI MOSAICI
Inefficacia dei
sacrifici antichi
[1]Avendo infatti
la legge solo un'ombra dei beni futuri e non la realtà
stessa delle cose, non ha il potere di condurre alla
perfezione, per mezzo di quei sacrifici che si offrono
continuamente di anno in anno, coloro che si accostano a
Dio. [2]Altrimenti non si sarebbe forse cessato di
offrirli, dal momento che i fedeli, purificati una volta
per tutte, non avrebbero ormai più alcuna coscienza dei
peccati? [3]Invece per mezzo di quei sacrifici si
rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati, [4]poiché
è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori
e di capri. [5]Per questo, entrando nel mondo,
Cristo dice:
Tu non hai voluto né
sacrificio né offerta,
un corpo invece mi hai preparato.
[6]Non hai gradito
né olocausti né sacrifici per il peccato.
[7]Allora ho detto: Ecco, io vengo
- poiché di me sta scritto nel rotolo del libro -
per fare, o Dio, la tua volontà.
[8]Dopo aver
detto prima non hai voluto e non hai gradito né
sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il
peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la
legge, [9]soggiunge: Ecco, io vengo a fare la
tua volontà. Con ciò stesso egli abolisce il primo
sacrificio per stabilirne uno nuovo. [10]Ed è
appunto per quella volontà che noi siamo stati
santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù
Cristo, fatta una volta per sempre.
Efficacia del sacrificio
del Cristo
[11]Ogni
sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il
culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che
non possono mai eliminare i peccati. [12]Egli al
contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i
peccati una volta per sempre si è assiso alla destra
di Dio, [13]aspettando ormai solo che i
suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi. [14]Poiché
con un'unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre
quelli che vengono santificati. [15]Questo ce lo
attesta anche lo Spirito Santo. Infatti, dopo aver detto:
[16]Questa è
l'alleanza che io stipulerò con loro
dopo quei giorni, dice il Signore:
io porrò le mie leggi nei loro cuori
e le imprimerò nella loro mente,
[17]dice:
E non mi ricorderò
più dei loro peccati e delle loro
iniquità.
[18]Ora, dove
c'è il perdono di queste cose, non c'è più bisogno di
offerta per il peccato.
IV. LA FEDE PERSEVERANTE
Transizione
[19]Avendo
dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario
per mezzo del sangue di Gesù, [20]per questa via
nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso
il velo, cioè la sua carne; [21]avendo noi un
sacerdote grande sopra la casa di Dio, [22]accostiamoci
con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori
purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato
con acqua pura. [23]Manteniamo senza vacillare la
professione della nostra speranza, perché è fedele
colui che ha promesso.
[24]Cerchiamo
anche di stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere
buone, [25]senza disertare le nostre riunioni,
come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma invece
esortandoci a vicenda; tanto più che potete vedere come
il giorno si avvicina.
Pericolo dell'apostasia
[26]Infatti, se
pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la
conoscenza della verità, non rimane più alcun
sacrificio per i peccati, [27]ma soltanto una
terribile attesa del giudizio e la vampa di un fuoco che
dovrà divorare i ribelli. [28]Quando qualcuno ha
violato la legge di Mosè, viene messo a morte
senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. [29]Di
quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto
degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto
profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un
giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della
grazia? [30]Conosciamo infatti colui che ha detto:
A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E
ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. [31]E'
terribile cadere nelle mani del Dio vivente!
Motivi per perseverare
[32]Richiamate
alla memoria quei primi giorni nei quali, dopo essere
stati illuminati, avete dovuto sopportare una grande e
penosa lotta, [33]ora esposti pubblicamente a
insulti e tribolazioni, ora facendovi solidali con coloro
che venivano trattati in questo modo. [34]Infatti
avete preso parte alle sofferenze dei carcerati e avete
accettato con gioia di esser spogliati delle vostre
sostanze, sapendo di possedere beni migliori e più
duraturi. [35]Non abbandonate dunque la vostra
franchezza, alla quale è riservata una grande
ricompensa. [36]Avete solo bisogno di costanza,
perché dopo aver fatto la volontà di Dio possiate
raggiungere la promessa.
[37]Ancora un
poco, infatti, un poco appena,
e colui che deve venire, verrà e non tarderà.
[38]Il mio giusto vivrà mediante la fede;
ma se indietreggia, la mia anima non si compiace in
lui.
[39]Noi però non
siamo di quelli che indietreggiano a loro perdizione,
bensì uomini di fede per la salvezza della nostra anima.
Ebrei - Capitolo
11
La fede esemplare degli
antenati
[1]La fede è
fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle
che non si vedono. [2]Per mezzo di questa fede gli
antichi ricevettero buona testimonianza.
[3]Per fede noi
sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio,
sì che da cose non visibili ha preso origine quello che
si vede.
[4]Per fede Abele
offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e
in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio
stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto,
parla ancora.
[5]Per fede Enoch
fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non
lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via.
Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la
testimonianza di essere stato gradito a Dio. [6]Senza
la fede però è impossibile essergli graditi; chi
infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e
che egli ricompensa coloro che lo cercano.
[7]Per fede Noè,
avvertito divinamente di cose che ancora non si vedevano,
costruì con pio timore un'arca a salvezza della sua
famiglia; e per questa fede condannò il mondo e divenne
erede della giustizia secondo la fede.
[8]Per fede
Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo
che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere
dove andava.
[9]Per fede
soggiornò nella terra promessa come in una regione
straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e
Giacobbe, coeredi della medesima promessa. [10]Egli
aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il
cui architetto e costruttore è Dio stesso.
[11]Per fede
anche Sara, sebbene fuori dell'età, ricevette la
possibilità di diventare madre perché ritenne fedele
colui che glielo aveva promesso. [12]Per questo da
un uomo solo, e inoltre gia segnato dalla morte, nacque
una discendenza numerosa come le stelle del cielo e
come la sabbia innumerevole che si trova lungo la
spiaggia del mare.
[13]Nella fede
morirono tutti costoro, pur non avendo conseguito i beni
promessi, ma avendoli solo veduti e salutati di lontano,
dichiarando di essere stranieri e pellegrini sopra la
terra. [14]Chi dice così, infatti, dimostra di
essere alla ricerca di una patria. [15]Se avessero
pensato a quella da cui erano usciti, avrebbero avuto
possibilità di ritornarvi; [16]ora invece essi
aspirano a una migliore, cioè a quella celeste. Per
questo Dio non disdegna di chiamarsi loro Dio: ha
preparato infatti per loro una città.
[17]Per fede
Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio
lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo
unico figlio, [18]del quale era stato detto: In
Isacco avrai una discendenza che porterà il tuo nome.
[19]Egli pensava infatti che Dio è capace di far
risorgere anche dai morti: per questo lo riebbe e fu come
un simbolo.
[20]Per fede
Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù anche riguardo a cose
future.
[21]Per fede
Giacobbe, morente, benedisse ciascuno dei figli di
Giuseppe e si prostrò, appoggiandosi all'estremità
del bastone.
[22]Per fede
Giuseppe, alla fine della vita, parlò dell'esodo dei
figli d'Israele e diede disposizioni circa le proprie
ossa.
[23]Per fede
Mosè, appena nato, fu tenuto nascosto per tre mesi dai
suoi genitori, perché videro che il bambino era bello; e
non ebbero paura dell'editto del re.
[24]Per fede
Mosè, divenuto adulto, rifiutò di esser chiamato figlio
della figlia del faraone, [25]preferendo essere
maltrattato con il popolo di Dio piuttosto che godere per
breve tempo del peccato. [26]Questo perché
stimava l'obbrobrio di Cristo ricchezza maggiore dei
tesori d'Egitto; guardava infatti alla ricompensa.
[27]Per fede
lasciò l'Egitto, senza temere l'ira del re; rimase
infatti saldo, come se vedesse l'invisibile.
[28]Per fede
celebrò la pasqua e fece l'aspersione del sangue,
perché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse
quelli degli Israeliti.
[29]Per fede
attraversarono il Mare Rosso come fosse terra asciutta;
questo tentarono di fare anche gli Egiziani, ma furono
inghiottiti.
[30]Per fede
caddero le mura di Gerico, dopo che ne avevano fatto il
giro per sette giorni.
[31]Per fede
Raab, la prostituta, non perì con gl'increduli, avendo
accolto con benevolenza gli esploratori.
[32]E che dirò
ancora? Mi mancherebbe il tempo, se volessi narrare di
Gedeone, di Barak, di Sansone, di Iefte, di Davide, di
Samuele e dei profeti, [33]i quali per fede
conquistarono regni, esercitarono la giustizia,
conseguirono le promesse, chiusero le fauci dei leoni, [34]spensero
la violenza del fuoco, scamparono al taglio della spada,
trovarono forza dalla loro debolezza, divennero forti in
guerra, respinsero invasioni di stranieri. [35]Alcune
donne riacquistarono per risurrezione i loro morti. Altri
poi furono torturati, non accettando la liberazione loro
offerta, per ottenere una migliore risurrezione. [36]Altri,
infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. [37]Furono
lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada,
andarono in giro coperti di pelli di pecora e di capra,
bisognosi, tribolati, maltrattati - [38]di loro il
mondo non era degno! -, vaganti per i deserti, sui monti,
tra le caverne e le spelonche della terra.
[39]Eppure, tutti
costoro, pur avendo ricevuto per la loro fede una buona
testimonianza, non conseguirono la promessa: [40]Dio
aveva in vista qualcosa di meglio per noi, perché essi
non ottenessero la perfezione senza di noi.
Ebrei - Capitolo
12
L'esempio di Gesù
Cristo
[1]Anche noi
dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni,
deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci
assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta
davanti, [2]tenendo fisso lo sguardo su Gesù,
autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della
gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce,
disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra
del trono di Dio. [3]Pensate attentamente a colui
che ha sopportato contro di sé una così grande
ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate
perdendovi d'animo. [4]Non avete ancora resistito
fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato [5]e
avete gia dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a
figli:
Figlio mio, non
disprezzare la correzione del Signore
e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui;
[6]perché il Signore corregge colui che egli
ama
e sferza chiunque riconosce come figlio.
[7]E' per la
vostra correzione che voi soffrite! Dio vi tratta come
figli; e qual è il figlio che non è corretto dal padre?
[8]Se siete senza correzione, mentre tutti ne
hanno avuto la loro parte, siete bastardi, non figli! [9]Del
resto, noi abbiamo avuto come correttori i nostri padri
secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci
sottometteremo perciò molto di più al Padre degli
spiriti, per avere la vita? [10]Costoro infatti ci
correggevano per pochi giorni, come sembrava loro; Dio
invece lo fa per il nostro bene, allo scopo di renderci
partecipi della sua santità. [11]Certo, ogni
correzione, sul momento, non sembra causa di gioia, ma di
tristezza; dopo però arreca un frutto di pace e di
giustizia a quelli che per suo mezzo sono stati
addestrati.
[12]Perciò rinfrancate
le mani cadenti e le ginocchia infiacchite [13]e
raddrizzate le vie storte per i vostri passi,
perché il piede zoppicante non abbia a storpiarsi, ma
piuttosto a guarire.
Castigo dell'infedeltà
[14]Cercate la
pace con tutti e la santificazione, senza la quale
nessuno vedrà mai il Signore, [15]vigilando che
nessuno venga meno alla grazia di Dio. Non spunti né
cresca alcuna radice velenosa in mezzo a voi e così
molti ne siano infettati; [16]non vi sia nessun
fornicatore o nessun profanatore, come Esaù, che in
cambio di una sola pietanza vendette la sua
primogenitura. [17]E voi ben sapete che in
seguito, quando volle ereditare la benedizione, fu
respinto, perché non trovò possibilità che il padre
mutasse sentimento, sebbene glielo richiedesse con
lacrime.
Le due alleanze
[18]Voi infatti
non vi siete accostati a un luogo tangibile e a un fuoco
ardente, né a oscurità, tenebra e tempesta, [19]né
a squillo di tromba e a suono di parole, mentre quelli
che lo udivano scongiuravano che Dio non rivolgesse più
a loro la parola; [20]non potevano infatti
sopportare l'intimazione: Se anche una bestia tocca il
monte sia lapidata. [21]Lo spettacolo, in
realtà, era così terrificante che Mosè disse: Ho
paura e tremo. [22]Voi vi siete invece
accostati al monte di Sion e alla città del Dio vivente,
alla Gerusalemme celeste e a miriadi di angeli,
all'adunanza festosa [23]e all'assemblea dei
primogeniti iscritti nei cieli, al Dio giudice di tutti e
agli spiriti dei giusti portati alla perfezione, [24]al
Mediatore della Nuova Alleanza e al sangue
dell'aspersione dalla voce più eloquente di quello di
Abele.
[25]Guardatevi
perciò di non rifiutare Colui che parla; perché se
quelli non trovarono scampo per aver rifiutato colui che
promulgava decreti sulla terra, molto meno lo troveremo
noi, se volteremo le spalle a Colui che parla dai cieli. [26]La
sua voce infatti un giorno scosse la terra; adesso invece
ha fatto questa promessa: Ancora una volta io
scuoterò non solo la terra, ma anche il
cielo. [27]La parola ancora una volta
sta a indicare che le cose che possono essere scosse son
destinate a passare, in quanto cose create, perché
rimangano quelle che sono incrollabili.
[28]Perciò,
poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile,
conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo un
culto gradito a Dio, con riverenza e timore; [29]perché
il nostro Dio è un fuoco divoratore.
Ebrei - Capitolo
13
APPENDICE
Ultime raccomandazioni
[1]Perseverate
nell'amore fraterno. [2]Non dimenticate
l'ospitalità; alcuni, praticandola, hanno accolto degli
angeli senza saperlo. [3]Ricordatevi dei
carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di
quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo
mortale. [4]Il matrimonio sia rispettato da tutti
e il talamo sia senza macchia. I fornicatori e gli
adùlteri saranno giudicati da Dio.
[5]La vostra
condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che
avete, perché Dio stesso ha detto: Non ti lascerò e
non ti abbandonerò. [6]Così possiamo dire
con fiducia:
Il Signore è il mio
aiuto, non temerò.
Che mi potrà fare l'uomo?
[7]Ricordatevi
dei vostri capi, i quali vi hanno annunziato la parola di
Dio; considerando attentamente l'esito del loro tenore di
vita, imitatene la fede. [8]Gesù Cristo è lo
stesso ieri, oggi e sempre! [9]Non lasciatevi
sviare da dottrine diverse e peregrine, perché è bene
che il cuore venga rinsaldato dalla grazia, non da cibi
che non hanno mai recato giovamento a coloro che ne
usarono. [10]Noi abbiamo un altare del quale non
hanno alcun diritto di mangiare quelli che sono al
servizio del Tabernacolo. [11]Infatti i corpi
degli animali, il cui sangue vien portato nel santuario
dal sommo sacerdote per i peccati, vengono bruciati fuori
dell'accampamento. [12]Perciò anche Gesù, per
santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori
della porta della città. [13]Usciamo dunque anche
noi dall'accampamento e andiamo verso di lui, portando il
suo obbrobrio, [14]perché non abbiamo quaggiù
una città stabile, ma cerchiamo quella futura. [15]Per
mezzo di lui dunque offriamo continuamente un sacrificio
di lode a Dio, cioè il frutto di labbra che confessano
il suo nome.
[16]Non
scordatevi della beneficenza e di far parte dei vostri
beni agli altri, perché di tali sacrifici il Signore si
compiace.
[17]Obbedite ai
vostri capi e state loro sottomessi, perché essi
vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto;
obbedite, perché facciano questo con gioia e non
gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi.
[18]Pregate per
noi, poiché crediamo di avere una buona coscienza,
desiderando di comportarci bene in tutto. [19]Con
maggiore insistenza poi vi esorto a farlo, perchè possa
esservi restituito al più presto.
[20]Il Dio della
pace che ha fatto tornare dai morti il Pastore grande
delle pecore, in virtù del sangue di un'alleanza
eterna, il Signore nostro Gesù, [21]vi renda
perfetti in ogni bene, perchè possiate compiere la sua
volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per
mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei
secoli. Amen.
[22]Vi
raccomando, fratelli, accogliete questa parola di
esortazione; proprio per questo molto brevemente vi ho
scritto. [23]Sappiate che il nostro fratello
Timoteo è stato messo in libertà; se arriva presto, vi
vedrò insieme con lui. [24]Salutate tutti i
vostri capi e tutti i santi. Vi salutano quelli d'Italia.
La grazia sia con tutti voi.
|