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Libro 50 - Giovanni
Capitolo 1
PROLOGO
[1]In principio
era il Verbo,
il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
[2]Egli era in principio presso Dio:
[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che
esiste.
[4]In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
[5]la luce splende nelle tenebre,
ma le tenebre non l'hanno accolta.
[6]Venne un uomo mandato da Dio
e il suo nome era Giovanni.
[7]Egli venne come testimone
per rendere testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
[8]Egli non era la luce,
ma doveva render testimonianza alla luce.
[9]Veniva nel mondo
la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
[10]Egli era nel mondo,
e il mondo fu fatto per mezzo di lui,
eppure il mondo non lo riconobbe.
[11]Venne fra la sua gente,
ma i suoi non l'hanno accolto.
[12]A quanti però l'hanno accolto,
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
[13]i quali non da sangue,
né da volere di carne,
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
[14]E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi vedemmo la sua gloria,
gloria come di unigenito dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
[15]Giovanni gli rende testimonianza
e grida: "Ecco l'uomo di cui io dissi:
Colui che viene dopo di me
mi è passato avanti,
perché era prima di me".
[16]Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto
e grazia su grazia.
[17]Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
[18]Dio nessuno l'ha mai visto:
proprio il Figlio unigenito,
che è nel seno del Padre,
lui lo ha rivelato.
IL MINISTERO DI GESU'
1. L'ANNUNCIO DELLA
NUOVA ECONOMIA
A. La settimana
inaugurale
La testimonianza di
Giovanni
[19]E questa è
la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli
inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a
interrogarlo: "Chi sei tu?". [20]Egli
confessò e non negò, e confessò: "Io non sono il
Cristo". [21]Allora gli chiesero: "Che
cosa dunque? Sei Elia?". Rispose: "Non lo
sono". "Sei tu il profeta?". Rispose:
"No". [22]Gli dissero dunque: "Chi
sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci
hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?". [23]Rispose:
"Io sono voce di
uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore, come disse il
profeta Isaia". [24]Essi erano stati mandati
da parte dei farisei. [25]Lo interrogarono e gli
dissero: "Perché dunque battezzi se tu non sei il
Cristo, né Elia, né il profeta?". [26]Giovanni
rispose loro: "Io battezzo con acqua, ma in mezzo a
voi sta uno che voi non conoscete, [27]uno che
viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere
il legaccio del sandalo". [28]Questo avvenne
in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava
battezzando.
[29]Il giorno
dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse:
"Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il
peccato del mondo! [30]Ecco colui del quale io
dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti,
perché era prima di me. [31]Io non lo conoscevo,
ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse
fatto conoscere a Israele". [32]Giovanni rese
testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere
come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. [33]Io
non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con
acqua mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e
rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito
Santo. [34]E io ho visto e ho reso testimonianza
che questi è il Figlio di Dio".
I primi discepoli
[35]Il giorno
dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli
[36]e, fissando lo sguardo su Gesù che passava,
disse: "Ecco l'agnello di Dio!". [37]E i
due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
[38]Gesù allora si voltò e, vedendo che lo
seguivano, disse: "Che cercate?". Gli
risposero: "Rabbì (che significa maestro), dove
abiti?". [39]Disse loro: "Venite e
vedrete". Andarono dunque e videro dove abitava e
quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le
quattro del pomeriggio.
[40]Uno dei due
che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano
seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli
incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse:
"Abbiamo trovato il Messia (che significa il
Cristo)" [42]e lo condusse da Gesù. Gesù,
fissando lo sguardo su di lui, disse: "Tu sei
Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che
vuol dire Pietro)".
[43]Il giorno
dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea;
incontrò Filippo e gli disse: "Seguimi". [44]Filippo
era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. [45]Filippo
incontrò Natanaèle e gli disse: "Abbiamo trovato
colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i
Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret". [46]Natanaèle
esclamò: "Da Nazaret può mai venire qualcosa di
buono?". Filippo gli rispose: "Vieni e
vedi". [47]Gesù intanto, visto Natanaèle
che gli veniva incontro, disse di lui: "Ecco davvero
un Israelita in cui non c'è falsità". [48]Natanaèle
gli domandò: "Come mi conosci?". Gli rispose
Gesù: "Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho
visto quando eri sotto il fico". [49]Gli
replicò Natanaèle: "Rabbì, tu sei il Figlio di
Dio, tu sei il re d'Israele!". [50]Gli
rispose Gesù: "Perché ti ho detto che ti avevo
visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di
queste!". [51]Poi gli disse: "In
verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e
gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio
dell'uomo".
Giovanni - Capitolo
2
Le nozze di Cana
[1]Tre giorni
dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la
madre di Gesù. [2]Fu invitato alle nozze anche
Gesù con i suoi discepoli. [3]Nel frattempo,
venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse:
"Non hanno più vino". [4]E Gesù
rispose: "Che ho da fare con te, o donna? Non è
ancora giunta la mia ora". [5]La madre dice
ai servi: "Fate quello che vi dirà".
[6]Vi erano là
sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei,
contenenti ciascuna due o tre barili. [7]E Gesù
disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le
riempirono fino all'orlo. [8]Disse loro di nuovo:
"Ora attingete e portatene al maestro di
tavola". Ed essi gliene portarono. [9]E come
ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di
tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i
servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo [10]e
gli disse: "Tutti servono da principio il vino buono
e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu
invece hai conservato fino ad ora il vino buono". [11]Così
Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea,
manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in
lui.
[12]Dopo questo
fatto, discese a Cafarnao insieme con sua madre, i
fratelli e i suoi discepoli e si fermarono colà solo
pochi giorni.
B. La prima pasqua
La purificazione del
tempio
[13]Si avvicinava
intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
[14]Trovò nel tempio gente che vendeva buoi,
pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. [15]Fatta
allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del
tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro
dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, [16]e ai
venditori di colombe disse: "Portate via queste cose
e non fate della casa del Padre mio un luogo di
mercato". [17]I discepoli si ricordarono che
sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. [18]Allora
i Giudei presero la parola e gli dissero: "Quale
segno ci mostri per fare queste cose?". [19]Rispose
loro Gesù: "Distruggete questo tempio e in tre
giorni lo farò risorgere". [20]Gli dissero
allora i Giudei: "Questo tempio è stato costruito
in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai
risorgere?". [21]Ma egli parlava del tempio
del suo corpo. [22]Quando poi fu risuscitato dai
morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto
questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta
da Gesù.
Soggiorno a Gerusalemme
[23]Mentre era a
Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa molti,
vedendo i segni che faceva, credettero nel suo nome. [24]Gesù
però non si confidava con loro, perché conosceva tutti [25]e
non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su
un altro, egli infatti sapeva quello che c'è in ogni
uomo.
Giovanni - Capitolo
3
Colloquio con Nicodemo
[1]C'era tra i
farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. [2]Egli
andò da Gesù, di notte, e gli disse: "Rabbì,
sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno
infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con
lui". [3]Gli rispose Gesù: "In verità,
in verità ti dico, se uno non rinasce dall'alto, non
può vedere il regno di Dio". [4]Gli disse
Nicodèmo: "Come può un uomo nascere quando è
vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo
di sua madre e rinascere?". [5]Gli rispose
Gesù: "In verità, in verità ti dico, se uno non
nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno
di Dio. [6]Quel che è nato dalla carne è carne e
quel che è nato dallo Spirito è Spirito. [7]Non
ti meravigliare se t'ho detto: dovete rinascere
dall'alto. [8]Il vento soffia dove vuole e ne
senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così
è di chiunque è nato dallo Spirito". [9]Replicò
Nicodèmo: "Come può accadere questo?". [10]Gli
rispose Gesù: "Tu sei maestro in Israele e non sai
queste cose? [11]In verità, in verità ti dico,
noi parliamo di quel che sappiamo e testimoniamo quel che
abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra
testimonianza. [12]Se vi ho parlato di cose della
terra e non credete, come crederete se vi parlerò di
cose del cielo? [13]Eppure nessuno è mai salito
al cielo, fuorchè il Figlio dell'uomo che è disceso dal
cielo. [14]E come Mosè innalzò il serpente nel
deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
dell'uomo, [15]perché chiunque crede in lui abbia
la vita eterna".
[16]Dio infatti
ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita
eterna. [17]Dio non ha mandato il Figlio nel mondo
per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per
mezzo di lui. [18]Chi crede in lui non è
condannato; ma chi non crede è gia stato condannato,
perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di
Dio. [19]E il giudizio è questo: la luce è
venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le
tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. [20]Chiunque
infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce
perché non siano svelate le sue opere. [21]Ma chi
opera la verità viene alla luce, perché appaia
chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio.
Ministero di Gesù in
Giudea
Ultima testimonianza di
Giovanni
[22]Dopo queste
cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione
della Giudea; e là si trattenne con loro, e battezzava. [23]Anche
Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché
c'era là molta acqua; e la gente andava a farsi
battezzare. [24]Giovanni, infatti, non era stato
ancora imprigionato.
[25]Nacque allora
una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo
riguardo la purificazione. [26]Andarono perciò da
Giovanni e gli dissero: "Rabbì, colui che era con
te dall'altra parte del Giordano, e al quale hai reso
testimonianza, ecco sta battezzando e tutti accorrono a
lui". [27]Giovanni rispose: "Nessuno
può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal
cielo. [28]Voi stessi mi siete testimoni che ho
detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato
innanzi a lui. [29]Chi possiede la sposa è lo
sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e
l'ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora
questa mia gioia è compiuta. [30]Egli deve
crescere e io invece diminuire.
[31]Chi viene
dall'alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla
terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi
viene dal cielo è al di sopra di tutti. [32]Egli
attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta
la sua testimonianza; [33]chi però ne accetta la
testimonianza, certifica che Dio è veritiero. [34]Infatti
colui che Dio ha mandato proferisce le parole di Dio e
dà lo Spirito senza misura. [35]Il Padre ama il
Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. [36]Chi
crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al
Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio incombe su di
lui".
Giovanni - Capitolo
4
Gesù dai Samaritani
[1]Quando il
Signore venne a sapere che i farisei avevan sentito dire:
Gesù fa più discepoli e battezza più di Giovanni [2]-
sebbene non fosse Gesù in persona che battezzava, ma i
suoi discepoli -, [3]lasciò la Giudea e si
diresse di nuovo verso la Galilea. [4]Doveva
perciò attraversare la Samaria. [5]Giunse
pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo
figlio: [6]qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù
dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era
verso mezzogiorno. [7]Arrivò intanto una donna di
Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: "Dammi
da bere". [8]I suoi discepoli infatti erano
andati in città a far provvista di cibi. [9]Ma la
Samaritana gli disse: "Come mai tu, che sei Giudeo,
chiedi da bere a me, che sono una donna
samaritana?". I Giudei infatti non mantengono buone
relazioni con i Samaritani. [10]Gesù le rispose:
"Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che
ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene
avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva".
[11]Gli disse la donna: "Signore, tu non hai
un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove
hai dunque quest'acqua viva? [12]Sei tu forse più
grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo
pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo
gregge?". [13]Rispose Gesù: "Chiunque
beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; [14]ma
chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più
sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui
sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna". [15]"Signore,
gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non
abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere
acqua". [16]Le disse: "Và a chiamare
tuo marito e poi ritorna qui". [17]Rispose la
donna: "Non ho marito". Le disse Gesù:
"Hai detto bene "non ho marito"; [18]infatti
hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo
marito; in questo hai detto il vero". [19]Gli
replicò la donna: "Signore, vedo che tu sei un
profeta. [20]I nostri padri hanno adorato Dio
sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo
in cui bisogna adorare". [21]Gesù le dice:
"Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su
questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. [22]Voi
adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che
conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. [23]Ma
è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri
adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità;
perché il Padre cerca tali adoratori. [24]Dio è
spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in
spirito e verità". [25]Gli rispose la donna:
"So che deve venire il Messia (cioè il Cristo):
quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa". [26]Le
disse Gesù: "Sono io, che ti parlo".
[27]In quel
momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che
stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli
disse: "Che desideri?", o: "Perché parli
con lei?". [28]La donna intanto lasciò la
brocca, andò in città e disse alla gente: [29]"Venite
a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho
fatto. Che sia forse il Messia?". [30]Uscirono
allora dalla città e andavano da lui.
[31]Intanto i
discepoli lo pregavano: "Rabbì, mangia". [32]Ma
egli rispose: "Ho da mangiare un cibo che voi non
conoscete". [33]E i discepoli si domandavano
l'un l'altro: "Qualcuno forse gli ha portato da
mangiare?". [34]Gesù disse loro: "Mio
cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e
compiere la sua opera. [35]Non dite voi: Ci sono
ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi
dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che gia
biondeggiano per la mietitura. [36]E chi miete
riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna,
perché ne goda insieme chi semina e chi miete. [37]Qui
infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. [38]Io
vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato;
altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro
lavoro".
[39]Molti
Samaritani di quella città credettero in lui per le
parole della donna che dichiarava: "Mi ha detto
tutto quello che ho fatto". [40]E quando i
Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con
loro ed egli vi rimase due giorni. [41]Molti di
più credettero per la sua parola [42]e dicevano
alla donna: "Non è più per la tua parola che noi
crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo
che questi è veramente il salvatore del mondo".
Gesù in Galilea
[43]Trascorsi due
giorni, partì di là per andare in Galilea. [44]Ma
Gesù stesso aveva dichiarato che un profeta non riceve
onore nella sua patria. [45]Quando però giunse in
Galilea, i Galilei lo accolsero con gioia, poiché
avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme
durante la festa; anch'essi infatti erano andati alla
festa.
Secondo segno a Cana:
guarigione del figlio di un funzionario reale
[46]Andò dunque
di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l'acqua
in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un
figlio malato a Cafarnao. [47]Costui, udito che
Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui
e lo pregò di scendere a guarire suo figlio poiché
stava per morire. [48]Gesù gli disse: "Se
non vedete segni e prodigi, voi non credete". [49]Ma
il funzionario del re insistette: "Signore, scendi
prima che il mio bambino muoia". [50]Gesù
gli risponde: "Và, tuo figlio vive".
Quell'uomo credette alla parola che gli aveva detto Gesù
e si mise in cammino. [51]Proprio mentre scendeva,
gli vennero incontro i servi a dirgli: "Tuo figlio
vive!". [52]S'informò poi a che ora avesse
cominciato a star meglio. Gli dissero: "Ieri, un'ora
dopo mezzogiorno la febbre lo ha lasciato". [53]Il
padre riconobbe che proprio in quell'ora Gesù gli aveva
detto: "Tuo figlio vive" e credette lui con
tutta la sua famiglia. [54]Questo fu il secondo
miracolo che Gesù fece tornando dalla Giudea in Galilea.
Giovanni - Capitolo
5
2. SECONDA FESTA A
GERUSALEMME (PRIMO RIFIUTO DELLA RIVELAZIONE)
Guarigione di un infermo
alla piscina di Betzaetà
[1]Vi fu poi una
festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. [2]V'è
a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina,
chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, [3]sotto
i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi
e paralitici. [4]Un angelo infatti in certi
momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua; il
primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da
qualsiasi malattia fosse affetto]. [5]Si trovava
là un uomo che da trentotto anni era malato. [6]Gesù
vedendolo disteso e, sapendo che da molto tempo stava
così, gli disse: "Vuoi guarire?". [7]Gli
rispose il malato: "Signore, io non ho nessuno che
mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita. Mentre
infatti sto per andarvi, qualche altro scende prima di
me". [8]Gesù gli disse: "Alzati, prendi
il tuo lettuccio e cammina". [9]E
sull'istante quell'uomo guarì e, preso il suo lettuccio,
cominciò a camminare.
Quel giorno però era un
sabato. [10]Dissero dunque i Giudei all'uomo
guarito: "E' sabato e non ti è lecito prender su il
tuo lettuccio". [11]Ma egli rispose loro:
"Colui che mi ha guarito mi ha detto: Prendi il tuo
lettuccio e cammina". [12]Gli chiesero
allora: "Chi è stato a dirti: Prendi il tuo
lettuccio e cammina?". [13]Ma colui che era
stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era
allontanato, essendoci folla in quel luogo. [14]Poco
dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: "Ecco
che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia
ad accadere qualcosa di peggio". [15]Quell'uomo
se ne andò e disse ai Giudei che era stato Gesù a
guarirlo. [16]Per questo i Giudei cominciarono a
perseguitare Gesù, perché faceva tali cose di sabato. [17]Ma
Gesù rispose loro: "Il Padre mio opera sempre e
anch'io opero". [18]Proprio per questo i
Giudei cercavano ancor più di ucciderlo: perché non
soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre,
facendosi uguale a Dio.
Discorso sull'opera del
Figlio
[19]Gesù riprese
a parlare e disse: "In verità, in verità vi dico,
il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede
fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo
fa. [20]Il Padre infatti ama il Figlio, gli
manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere
ancora più grandi di queste, e voi ne resterete
meravigliati. [21]Come il Padre risuscita i morti
e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi
vuole; [22]il Padre infatti non giudica nessuno ma
ha rimesso ogni giudizio al Figlio, [23]perché
tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non
onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. [24]In
verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e
crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non
va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla
vita. [25]In verità, in verità vi dico: è
venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno
la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno
ascoltata, vivranno. [26]Come infatti il Padre ha
la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di
avere la vita in se stesso; [27]e gli ha dato il
potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. [28]Non
vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui
tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e
ne usciranno: [29]quanti fecero il bene per una
risurrezione di vita e quanti fecero il male per una
risurrezione di condanna. [30]Io non posso far
nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e
il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia
volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
[31]Se fossi io a
render testimonianza a me stesso, la mia testimonianza
non sarebbe vera; [32]ma c'è un altro che mi
rende testimonianza, e so che la testimonianza che egli
mi rende è verace. [33]Voi avete inviato
messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla
verità. [34]Io non ricevo testimonianza da un
uomo; ma vi dico queste cose perché possiate salvarvi. [35]Egli
era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto
solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
[36]Io però ho
una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le
opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse
opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre
mi ha mandato. [37]E anche il Padre, che mi ha
mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete
mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, [38]e
non avete la sua parola che dimora in voi, perché non
credete a colui che egli ha mandato. [39]Voi
scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita
eterna; ebbene, sono proprio esse che mi rendono
testimonianza. [40]Ma voi non volete venire a me
per avere la vita.
[41]Io non ricevo
gloria dagli uomini. [42]Ma io vi conosco e so che
non avete in voi l'amore di Dio. [43]Io sono
venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se
un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. [44]E
come potete credere, voi che prendete gloria gli uni
dagli altri, e non cercate la gloria che viene da Dio
solo? [45]Non crediate che sia io ad accusarvi
davanti al Padre; c'è gia chi vi accusa, Mosè, nel
quale avete riposto la vostra speranza. [46]Se
credeste infatti a Mosè, credereste anche a me; perché
di me egli ha scritto. [47]Ma se non credete ai
suoi scritti, come potrete credere alle mie
parole?".
Giovanni - Capitolo
6
3. LA PASQUA DEL PANE DI
VITA (NUOVO RIFIUTO DELLA RIVELAZIONE)
La moltiplicazione dei
pani
[1]Dopo questi
fatti, Gesù andò all'altra riva del mare di Galilea,
cioè di Tiberìade, [2]e una grande folla lo
seguiva, vedendo i segni che faceva sugli infermi. [3]Gesù
salì sulla montagna e là si pose a sedere con i suoi
discepoli. [4]Era vicina la Pasqua, la festa dei
Giudei. [5]Alzati quindi gli occhi, Gesù vide che
una grande folla veniva da lui e disse a Filippo:
"Dove possiamo comprare il pane perché costoro
abbiano da mangiare?". [6]Diceva così per
metterlo alla prova; egli infatti sapeva bene quello che
stava per fare. [7]Gli rispose Filippo:
"Duecento denari di pane non sono sufficienti
neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo". [8]Gli
disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon
Pietro: [9]"C'è qui un ragazzo che ha cinque
pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta
gente?". [10]Rispose Gesù: "Fateli
sedere". C'era molta erba in quel luogo. Si
sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. [11]Allora
Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li
distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece
dei pesci, finché ne vollero. [12]E quando furono
saziati, disse ai discepoli: "Raccogliete i pezzi
avanzati, perché nulla vada perduto". [13]Li
raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei
cinque pani d'orzo, avanzati a coloro che avevano
mangiato.
[14]Allora la
gente, visto il segno che egli aveva compiuto, cominciò
a dire: "Questi è davvero il profeta che deve
venire nel mondo!". [15]Ma Gesù, sapendo che
stavano per venire a prenderlo per farlo re, si ritirò
di nuovo sulla montagna, tutto solo.
Gesù raggiunge i
discepoli camminando sul mare
[16]Venuta
intanto la sera, i suoi discepoli scesero al mare [17]e,
saliti in una barca, si avviarono verso l'altra riva in
direzione di Cafarnao. Era ormai buio, e Gesù non era
ancora venuto da loro. [18]Il mare era agitato,
perché soffiava un forte vento. [19]Dopo aver
remato circa tre o quattro miglia, videro Gesù che
camminava sul mare e si avvicinava alla barca, ed ebbero
paura. [20]Ma egli disse loro: "Sono io, non
temete". [21]Allora vollero prenderlo sulla
barca e rapidamente la barca toccò la riva alla quale
erano diretti.
Discorso nella sinagoga
di Cafarnao
[22]Il giorno
dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, notò
che c'era una barca sola e che Gesù non era salito con i
suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli
erano partiti. [23]Altre barche erano giunte nel
frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano
mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. [24]Quando
dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno
i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla
volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. [25]Trovatolo
di là dal mare, gli dissero: "Rabbì, quando sei
venuto qua?".
[26]Gesù
rispose: "In verità, in verità vi dico, voi mi
cercate non perché avete visto dei segni, ma perché
avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. [27]Procuratevi
non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita
eterna, e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di
lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo". [28]Gli
dissero allora: "Che cosa dobbiamo fare per compiere
le opere di Dio?". [29]Gesù rispose:
"Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli
ha mandato".
[30]Allora gli
dissero: "Quale segno dunque tu fai perché vediamo
e possiamo crederti? Quale opera compi? [31]I
nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come
sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo".
[32]Rispose loro Gesù: "In verità, in
verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo,
ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; [33]il
pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita
al mondo". [34]Allora gli dissero:
"Signore, dacci sempre questo pane". [35]Gesù
rispose: "Io sono il pane della vita; chi viene a me
non avrà più fame e chi crede in me non avrà più
sete. [36]Vi ho detto però che voi mi avete visto
e non credete. [37]Tutto ciò che il Padre mi dà,
verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, [38]perché
sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma
la volontà di colui che mi ha mandato. [39]E
questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io
non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo
risusciti nell'ultimo giorno. [40]Questa infatti
è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio
e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò
nell'ultimo giorno".
[41]Intanto i
Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: "Io
sono il pane disceso dal cielo". [42]E
dicevano: "Costui non è forse Gesù, il figlio di
Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come
può dunque dire: Sono disceso dal cielo?".
[43]Gesù
rispose: "Non mormorate tra di voi. [44]Nessuno
può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha
mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. [45]Sta
scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da
Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui,
viene a me. [46]Non che alcuno abbia visto il
Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. [47]In
verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna.
[48]Io sono il
pane della vita. [49]I vostri padri hanno mangiato
la manna nel deserto e sono morti; [50]questo è
il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non
muoia. [51]Io sono il pane vivo, disceso dal
cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il
pane che io darò è la mia carne per la vita del
mondo".
[52]Allora i
Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può
costui darci la sua carne da mangiare?". [53]Gesù
disse: "In verità, in verità vi dico: se non
mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il
suo sangue, non avrete in voi la vita. [54]Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita
eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. [55]Perché
la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. [56]Chi
mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e
io in lui. [57]Come il Padre, che ha la vita, ha
mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che
mangia di me vivrà per me. [58]Questo è il pane
disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri
vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in
eterno".
[59]Queste cose
disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. [60]Molti
dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero:
"Questo linguaggio è duro; chi può
intenderlo?". [61]Gesù, conoscendo dentro di
sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano,
disse loro: "Questo vi scandalizza? [62]E se
vedeste il Figlio dell'uomo salire là dov'era prima? [63]E'
lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla;
le parole che vi ho dette sono spirito e vita. [64]Ma
vi sono alcuni tra voi che non credono". Gesù
infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non
credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. [65]E
continuò: "Per questo vi ho detto che nessuno può
venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio".
[66]Da allora
molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non
andavano più con lui.
La confessione di Pietro
[67]Disse allora
Gesù ai Dodici: "Forse anche voi volete
andarvene?". [68]Gli rispose Simon Pietro:
"Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita
eterna; [69]noi abbiamo creduto e conosciuto che
tu sei il Santo di Dio". [70]Rispose Gesù:
"Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di
voi è un diavolo!". Egli parlava di Giuda, figlio
di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo,
uno dei Dodici.
Giovanni - Capitolo
7
4. LA FESTA DELLE
CAPANNE (LA GRANDE RIVELAZIONE MESSIANICA IL GRANDE
RIFIUTO)
Gesù sale a Gerusalemme
per la festa e insegna
[1]Dopo questi
fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non
voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei
cercavano di ucciderlo.
[2]Si avvicinava
intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; [3]i
suoi fratelli gli dissero: "Parti di qui e và nella
Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che
tu fai. [4]Nessuno infatti agisce di nascosto, se
vuole venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali
cose, manifèstati al mondo!". [5]Neppure i
suoi fratelli infatti credevano in lui. [6]Gesù
allora disse loro: "Il mio tempo non è ancora
venuto, il vostro invece è sempre pronto. [7]Il
mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di lui io
attesto che le sue opere sono cattive. [8]Andate
voi a questa festa; io non ci vado, perché il mio tempo
non è ancora compiuto". [9]Dette loro queste
cose, restò nella Galilea.
[10]Ma andati i
suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non
apertamente però: di nascosto. [11]I Giudei
intanto lo cercavano durante la festa e dicevano:
"Dov'è quel tale?". [12]E si faceva
sommessamente un gran parlare di lui tra la folla; gli
uni infatti dicevano: "E' buono!". Altri
invece: "No, inganna la gente!". [13]Nessuno
però ne parlava in pubblico, per paura dei Giudei.
[14]Quando ormai
si era a metà della festa, Gesù salì al tempio e vi
insegnava. [15]I Giudei ne erano stupiti e
dicevano: "Come mai costui conosce le Scritture,
senza avere studiato?". [16]Gesù rispose:
"La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha
mandato. [17]Chi vuol fare la sua volontà,
conoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo
da me stesso. [18]Chi parla da se stesso, cerca la
propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l'ha
mandato è veritiero, e in lui non c'è ingiustizia. [19]Non
è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di
voi osserva la Legge! Perché cercate di
uccidermi?". [20]Rispose la folla: "Tu
hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?". [21]Rispose
Gesù: "Un'opera sola ho compiuto, e tutti ne siete
stupiti. [22]Mosè vi ha dato la circoncisione -
non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi - e voi
circoncidete un uomo anche di sabato. [23]Ora se
un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia
trasgredita la Legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di
me perché ho guarito interamente un uomo di sabato? [24]Non
giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto
giudizio!".
Discussioni popolari
sull'origine del Cristo
[25]Intanto
alcuni di Gerusalemme dicevano: "Non è costui
quello che cercano di uccidere? [26]Ecco, egli
parla liberamente, e non gli dicono niente. Che forse i
capi abbiano riconosciuto davvero che egli è il Cristo? [27]Ma
costui sappiamo di dov'è; il Cristo invece, quando
verrà, nessuno saprà di dove sia". [28]Gesù
allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò:
"Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono.
Eppure io non sono venuto da me e chi mi ha mandato è
veritiero, e voi non lo conoscete. [29]Io però lo
conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha
mandato". [30]Allora cercarono di arrestarlo,
ma nessuno riuscì a mettergli le mani addosso, perché
non era ancora giunta la sua ora.
Gesù annunzia la sua
prossima partenza
[31]Molti della
folla invece credettero in lui, e dicevano: "Il
Cristo, quando verrà, potrà fare segni più grandi di
quelli che ha fatto costui?".
[32]I farisei
intanto udirono che la gente sussurrava queste cose di
lui e perciò i sommi sacerdoti e i farisei mandarono
delle guardie per arrestarlo. [33]Gesù disse:
"Per poco tempo ancora rimango con voi, poi vado da
colui che mi ha mandato. [34]Voi mi cercherete, e
non mi troverete; e dove sono io, voi non potrete
venire". [35]Dissero dunque tra loro i
Giudei: "Dove mai sta per andare costui, che noi non
potremo trovarlo? Andrà forse da quelli che sono
dispersi fra i Greci e ammaestrerà i Greci? [36]Che
discorso è questo che ha fatto: Mi cercherete e non mi
troverete e dove sono io voi non potrete venire?".
La promessa dell'acqua
viva
[37]Nell'ultimo
giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in
piedi esclamò ad alta voce: "Chi ha sete venga a me
e beva [38]chi crede in me; come dice la
Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo
seno". [39]Questo egli disse riferendosi allo
Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti
non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato
ancora glorificato.
Nuove discussioni
sull'origine del Cristo
[40]All'udire
queste parole, alcuni fra la gente dicevano: "Questi
è davvero il profeta!". [41]Altri dicevano:
"Questi è il Cristo!". Altri invece dicevano:
"Il Cristo viene forse dalla Galilea? [42]Non
dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla
stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio
di Davide?". [43]E nacque dissenso tra la
gente riguardo a lui.
[44]Alcuni di
loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani
addosso. [45]Le guardie tornarono quindi dai sommi
sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro:
"Perché non lo avete condotto?". [46]Risposero
le guardie: "Mai un uomo ha parlato come parla
quest'uomo!". [47]Ma i farisei replicarono
loro: "Forse vi siete lasciati ingannare anche voi? [48]Forse
gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei? [49]Ma
questa gente, che non conosce la Legge, è
maledetta!". [50]Disse allora Nicodèmo, uno
di loro, che era venuto precedentemente da Gesù: [51]"La
nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo
ascoltato e di sapere ciò che fa?". [52]Gli
risposero: "Sei forse anche tu della Galilea? Studia
e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea".
La donna adultera
[53]E tornarono
ciascuno a casa sua.
Giovanni - Capitolo
8
[1]Gesù si
avviò allora verso il monte degli Ulivi. [2]Ma
all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo
andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava. [3]Allora
gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa
in adulterio e, postala nel mezzo, [4]gli dicono:
"Maestro, questa donna è stata sorpresa in
flagrante adulterio. [5]Ora Mosè, nella Legge, ci
ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne
dici?". [6]Questo dicevano per metterlo alla
prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi,
si mise a scrivere col dito per terra. [7]E
siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e
disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per
primo la pietra contro di lei". [8]E
chinatosi di nuovo, scriveva per terra. [9]Ma
quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno,
cominciando dai più anziani fino agli ultimi.
Rimase solo Gesù con la
donna là in mezzo. [10]Alzatosi allora Gesù le
disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha
condannata?". [11]Ed essa rispose:
"Nessuno, Signore". E Gesù le disse:
"Neanch'io ti condanno; và e d'ora in poi non
peccare più".
Gesù luce del mondo
[12]Di nuovo
Gesù parlò loro: "Io sono la luce del mondo; chi
segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce
della vita".
Discussione della
testimonianza di Gesù su se stesso
[13]Gli dissero
allora i farisei: "Tu dai testimonianza di te
stesso; la tua testimonianza non è vera". [14]Gesù
rispose: "Anche se io rendo testimonianza di me
stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove
vengo e dove vado. Voi invece non sapete da dove vengo o
dove vado. [15]Voi giudicate secondo la carne; io
non giudico nessuno. [16]E anche se giudico, il
mio giudizio è vero, perché non sono solo, ma io e il
Padre che mi ha mandato. [17]Nella vostra Legge
sta scritto che la testimonianza di due persone è vera: [18]orbene,
sono io che do testimonianza di me stesso, ma anche il
Padre, che mi ha mandato, mi dà testimonianza". [19]Gli
dissero allora: "Dov'è tuo padre?". Rispose
Gesù: "Voi non conoscete né me né il Padre; se
conosceste me, conoscereste anche il Padre mio". [20]Queste
parole Gesù le pronunziò nel luogo del tesoro mentre
insegnava nel tempio. Enessuno lo arrestò, perché non
era ancora giunta la sua ora.
[21]Di nuovo
Gesù disse loro: "Io vado e voi mi cercherete, ma
morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete
venire". [22]Dicevano allora i Giudei:
"Forse si ucciderà, dal momento che dice: Dove vado
io, voi non potete venire?". [23]E diceva
loro: "Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi
siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. [24]Vi
ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non
credete che io sono, morirete nei vostri peccati". [25]Gli
dissero allora: "Tu chi sei?". Gesù disse
loro: "Proprio ciò che vi dico. [26]Avrei
molte cose da dire e da giudicare sul vostro conto; ma
colui che mi ha mandato è veritiero, ed io dico al mondo
le cose che ho udito da lui". [27]Non
capirono che egli parlava loro del Padre. [28]Disse
allora Gesù: "Quando avrete innalzato il Figlio
dell'uomo, allora saprete che Io Sono e non faccio nulla
da me stesso, ma come mi ha insegnato il Padre, così io
parlo. [29]Colui che mi ha mandato è con me e non
mi ha lasciato solo, perché io faccio sempre le cose che
gli sono gradite". [30]A queste sue parole,
molti credettero in lui.
Gesù e Abramo
[31]Gesù allora
disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: "Se
rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei
discepoli; [32]conoscerete la verità e la verità
vi farà liberi". [33]Gli risposero:
"Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai
stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete
liberi?". [34]Gesù rispose: "In
verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato
è schiavo del peccato. [35]Ora lo schiavo non
resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta
sempre; [36]se dunque il Figlio vi farà liberi,
sarete liberi davvero. [37]So che siete
discendenza di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi
perché la mia parola non trova posto in voi. [38]Io
dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi
dunque fate quello che avete ascoltato dal padre
vostro!". [39]Gli risposero: "Il nostro
padre è Abramo". Rispose Gesù: "Se siete
figli di Abramo, fate le opere di Abramo! [40]Ora
invece cercate di uccidere me, che vi ho detto la verità
udita da Dio; questo, Abramo non l'ha fatto. [41]Voi
fate le opere del padre vostro". Gli risposero:
"Noi non siamo nati da prostituzione, noi abbiamo un
solo Padre, Dio!". [42]Disse loro Gesù:
"Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste,
perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me
stesso, ma lui mi ha mandato. [43]Perché non
comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare
ascolto alle mie parole, [44]voi che avete per
padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre
vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha
perseverato nella verità, perché non vi è verità in
lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è
menzognero e padre della menzogna. [45]A me,
invece, voi non credete, perché dico la verità. [46]Chi
di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità,
perché non mi credete? [47]Chi è da Dio ascolta
le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate,
perché non siete da Dio".
[48]Gli risposero
i Giudei: "Non diciamo con ragione noi che sei un
Samaritano e hai un demonio?". [49]Rispose
Gesù: "Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio
e voi mi disonorate. [50]Io non cerco la mia
gloria; vi è chi la cerca e giudica. [51]In
verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia
parola, non vedrà mai la morte". [52]Gli
dissero i Giudei: "Ora sappiamo che hai un demonio.
Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici:
"Chi osserva la mia parola non conoscerà mai la
morte". [53]Sei tu più grande del nostro
padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti;
chi pretendi di essere?". [54]Rispose Gesù:
"Se io glorificassi me stesso, la mia gloria non
sarebbe nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, del
quale voi dite: "E' nostro Dio!", [55]e
non lo conoscete. Io invece lo conosco. E se dicessi che
non lo conosco, sarei come voi, un mentitore; ma lo
conosco e osservo la sua parola. [56]Abramo,
vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio
giorno; lo vide e se ne rallegrò". [57]Gli
dissero allora i Giudei: "Non hai ancora
cinquant'anni e hai visto Abramo?". [58]Rispose
loro Gesù: "In verità, in verità vi dico: prima
che Abramo fosse, Io Sono". [59]Allora
raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù
si nascose e uscì dal tempio.
Giovanni - Capitolo
9
Guarigione di un cieco
nato
[1]Passando vide
un uomo cieco dalla nascita [2]e i suoi discepoli
lo interrogarono: "Rabbì, chi ha peccato, lui o i
suoi genitori, perché egli nascesse cieco?". [3]Rispose
Gesù: "Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma
è così perché si manifestassero in lui le opere di
Dio. [4]Dobbiamo compiere le opere di colui che mi
ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando
nessuno può più operare. [5]Finché sono nel
mondo, sono la luce del mondo". [6]Detto
questo sputò per terra, fece del fango con la saliva,
spalmò il fango sugli occhi del cieco [7]e gli
disse: "Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che
significa Inviato)". Quegli andò, si lavò e tornò
che ci vedeva. [8]Allora i vicini e quelli che lo
avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano:
"Non è egli quello che stava seduto a chiedere
l'elemosina?". [9]Alcuni dicevano: "E'
lui"; altri dicevano: "No, ma gli
assomiglia". Ed egli diceva: "Sono io!". [10]Allora
gli chiesero: "Come dunque ti furono aperti gli
occhi?". [11]Egli rispose: "Quell'uomo
che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato
gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati! Io sono
andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la
vista". [12]Gli dissero: "Dov'è questo
tale?". Rispose: "Non lo so".
[13]Intanto
condussero dai farisei quello che era stato cieco: [14]era
infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del
fango e gli aveva aperto gli occhi. [15]Anche i
farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse
acquistato la vista. Ed egli disse loro: "Mi ha
posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci
vedo". [16]Allora alcuni dei farisei
dicevano: "Quest'uomo non viene da Dio, perché non
osserva il sabato". Altri dicevano: "Come può
un peccatore compiere tali prodigi?". E c'era
dissenso tra di loro. [17]Allora dissero di nuovo
al cieco: "Tu che dici di lui, dal momento che ti ha
aperto gli occhi?". Egli rispose: "E' un
profeta!". [18]Ma i Giudei non vollero
credere di lui che era stato cieco e aveva acquistato la
vista, finché non chiamarono i genitori di colui che
aveva ricuperato la vista. [19]E li interrogarono:
"E' questo il vostro figlio, che voi dite esser nato
cieco? Come mai ora ci vede?". [20]I genitori
risposero: "Sappiamo che questo è il nostro figlio
e che è nato cieco; [21]come poi ora ci veda, non
lo sappiamo, né sappiamo chi gli ha aperto gli occhi;
chiedetelo a lui, ha l'età, parlerà lui di se
stesso". [22]Questo dissero i suoi genitori,
perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei
avevano gia stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto
come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. [23]Per
questo i suoi genitori dissero: "Ha l'età,
chiedetelo a lui!".
[24]Allora
chiamarono di nuovo l'uomo che era stato cieco e gli
dissero: "Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che
quest'uomo è un peccatore". [25]Quegli
rispose: "Se sia un peccatore, non lo so; una cosa
so: prima ero cieco e ora ci vedo". [26]Allora
gli dissero di nuovo: "Che cosa ti ha fatto? Come ti
ha aperto gli occhi?". [27]Rispose loro:
"Ve l'ho gia detto e non mi avete ascoltato; perché
volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi
suoi discepoli?". [28]Allora lo insultarono e
gli dissero: "Tu sei suo discepolo, noi siamo
discepoli di Mosè! [29]Noi sappiamo infatti che a
Mosè ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove
sia". [30]Rispose loro quell'uomo:
"Proprio questo è strano, che voi non sapete di
dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. [31]Ora,
noi sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se uno
è timorato di Dio e fa la sua volontà, egli lo ascolta.
[32]Da che mondo è mondo, non s'è mai sentito
dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. [33]Se
costui non fosse da Dio, non avrebbe potuto far
nulla". [34]Gli replicarono: "Sei nato
tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?". E lo
cacciarono fuori.
[35]Gesù seppe
che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse:
"Tu credi nel Figlio dell'uomo?". [36]Egli
rispose: "E chi è, Signore, perché io creda in
lui?". [37]Gli disse Gesù: "Tu l'hai
visto: colui che parla con te è proprio lui". [38]Ed
egli disse: "Io credo, Signore!". E gli si
prostrò innanzi. [39]Gesù allora disse: "Io
sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro
che non vedono vedano e quelli che vedono diventino
ciechi". [40]Alcuni dei farisei che erano con
lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo
forse ciechi anche noi?". [41]Gesù rispose
loro: "Se foste ciechi, non avreste alcun peccato;
ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato
rimane".
Giovanni - Capitolo
10
Il buon pastore
[1]"In
verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto
delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte,
è un ladro e un brigante. [2]Chi invece entra per
la porta, è il pastore delle pecore. [3]Il
guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce:
egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori.
[4]E quando ha condotto fuori tutte le sue pecore,
cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché
conoscono la sua voce. [5]Un estraneo invece non
lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non
conoscono la voce degli estranei". [6]Questa
similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono che
cosa significava ciò che diceva loro.
[7]Allora Gesù
disse loro di nuovo: "In verità, in verità vi
dico: io sono la porta delle pecore. [8]Tutti
coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e
briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. [9]Io
sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà
salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. [10]Il
ladro non viene se non per rubare, uccidere e
distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e
l'abbiano in abbondanza. [11]Io sono il buon
pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. [12]Il
mercenario invece, che non è pastore e al quale le
pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona
le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; [13]egli
è un mercenario e non gli importa delle pecore. [14]Io
sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie
pecore conoscono me, [15]come il Padre conosce me
e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. [16]E
ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste
io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno
un solo gregge e un solo pastore. [17]Per questo
il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi
riprenderla di nuovo. [18]Nessuno me la toglie, ma
la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e
il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho
ricevuto dal Padre mio".
[19]Sorse di
nuovo dissenso tra i Giudei per queste parole. [20]Molti
di essi dicevano: "Ha un demonio ed è fuori di sé;
perché lo state ad ascoltare?". [21]Altri
invece dicevano: "Queste parole non sono di un
indemoniato; può forse un demonio aprire gli occhi dei
ciechi?".
5. LA FESTA DELLA
DEDICAZIONE (LA DECISIONE DI UCCIDERE GESU')
Gesù si dichiara Figlio
di Dio
[22]Ricorreva in
quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era
d'inverno. [23]Gesù passeggiava nel tempio, sotto
il portico di Salomone. [24]Allora i Giudei gli si
fecero attorno e gli dicevano: "Fino a quando terrai
l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi
apertamente". [25]Gesù rispose loro:
"Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio
nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; [26]ma
voi non credete, perché non siete mie pecore. [27]Le
mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse
mi seguono. [28]Io do loro la vita eterna e non
andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.
[29]Il Padre mio che me le ha date è più grande
di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.
[30]Io e il Padre siamo una cosa sola".
[31]I Giudei
portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo. [32]Gesù
rispose loro: "Vi ho fatto vedere molte opere buone
da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete
lapidare?". [33]Gli risposero i Giudei:
"Non ti lapidiamo per un'opera buona, ma per la
bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio". [34]Rispose
loro Gesù: "Non è forse scritto nella vostra
Legge: Io ho detto: voi siete dei? [35]Ora,
se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la
parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata),
[36]a colui che il Padre ha consacrato e mandato
nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono
Figlio di Dio? [37]Se non compio le opere del
Padre mio, non credetemi; [38]ma se le compio,
anche se non volete credere a me, credete almeno alle
opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in
me e io nel Padre". [39]Cercavano allora di
prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Gesù si ritira oltre il
Giordano
[40]Ritornò
quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima
Giovanni battezzava, e qui si fermò. [41]Molti
andarono da lui e dicevano: "Giovanni non ha fatto
nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di
costui era vero". [42]E in quel luogo molti
credettero in lui.
Giovanni - Capitolo
11
Risurrezione di Lazzaro
[1]Era allora
malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di
Maria e di Marta sua sorella. [2]Maria era quella
che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli
aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello
Lazzaro era malato. [3]Le sorelle mandarono dunque
a dirgli: "Signore, ecco, il tuo amico è
malato".
[4]All'udire
questo, Gesù disse: "Questa malattia non è per la
morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il
Figlio di Dio venga glorificato". [5]Gesù
voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. [6]Quand'ebbe
dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni
nel luogo dove si trovava. [7]Poi, disse ai
discepoli: "Andiamo di nuovo in Giudea!". [8]I
discepoli gli dissero: "Rabbì, poco fa i Giudei
cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?". [9]Gesù
rispose: "Non sono forse dodici le ore del giorno?
Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la
luce di questo mondo; [10]ma se invece uno cammina
di notte, inciampa, perché gli manca la luce". [11]Così
parlò e poi soggiunse loro: "Il nostro amico
Lazzaro s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo".
[12]Gli dissero allora i discepoli: "Signore,
se s'è addormentato, guarirà". [13]Gesù
parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si
riferisse al riposo del sonno. [14]Allora Gesù
disse loro apertamente: "Lazzaro è morto [15]e
io sono contento per voi di non essere stato là, perché
voi crediate. Orsù, andiamo da lui!". [16]Allora
Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli:
"Andiamo anche noi a morire con lui!".
[17]Venne dunque
Gesù e trovò Lazzaro che era gia da quattro giorni nel
sepolcro. [18]Betània distava da Gerusalemme meno
di due miglia [19]e molti Giudei erano venuti da
Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. [20]Marta
dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro;
Maria invece stava seduta in casa. [21]Marta disse
a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio
fratello non sarebbe morto! [22]Ma anche ora so
che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la
concederà". [23]Gesù le disse: "Tuo
fratello risusciterà". [24]Gli rispose
Marta: "So che risusciterà nell'ultimo
giorno". [25]Gesù le disse: "Io sono la
risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore,
vivrà; [26]chiunque vive e crede in me, non
morrà in eterno. Credi tu questo?". [27]Gli
rispose: "Sì, o Signore, io credo che tu sei il
Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo".
[28]Dopo queste
parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua
sorella, dicendo: "Il Maestro è qui e ti
chiama". [29]Quella, udito ciò, si alzò in
fretta e andò da lui. [30]Gesù non era entrato
nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli
era andata incontro. [31]Allora i Giudei che erano
in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi
in fretta e uscire, la seguirono pensando: "Va al
sepolcro per piangere là". [32]Maria,
dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai
suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto!". [33]Gesù
allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei
che erano venuti con lei, si commosse profondamente, si
turbò e disse: [34]"Dove l'avete
posto?". Gli dissero: "Signore, vieni a
vedere!". [35]Gesù scoppiò in pianto. [36]Dissero
allora i Giudei: "Vedi come lo amava!". [37]Ma
alcuni di loro dissero: "Costui che ha aperto gli
occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non
morisse?".
[38]Intanto
Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al
sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una
pietra. [39]Disse Gesù: "Togliete la
pietra!". Gli rispose Marta, la sorella del morto:
"Signore, gia manda cattivo odore, poiché è di
quattro giorni". [40]Le disse Gesù:
"Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di
Dio?". [41]Tolsero dunque la pietra. Gesù
allora alzò gli occhi e disse: "Padre, ti ringrazio
che mi hai ascoltato. [42]Io sapevo che sempre mi
dai ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta
attorno, perché credano che tu mi hai mandato". [43]E,
detto questo, gridò a gran voce: "Lazzaro, vieni
fuori!". [44]Il morto uscì, con i piedi e le
mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario.
Gesù disse loro: "Scioglietelo e lasciatelo
andare".
I capi Giudei decidono
la morte di Gesù
[45]Molti dei
Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che
egli aveva compiuto, credettero in lui. [46]Ma
alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel che
Gesù aveva fatto. [47]Allora i sommi sacerdoti e
i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che
facciamo? Quest'uomo compie molti segni. [48]Se lo
lasciamo fare così, tutti crederanno in lui e verranno i
Romani e distruggeranno il nostro luogo santo e la nostra
nazione". [49]Ma uno di loro, di nome Caifa,
che era sommo sacerdote in quell'anno, disse loro:
"Voi non capite nulla [50]e non considerate
come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e
non perisca la nazione intera". [51]Questo
però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo
sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la
nazione [52]e non per la nazione soltanto, ma
anche per riunire insieme i figli di Dio che erano
dispersi. [53]Da quel giorno dunque decisero di
ucciderlo.
[54]Gesù
pertanto non si faceva più vedere in pubblico tra i
Giudei; egli si ritirò di là nella regione vicina al
deserto, in una città chiamata Efraim, dove si trattenne
con i suoi discepoli.
6. LA FINE DEL MINISTERO
PUBBLICO E I PRELIMINARI DELL'ULTIMA PASQUA
L'avvicinarsi della
Pasqua
[55]Era vicina la
Pasqua dei Giudei e molti dalla regione andarono a
Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. [56]Essi
cercavano Gesù e stando nel tempio dicevano tra di loro:
"Che ve ne pare? Non verrà egli alla festa?". [57]Intanto
i sommi sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che
chiunque sapesse dove si trovava lo denunziasse, perché
essi potessero prenderlo.
Giovanni - Capitolo
12
L'unzione di Betania
[1]Sei giorni
prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si
trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. [2]Equi
gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei
commensali. [3]Maria allora, presa una libbra di
olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i
piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta
la casa si riempì del profumo dell'unguento. [4]Allora
Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi
tradirlo, disse: [5]"Perché quest'olio
profumato non si è venduto per trecento denari per poi
darli ai poveri?". [6]Questo egli disse non
perché gl'importasse dei poveri, ma perché era ladro e,
siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano
dentro. [7]Gesù allora disse: "Lasciala
fare, perché lo conservi per il giorno della mia
sepoltura. [8]I poveri infatti li avete sempre con
voi, ma non sempre avete me".
[9]Intanto la
gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava
là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere
Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. [10]I
sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche
Lazzaro, [11]perché molti Giudei se ne andavano a
causa di lui e credevano in Gesù.
Ingresso messianico di
Gesù a Gerusalemme
[12]Il giorno
seguente, la gran folla che era venuta per la festa,
udito che Gesù veniva a Gerusalemme, [13]prese
dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d'Israele!
[14]Gesù,
trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
[15]Non
temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
seduto sopra un puledro d'asina.
[16]Sul momento i
suoi discepoli non compresero queste cose; ma quando
Gesù fu glorificato, si ricordarono che questo era stato
scritto di lui e questo gli avevano fatto. [17]Intanto
la gente che era stata con lui quando chiamò Lazzaro
fuori dal sepolcro e lo risuscitò dai morti, gli rendeva
testimonianza. [18]Anche per questo la folla gli
andò incontro, perché aveva udito che aveva compiuto
quel segno. [19]I farisei allora dissero tra di
loro: "Vedete che non concludete nulla? Ecco che il
mondo gli è andato dietro!".
Gesù annunzia la sua
glorificazione attraverso la morte
[20]Tra quelli
che erano saliti per il culto durante la festa, c'erano
anche alcuni Greci. [21]Questi si avvicinarono a
Filippo, che era di Betsàida di Galilea, e gli chiesero:
"Signore, vogliamo vedere Gesù". [22]Filippo
andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono
a dirlo a Gesù. [23]Gesù rispose: "E'
giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo. [24]In
verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto
in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce
molto frutto. [25]Chi ama la sua vita la perde e
chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per
la vita eterna. [26]Se uno mi vuol servire mi
segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se
uno mi serve, il Padre lo onorerà. [27]Ora
l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami
da quest'ora? Ma per questo sono giunto a quest'ora! [28]Padre,
glorifica il tuo nome". Venne allora una voce dal
cielo: "L'ho glorificato e di nuovo lo
glorificherò!".
[29]La folla che
era presente e aveva udito diceva che era stato un tuono.
Altri dicevano: "Un angelo gli ha parlato". [30]Rispose
Gesù: "Questa voce non è venuta per me, ma per
voi. [31]Ora è il giudizio di questo mondo; ora
il principe di questo mondo sarà gettato fuori. [32]Io,
quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a
me". [33]Questo diceva per indicare di qual
morte doveva morire. [34]Allora la folla gli
rispose: "Noi abbiamo appreso dalla Legge che il
Cristo rimane in eterno; come dunque tu dici che il
Figlio dell'uomo deve essere elevato? Chi è questo
Figlio dell'uomo?". [35]Gesù allora disse
loro: "Ancora per poco tempo la luce è con voi.
Camminate mentre avete la luce, perché non vi
sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa
dove va. [36]Mentre avete la luce credete nella
luce, per diventare figli della luce".
Gesù disse queste cose,
poi se ne andò e si nascose da loro.
Conclusione:
l'incredulità dei giudei
[37]Sebbene
avesse compiuto tanti segni davanti a loro, non credevano
in lui; [38]perché si adempisse la parola detta
dal profeta Isaia:
Signore, chi ha
creduto alla nostra parola?
E il braccio del Signore a chi è stato rivelato?
[39]E non
potevano credere, per il fatto che Isaia aveva detto
ancora:
[40]Ha reso
ciechi i loro occhi
e ha indurito il loro cuore,
perché non vedano con gli occhi
e non comprendano con il cuore, e si convertano
e io li guarisca!
[41]Questo disse
Isaia quando vide la sua gloria e parlò di lui. [42]Tuttavia,
anche tra i capi, molti credettero in lui, ma non lo
riconoscevano apertamente a causa dei farisei, per non
essere espulsi dalla sinagoga; [43]amavano infatti
la gloria degli uomini più della gloria di Dio.
[44]Gesù allora
gridò a gran voce: "Chi crede in me, non crede in
me, ma in colui che mi ha mandato; [45]chi vede
me, vede colui che mi ha mandato. [46]Io come luce
sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non
rimanga nelle tenebre. [47]Se qualcuno ascolta le
mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché
non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare
il mondo. [48]Chi mi respinge e non accoglie le
mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho
annunziato lo condannerà nell'ultimo giorno. [49]Perché
io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato,
egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e
annunziare. [50]E io so che il suo comandamento è
vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico come il
Padre le ha dette a me".
Giovanni - Capitolo
13
L'ORA DI GESU': LA
PASQUA DELL'AGNELLO DI DIO
1. L'ULTIMA CENA DI
GESU' CON I SUOI DISCEPOLI
La lavanda dei piedi
[1]Prima della
festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora
di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i
suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. [2]Mentre
cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a
Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, [3]Gesù
sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e
che era venuto da Dio e a Dio ritornava, [4]si
alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio,
se lo cinse attorno alla vita. [5]Poi versò
dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei
discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era
cinto. [6]Venne dunque da Simon Pietro e questi
gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?". [7]Rispose
Gesù: "Quello che io faccio, tu ora non lo capisci,
ma lo capirai dopo". [8]Gli disse Simon
Pietro: "Non mi laverai mai i piedi!". Gli
rispose Gesù: "Se non ti laverò, non avrai parte
con me". [9]Gli disse Simon Pietro:
"Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il
capo!". [10]Soggiunse Gesù: "Chi ha
fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi
ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti".
[11]Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo
disse: "Non tutti siete mondi".
[12]Quando dunque
ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di
nuovo e disse loro: "Sapete ciò che vi ho fatto? [13]Voi
mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo
sono. [14]Se dunque io, il Signore e il Maestro,
ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i
piedi gli uni gli altri. [15]Vi ho dato infatti
l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. [16]In
verità, in verità vi dico: un servo non è più grande
del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo
ha mandato. [17]Sapendo queste cose, sarete beati
se le metterete in pratica. [18]Non parlo di tutti
voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve
adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con
me, ha levato contro di me il suo calcagno. [19]Ve
lo dico fin d'ora, prima che accada, perché, quando
sarà avvenuto, crediate che Io Sono. [20]In
verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io
manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui
che mi ha mandato".
Annunzio del tradimento
di Giuda
[21]Dette queste
cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò:
"In verità, in verità vi dico: uno di voi mi
tradirà". [22]I discepoli si guardarono gli
uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. [23]Ora
uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a
tavola al fianco di Gesù. [24]Simon Pietro gli
fece un cenno e gli disse: "Dì, chi è colui a cui
si riferisce?". [25]Ed egli reclinandosi
così sul petto di Gesù, gli disse: "Signore, chi
è?". [26]Rispose allora Gesù: "E'
colui per il quale intingerò un boccone e glielo
darò". E intinto il boccone, lo prese e lo diede a
Giuda Iscariota, figlio di Simone. [27]E allora,
dopo quel boccone, satana entrò in lui. Gesù quindi gli
disse: "Quello che devi fare fallo al più
presto". [28]Nessuno dei commensali capì
perché gli aveva detto questo; [29]alcuni infatti
pensavano che, tenendo Giuda la cassa, Gesù gli avesse
detto: "Compra quello che ci occorre per la
festa", oppure che dovesse dare qualche cosa ai
poveri. [30]Preso il boccone, egli subito uscì.
Ed era notte.
L'addio
[31]Quand'egli fu
uscito, Gesù disse: "Ora il Figlio dell'uomo è
stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in
lui. [32]Se Dio è stato glorificato in lui, anche
Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà
subito. [33]Figlioli, ancora per poco sono con
voi; voi mi cercherete, ma come ho gia detto ai Giudei,
lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete
venire. [34]Vi do un comandamento nuovo: che vi
amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così
amatevi anche voi gli uni gli altri. [35]Da questo
tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore
gli uni per gli altri".
[36]Simon Pietro
gli dice: "Signore, dove vai?". Gli rispose
Gesù: "Dove io vado per ora tu non puoi seguirmi;
mi seguirai più tardi". [37]Pietro disse:
"Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la
mia vita per te!". [38]Rispose Gesù:
"Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti
dico: non canterà il gallo, prima che tu non m'abbia
rinnegato tre volte".
Giovanni - Capitolo
14
[1]"Non sia
turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate
fede anche in me. [2]Nella casa del Padre mio vi
sono molti posti. Se no, ve l'avrei detto. Io vado a
prepararvi un posto; [3]quando sarò andato e vi
avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con
me, perché siate anche voi dove sono io. [4]E del
luogo dove io vado, voi conoscete la via".
[5]Gli disse
Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai e come
possiamo conoscere la via?". [6]Gli disse
Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. [7]Se
conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo
conoscete e lo avete veduto". [8]Gli disse
Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci
basta". [9]Gli rispose Gesù: "Da tanto
tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire:
Mostraci il Padre? [10]Non credi che io sono nel
Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non
le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue
opere. [11]Credetemi: io sono nel Padre e il Padre
è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
[12]In verità,
in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le
opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io
vado al Padre. [13]Qualunque cosa chiederete nel
nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel
Figlio. [14]Se mi chiederete qualche cosa nel mio
nome, io la farò.
[15]Se mi amate,
osserverete i miei comandamenti. [16]Io pregherò
il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché
rimanga con voi per sempre, [17]lo Spirito di
verità che il mondo non può ricevere, perché non lo
vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli
dimora presso di voi e sarà in voi. [18]Non vi
lascerò orfani, ritornerò da voi. [19]Ancora un
poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi
vedrete, perché io vivo e voi vivrete. [20]In
quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me
e io in voi. [21]Chi accoglie i miei comandamenti
e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal
Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a
lui".
[22]Gli disse
Giuda, non l'Iscariota: "Signore, come è accaduto
che devi manifestarti a noi e non al mondo?". [23]Gli
rispose Gesù: "Se uno mi ama, osserverà la mia
parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e
prenderemo dimora presso di lui. [24]Chi non mi
ama non osserva le mie parole; la parola che voi
ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
[25]Queste cose
vi ho detto quando ero ancora tra voi. [26]Ma il
Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel
mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà
tutto ciò che io vi ho detto. [27]Vi lascio la
pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la
do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia
timore. [28]Avete udito che vi ho detto: Vado e
tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io
vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. [29]Ve
l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando
avverrà, voi crediate. [30]Non parlerò più a
lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli
non ha nessun potere su di me, [31]ma bisogna che
il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che
il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di
qui".
Giovanni - Capitolo
15
La vera vita
[1]"Io sono
la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. [2]Ogni
tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni
tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più
frutto. [3]Voi siete gia mondi, per la parola che
vi ho annunziato. [4]Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non
rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
[5]Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me
e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non
potete far nulla. [6]Chi non rimane in me viene
gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo
raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. [7]Se
rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete
quel che volete e vi sarà dato. [8]In questo è
glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e
diventiate miei discepoli. [9]Come il Padre ha
amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio
amore. [10]Se osserverete i miei comandamenti,
rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. [11]Questo
vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra
gioia sia piena.
[12]Questo è il
mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come
io vi ho amati. [13]Nessuno ha un amore più
grande di questo: dare la vita per i propri amici. [14]Voi
siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. [15]Non
vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che
fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto
ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. [16]Non
voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho
costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al
Padre nel mio nome, ve lo conceda. [17]Questo vi
comando: amatevi gli uni gli altri.
I discepoli e il mondo
[18]Se il mondo
vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. [19]Se
foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo;
poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti
dal mondo, per questo il mondo vi odia. [20]Ricordatevi
della parola che vi ho detto: Un servo non è più grande
del suo padrone. Se hanno perseguitato me,
perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia
parola, osserveranno anche la vostra. [21]Ma tutto
questo vi faranno a causa del mio nome, perché non
conoscono colui che mi ha mandato. [22]Se non
fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero
alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro
peccato. [23]Chi odia me, odia anche il Padre mio.
[24]Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che
nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato;
ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. [25]Questo
perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi
hanno odiato senza ragione.
[26]Quando verrà
il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito
di verità che procede dal Padre, egli mi renderà
testimonianza; [27]e anche voi mi renderete
testimonianza, perché siete stati con me fin dal
principio.
Giovanni - Capitolo
16
[1]Vi ho detto
queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. [2]Vi
scacceranno dalle sinagoghe; anzi, verrà l'ora in cui
chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. [3]E
faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre
né me. [4]Ma io vi ho detto queste cose perché,
quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho
parlato.
La venuta del Paraclito
Non ve le ho dette dal
principio, perché ero con voi.
[5]Ora però vado
da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda:
Dove vai? [6]Anzi, perché vi ho detto queste
cose, la tristezza ha riempito il vostro cuore. [7]Ora
io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada,
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il
Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo
manderò. [8]E quando sarà venuto, egli
convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e
al giudizio. [9]Quanto al peccato, perché non
credono in me; [10]quanto alla giustizia, perché
vado dal Padre e non mi vedrete più; [11]quanto
al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato
giudicato.
[12]Molte cose ho
ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di
portarne il peso. [13]Quando però verrà lo
Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta
intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò
che avrà udito e vi annunzierà le cose future. [14]Egli
mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve
l'annunzierà. [15]Tutto quello che il Padre
possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del
mio e ve l'annunzierà.
L'annunzio di un pronto
ritorno
[16]Ancora un
poco e non mi vedrete; un pò ancora e mi vedrete". [17]Dissero
allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: "Che
cos'è questo che ci dice: Ancora un poco e non mi
vedrete, e un pò ancora e mi vedrete, e questo: Perché
vado al Padre?". [18]Dicevano perciò:
"Che cos'è mai questo "un poco" di cui
parla? Non comprendiamo quello che vuol dire". [19]Gesù
capì che volevano interrogarlo e disse loro:
"Andate indagando tra voi perché ho detto: Ancora
un poco e non mi vedrete e un pò ancora e mi vedrete? [20]In
verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi
rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete
afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia.
[21]La donna,
quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua
ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si
ricorda più dell'afflizione per la gioia che è venuto
al mondo un uomo. [22]Così anche voi, ora, siete
nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore
si rallegrerà e [23]nessuno vi potrà togliere la
vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più
nulla.
In verità, in verità
vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio
nome, egli ve la darà. [24]Finora non avete
chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché
la vostra gioia sia piena.
[25]Queste cose
vi ho dette in similitudini; ma verrà l'ora in cui non
vi parlerò più in similitudini, ma apertamente vi
parlerò del Padre. [26]In quel giorno chiederete
nel mio nome e io non vi dico che pregherò il Padre per
voi: [27]il Padre stesso vi ama, poiché voi mi
avete amato, e avete creduto che io sono venuto da Dio. [28]Sono
uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di
nuovo il mondo, e vado al Padre". [29]Gli
dicono i suoi discepoli: "Ecco, adesso parli
chiaramente e non fai più uso di similitudini. [30]Ora
conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno
t'interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da
Dio". [31]Rispose loro Gesù: "Adesso
credete? [32]Ecco, verrà l'ora, anzi è gia
venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio
e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il
Padre è con me.
[33]Vi ho detto
queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete
tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto
il mondo!".
Giovanni - Capitolo
17
La preghiera di Gesù
[1]Così parlò
Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse:
"Padre, è giunta l'ora, glorifica il Figlio tuo,
perché il Figlio glorifichi te. [2]Poiché tu gli
hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia
la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. [3]Questa
è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e
colui che hai mandato, Gesù Cristo. [4]Io ti ho
glorificato sopra la terra, compiendo l'opera che mi hai
dato da fare. [5]E ora, Padre, glorificami davanti
a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che
il mondo fosse.
[6]Ho fatto
conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal
mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno
osservato la tua parola. [7]Ora essi sanno che
tutte le cose che mi hai dato vengono da te, [8]perché
le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le
hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e
hanno creduto che tu mi hai mandato. [9]Io prego
per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi
hai dato, perché sono tuoi. [10]Tutte le cose mie
sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono
glorificato in loro. [11]Io non sono più nel
mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre
santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato,
perché siano una cosa sola, come noi.
[12]Quand'ero con
loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e
li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto,
tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse
la Scrittura. [13]Ma ora io vengo a te e dico
queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano
in se stessi la pienezza della mia gioia. [14]Io
ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati
perché essi non sono del mondo, come io non sono del
mondo.
[15]Non chiedo
che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal
maligno. [16]Essi non sono del mondo, come io non
sono del mondo. [17]Consacrali nella verità. La
tua parola è verità. [18]Come tu mi hai mandato
nel mondo, anch'io li ho mandati nel mondo; [19]per
loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi
consacrati nella verità.
[20]Non prego
solo per questi, ma anche per quelli che per la loro
parola crederanno in me; [21]perché tutti siano
una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te,
siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo
creda che tu mi hai mandato.
[22]E la gloria
che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano
come noi una cosa sola. [23]Io in loro e tu in me,
perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che
tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
[24]Padre, voglio
che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono
io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai
dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del
mondo.
[25]Padre giusto,
il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto;
questi sanno che tu mi hai mandato. [26]E io ho
fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere,
perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e
io in loro".
Giovanni - Capitolo
18
2. LA PASSIONE
L'arresto di Gesù
[1]Detto questo,
Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal
torrente Cèdron, dove c'era un giardino nel quale entrò
con i suoi discepoli. [2]Anche Giuda, il
traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si
ritirava spesso con i suoi discepoli. [3]Giuda
dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie
fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là
con lanterne, torce e armi. [4]Gesù allora,
conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece
innanzi e disse loro: "Chi cercate?". [5]Gli
risposero: "Gesù, il Nazareno". Disse loro
Gesù: "Sono io!". Vi era là con loro anche
Giuda, il traditore. [6]Appena disse "Sono
io", indietreggiarono e caddero a terra. [7]Domandò
loro di nuovo: "Chi cercate?". Risposero:
"Gesù, il Nazareno". [8]Gesù replicò:
"Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me,
lasciate che questi se ne vadano". [9]Perché
s'adempisse la parola che egli aveva detto: "Non
ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato". [10]Allora
Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e
colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò
l'orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. [11]Gesù
allora disse a Pietro: "Rimetti la tua spada nel
fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha
dato?".
Gesù davanti ad Anna e
a Caifa. Rinnegamenti di Pietro
[12]Allora il
distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei
afferrarono Gesù, lo legarono [13]e lo condussero
prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era
sommo sacerdote in quell'anno. [14]Caifa poi era
quello che aveva consigliato ai Giudei: "E' meglio
che un uomo solo muoia per il popolo".
[15]Intanto Simon
Pietro seguiva Gesù insieme con un altro discepolo.
Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote e
perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;
[16]Pietro invece si fermò fuori, vicino alla
porta. Allora quell'altro discepolo, noto al sommo
sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece
entrare anche Pietro. [17]E la giovane portinaia
disse a Pietro: "Forse anche tu sei dei discepoli di
quest'uomo?". Egli rispose: "Non lo sono".
[18]Intanto i servi e le guardie avevano acceso un
fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche
Pietro stava con loro e si scaldava.
[19]Allora il
sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi
discepoli e alla sua dottrina. [20]Gesù gli
rispose: "Io ho parlato al mondo apertamente; ho
sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti
i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di
nascosto. [21]Perché interroghi me? Interroga
quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi
sanno che cosa ho detto". [22]Aveva appena
detto questo, che una delle guardie presenti diede uno
schiaffo a Gesù, dicendo: "Così rispondi al sommo
sacerdote?". [23]Gli rispose Gesù: "Se
ho parlato male, dimostrami dov'è il male; ma se ho
parlato bene, perché mi percuoti?". [24]Allora
Anna lo mandò legato a Caifa, sommo sacerdote.
[25]Intanto Simon
Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero: "Non sei
anche tu dei suoi discepoli?". Egli lo negò e
disse: "Non lo sono". [26]Ma uno dei
servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro
aveva tagliato l'orecchio, disse: "Non ti ho forse
visto con lui nel giardino?". [27]Pietro
negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Gesù davanti a Pilato
[28]Allora
condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era
l'alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non
contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. [29]Uscì
dunque Pilato verso di loro e domandò: "Che accusa
portate contro quest'uomo?". [30]Gli
risposero: "Se non fosse un malfattore, non te
l'avremmo consegnato". [31]Allora Pilato
disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la
vostra legge!". Gli risposero i Giudei: "A noi
non è consentito mettere a morte nessuno". [32]Così
si adempivano le parole che Gesù aveva detto indicando
di quale morte doveva morire.
[33]Pilato allora
rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse:
"Tu sei il re dei Giudei?". [34]Gesù
rispose: "Dici questo da te oppure altri te l'hanno
detto sul mio conto?". [35]Pilato rispose:
"Sono io forse Giudeo? La tua gente e i sommi
sacerdoti ti hanno consegnato a me; che cosa hai
fatto?". [36]Rispose Gesù: "Il mio
regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di
questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto
perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno
non è di quaggiù". [37]Allora Pilato gli
disse: "Dunque tu sei re?". Rispose Gesù:
"Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e
per questo sono venuto nel mondo: per rendere
testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità,
ascolta la mia voce". [38]Gli dice Pilato:
"Che cos'è la verità?". E detto questo uscì
di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo
in lui nessuna colpa. [39]Vi è tra voi l'usanza
che io vi liberi uno per la Pasqua: volete dunque che io
vi liberi il re dei Giudei?". [40]Allora essi
gridarono di nuovo: "Non costui, ma Barabba!".
Barabba era un brigante.
Giovanni - Capitolo
19
[1]Allora Pilato
fece prendere Gesù e lo fece flagellare. [2]E i
soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero
sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora;
quindi gli venivano davanti e gli dicevano: [3]"Salve,
re dei Giudei!". E gli davano schiaffi. [4]Pilato
intanto uscì di nuovo e disse loro: "Ecco, io ve lo
conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui
nessuna colpa". [5]Allora Gesù uscì,
portando la corona di spine e il mantello di porpora. E
Pilato disse loro: "Ecco l'uomo!". [6]Al
vederlo i sommi sacerdoti e le guardie gridarono:
"Crocifiggilo, crocifiggilo!". Disse loro
Pilato: "Prendetelo voi e crocifiggetelo; io non
trovo in lui nessuna colpa". [7]Gli risposero
i Giudei: "Noi abbiamo una legge e secondo questa
legge deve morire, perché si è fatto Figlio di
Dio".
[8]All'udire
queste parole, Pilato ebbe ancor più paura [9]ed
entrato di nuovo nel pretorio disse a Gesù: "Di
dove sei?". Ma Gesù non gli diede risposta. [10]Gli
disse allora Pilato: "Non mi parli? Non sai che ho
il potere di metterti in libertà e il potere di metterti
in croce?". [11]Rispose Gesù: "Tu non
avresti nessun potere su di me, se non ti fosse stato
dato dall'alto. Per questo chi mi ha consegnato nelle tue
mani ha una colpa più grande".
La condanna a morte
[12]Da quel
momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei
gridarono: "Se liberi costui, non sei amico di
Cesare! Chiunque infatti si fa re si mette contro
Cesare". [13]Udite queste parole, Pilato fece
condurre fuori Gesù e sedette nel tribunale, nel luogo
chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. [14]Era
la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato
disse ai Giudei: "Ecco il vostro re!". [15]Ma
quelli gridarono: "Via, via, crocifiggilo!".
Disse loro Pilato: "Metterò in croce il vostro
re?". Risposero i sommi sacerdoti: "Non abbiamo
altro re all'infuori di Cesare". [16]Allora
lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
La crocifissione
[17]Essi allora
presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso
il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, [18]dove
lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e
uno dall'altra, e Gesù nel mezzo. [19]Pilato
compose anche l'iscrizione e la fece porre sulla croce;
vi era scritto: "Gesù il Nazareno, il re dei
Giudei". [20]Molti Giudei lessero questa
iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era
vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e
in greco. [21]I sommi sacerdoti dei Giudei dissero
allora a Pilato: "Non scrivere: il re dei Giudei, ma
che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei". [22]Rispose
Pilato: "Ciò che ho scritto, ho scritto".
La divisione dei vestiti
[23]I soldati
poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti
e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la
tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta
tutta d'un pezzo da cima a fondo. [24]Perciò
dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a
chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:
Si son divise tra
loro le mie vesti
e sulla mia tunica han gettato la sorte.
Gesù e sua madre
E i soldati fecero
proprio così.
[25]Stavano
presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua
madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. [26]Gesù
allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo
che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il
tuo figlio!". [27]Poi disse al discepolo:
"Ecco la tua madre!". E da quel momento il
discepolo la prese nella sua casa.
La morte di Gesù
[28]Dopo questo,
Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta,
disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete".
[29]Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero
perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una
canna e gliela accostarono alla bocca. [30]E dopo
aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è
compiuto!". E, chinato il capo, spirò.
Il colpo di lancia
[31]Era il giorno
della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non
rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un
giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che
fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. [32]Vennero
dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi
all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. [33]Venuti
però da Gesù e vedendo che era gia morto, non gli
spezzarono le gambe, [34]ma uno dei soldati gli
colpì il fianco con la lancia e subito ne uscì sangue e
acqua.
[35]Chi ha visto
ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera e
egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. [36]Questo
infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: Non
gli sarà spezzato alcun osso. [37]E un altro
passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo
sguardo a colui che hanno trafitto.
La sepoltura
[38]Dopo questi
fatti, Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù,
ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di
prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora
egli andò e prese il corpo di Gesù. [39]Vi andò
anche Nicodèmo, quello che in precedenza era andato da
lui di notte, e portò una mistura di mirra e di aloe di
circa cento libbre. [40]Essi presero allora il
corpo di Gesù, e lo avvolsero in bende insieme con oli
aromatici, com'è usanza seppellire per i Giudei. [41]Ora,
nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e
nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era
stato ancora deposto. [42]Là dunque deposero
Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché
quel sepolcro era vicino.
Giovanni - Capitolo
20
3. IL GIORNO DELLA
RISURREZIONE
La tomba vuota
[1]Nel giorno
dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di
buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra
era stata ribaltata dal sepolcro. [2]Corse allora
e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello
che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il
Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno
posto!". [3]Uscì allora Simon Pietro insieme
all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. [4]Correvano
insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più
veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. [5]Chinatosi,
vide le bende per terra, ma non entrò. [6]Giunse
intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel
sepolcro e vide le bende per terra, [7]e il
sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra
con le bende, ma piegato in un luogo a parte. [8]Allora
entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo
al sepolcro, e vide e credette. [9]Non avevano
infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè
doveva risuscitare dai morti. [10]I discepoli
intanto se ne tornarono di nuovo a casa.
L'apparizione a Maria di
Magdala
[11]Maria invece
stava all'esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre
piangeva, si chinò verso il sepolcro [12]e vide
due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del
capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo
di Gesù. [13]Ed essi le dissero: "Donna,
perché piangi?". Rispose loro: "Hanno portato
via il mio Signore e non so dove lo hanno posto". [14]Detto
questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in
piedi; ma non sapeva che era Gesù. [15]Le disse
Gesù: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?".
Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli
disse: "Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove
lo hai posto e io andrò a prenderlo". [16]Gesù
le disse: "Maria!". Essa allora, voltatasi
verso di lui, gli disse in ebraico:
"Rabbunì!", che significa: Maestro! [17]Gesù
le disse: "Non mi trattenere, perché non sono
ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì
loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio
vostro". [18]Maria di Màgdala andò subito
ad annunziare ai discepoli: "Ho visto il
Signore" e anche ciò che le aveva detto.
Apparizione ai discepoli
[19]La sera di
quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre
erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i
discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò
in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". [20]Detto
questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli
gioirono al vedere il Signore. [21]Gesù disse
loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato
me, anch'io mando voi". [22]Dopo aver detto
questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo
Spirito Santo; [23]a chi rimetterete i peccati
saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno
non rimessi".
[24]Tommaso, uno
dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando
venne Gesù. [25]Gli dissero allora gli altri
discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli
disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei
chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non
metto la mia mano nel suo costato, non crederò".
[26]Otto giorni
dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro
anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in
mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". [27]Poi
disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le
mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato;
e non essere più incredulo ma credente!". [28]Rispose
Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". [29]Gesù
gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto:
beati quelli che pur non avendo visto crederanno!".
4. PRIMA CONCLUSIONE
[30]Molti altri
segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non
sono stati scritti in questo libro. [31]Questi
sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il
Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la
vita nel suo nome.
Giovanni - Capitolo
21
EPILOGO
Apparizione sulla sponda
del lago di Tiberiade
[1]Dopo questi
fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare
di Tiberìade. E si manifestò così: [2]si
trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo,
Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e
altri due discepoli. [3]Disse loro Simon Pietro:
"Io vado a pescare". Gli dissero: "Veniamo
anche noi con te". Allora uscirono e salirono sulla
barca; ma in quella notte non presero nulla.
[4]Quando gia era
l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non
si erano accorti che era Gesù. [5]Gesù disse
loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?".
Gli risposero: "No". [6]Allora disse
loro: "Gettate la rete dalla parte destra della
barca e troverete". La gettarono e non potevano più
tirarla su per la gran quantità di pesci. [7]Allora
quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "E'
il Signore!". Simon Pietro appena udì che era il
Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era
spogliato, e si gettò in mare. [8]Gli altri
discepoli invece vennero con la barca, trascinando la
rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra
se non un centinaio di metri.
[9]Appena scesi a
terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e
del pane. [10]Disse loro Gesù: "Portate un
pò del pesce che avete preso or ora". [11]Allora
Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete
piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché
fossero tanti, la rete non si spezzò. [12]Gesù
disse loro: "Venite a mangiare". Enessuno dei
discepoli osava domandargli: "Chi sei?",
poiché sapevano bene che era il Signore.
[13]Allora Gesù
si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così
pure il pesce. [14]Questa era la terza volta che
Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere
risuscitato dai morti.
[15]Quand'ebbero
mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di
Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?". Gli
rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio
bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". [16]Gli
disse di nuovo: "Simone di Giovanni, mi vuoi
bene?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai
che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci le mie
pecorelle". [17]Gli disse per la terza volta:
"Simone di Giovanni, mi vuoi bene?". Pietro
rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi
vuoi bene?, e gli disse: "Signore, tu sai tutto; tu
sai che ti voglio bene". Gli rispose Gesù:
"Pasci le mie pecorelle. [18]In verità, in
verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la
veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai
vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la
veste e ti porterà dove tu non vuoi". [19]Questo
gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe
glorificato Dio. E detto questo aggiunse:
"Seguimi".
[20]Pietro
allora, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che
Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo
fianco e gli aveva domandato: "Signore, chi è che
ti tradisce?". [21]Pietro dunque, vedutolo,
disse a Gesù: "Signore, e lui?". [22]Gesù
gli rispose: "Se voglio che egli rimanga finché io
venga, che importa a te? Tu seguimi". [23]Si
diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo
non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che
non sarebbe morto, ma: "Se voglio che rimanga
finché io venga, che importa a te?".
Conclusione
[24]Questo è il
discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha
scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
[25]Vi sono ancora molte altre cose compiute da
Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il
mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si
dovrebbero scrivere.
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