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Libro 33 - Ezechiele
Capitolo 1
Introduzione
[1]Il cinque del
quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i
deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si
aprirono ed ebbi visioni divine. [2]Il cinque del
mese - era l'anno quinto della deportazione del re
Ioiachìn - [3]la parola del Signore fu rivolta al
sacerdote Ezechiele figlio di Buzì, nel paese dei
Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la
mano del Signore.
Visione del carro del
Signore
[4]Io guardavo ed
ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande
nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto
intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di
elettro incandescente. [5]Al centro apparve la
figura di quattro esseri animati, dei quali questo era
l'aspetto: avevano sembianza umana [6]e avevano
ciascuno quattro facce e quattro ali. [7]Le loro
gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano
come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come
lucido bronzo. [8]Sotto le ali, ai quattro lati,
avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime
sembianze e le proprie ali, [9]e queste ali erano
unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si
volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a
sé.
[10]Quanto alle
loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo;
poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a
sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila. [11]Le
loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due
ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. [12]Ciascuno
si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li
dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
[13]Tra quegli
esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce
che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e
dal fuoco si sprigionavano bagliori. [14]Gli
esseri andavano e venivano come un baleno. [15]Io
guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al
loro fianco, di tutti e quattro.
[16]Le ruote
avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e
quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro
struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. [17]Potevano
muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di
voltare nel muoversi. [18]La loro circonferenza
era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni
di occhi tutt'intorno. [19]Quando quegli esseri
viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto
a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche
le ruote si alzavano. [20]Dovunque lo spirito le
avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si
alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era
nelle ruote. [21]Quando essi si muovevano, esse si
muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e,
quando essi si alzavano da terra, anche le ruote
ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere
vivente era nelle ruote.
[22]Al di sopra
delle teste degli esseri viventi vi era una specie di
firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso
sopra le loro teste, [23]e sotto il firmamento vi
erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra;
ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. [24]Quando
essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al
rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente,
come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un
accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le
ali. [25]Ci fu un rumore al di sopra del
firmamento che era sulle loro teste.
[26]Sopra il
firmamento che era sulle loro teste apparve come una
pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di
trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. [27]Da
ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve
splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai
fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato
da uno splendore [28]il cui aspetto era simile a
quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di
pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del
Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e
udii la voce di uno che parlava.
Ezechiele - Capitolo
2
Visione del libro
[1]Mi disse:
"Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare". [2]Ciò
detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi
e io ascoltai colui che mi parlava.
[3]Mi disse:
"Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un
popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me.
Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad
oggi. [4]Quelli ai quali ti mando sono figli
testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il
Signore Dio. [5]Ascoltino o non ascoltino -
perché sono una genìa di ribelli - sapranno almeno che
un profeta si trova in mezzo a loro.
[6]Ma tu, figlio
dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro
parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai
in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole,
non t'impressionino le loro facce, sono una genìa di
ribelli. [7]Tu riferirai loro le mie parole,
ascoltino o no, perché sono una genìa di ribelli.
[8]E tu, figlio
dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle
come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia
ciò che io ti do". [9]Io guardai ed ecco,
una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò
davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi
erano scritti lamenti, pianti e guai.
Ezechiele - Capitolo
3
[1]Mi disse:
"Figlio dell'uomo, mangia ciò che hai davanti,
mangia questo rotolo, poi và e parla alla casa
d'Israele". [2]Io aprii la bocca ed egli mi
fece mangiare quel rotolo, [3]dicendomi:
"Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le
viscere con questo rotolo che ti porgo". Io lo
mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele. [4]Poi
egli mi disse: "Figlio dell'uomo, và, recati dagli
Israeliti e riferisci loro le mie parole, [5]poiché
io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di
lingua barbara, ma agli Israeliti: [6]non a grandi
popoli dal linguaggio astruso e di lingua barbara, dei
quali tu non comprendi le parole: se a loro ti avessi
inviato, ti avrebbero ascoltato; [7]ma gli
Israeliti non vogliono ascoltar te, perché non vogliono
ascoltar me: tutti gli Israeliti sono di dura cervice e
di cuore ostinato. [8]Ecco io ti do una faccia
tosta quanto la loro e una fronte dura quanto la loro
fronte. [9]Come diamante, più dura della selce ho
reso la tua fronte. Non li temere, non impaurirti davanti
a loro; sono una genìa di ribelli".
[10]Mi disse
ancora: "Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti
dico accoglile nel cuore e ascoltale con gli orecchi: [11]poi
và, recati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e
parla loro. Dirai: Così dice il Signore, ascoltino o non
ascoltino".
[12]Allora uno
spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore:
"Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua
dimora!". [13]Era il rumore delle ali degli
esseri viventi che le battevano l'una contro l'altra e
contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di
un grande frastuono. [14]Uno spirito dunque mi
sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con
l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di
me. [15]Giunsi dai deportati di Tel-Avìv, che
abitano lungo il canale Chebàr, dove hanno preso dimora,
e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.
Il profeta come
sentinella
[16]Al termine di
questi sette giorni mi fu rivolta questa parola del
Signore: "Figlio dell'uomo, ti ho posto per
sentinella alla casa d'Israele. [17]Quando
sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli
da parte mia. [18]Se io dico al malvagio: Tu
morirai! e tu non lo avverti e non parli perché il
malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva,
egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della
sua morte io domanderò conto a te. [19]Ma se tu
ammonisci il malvagio ed egli non si allontana dalla sua
malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà
per il suo peccato, ma tu ti sarai salvato.
[20]Così, se il
giusto si allontana dalla sua giustizia e commette
l'iniquità, io porrò un ostacolo davanti a lui ed egli
morirà; poiché tu non l'avrai avvertito, morirà per il
suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno
più ricordate; ma della morte di lui domanderò conto a
te. [21]Se tu invece avrai avvertito il giusto di
non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché
è stato avvertito e tu ti sarai salvato".
I. PRIMA DELL'ASSEDIO DI
GERUSALEMME
Ezechiele privato della
parola
[22]Anche là
venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse:
"Alzati e và nella valle; là ti voglio
parlare". [23]Mi alzai e andai nella valle;
ed ecco la gloria del Signore era là, simile alla gloria
che avevo vista sul canale Chebàr, e caddi con la faccia
a terra. [24]Allora uno spirito entrò in me e mi
fece alzare in piedi ed egli mi disse: "Và e
rinchiuditi in casa. [25]Ed ecco, figlio
dell'uomo, ti saranno messe addosso delle funi, sarai
legato e non potrai più uscire in mezzo a loro. [26]Ti
farò aderire la lingua al palato e resterai muto; così
non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché
sono una genìa di ribelli. [27]Ma quando poi ti
parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: Dice
il Signore Dio: chi vuole ascoltare ascolti e chi non
vuole non ascolti; perché sono una genìa di
ribelli".
Ezechiele - Capitolo
4
Annunzio dell'assedio di
Gerusalemme
[1]"Tu,
figlio dell'uomo, prendi una tavoletta d'argilla, mettila
dinanzi a te, disegnaci sopra una città, Gerusalemme, [2]e
disponi intorno ad essa l'assedio: rizza torri,
costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca
intorno gli arieti. [3]Poi prendi una teglia di
ferro e mettila come muro di ferro fra te e la città, e
tieni fisso lo sguardo su di essa, che sarà assediata,
anzi tu la assedierai! Questo sarà un segno per gli
Israeliti.
[4]Mettiti poi a
giacere sul fianco sinistro e sconta su di esso la
iniquità d'Israele. Per il numero di giorni in cui
giacerai su di esso, espierai le sue iniquità: [5]io
ho computato a te gli anni della sua espiazione come un
numero di giorni. Per centonovanta giorni tu espierai le
iniquità degli Israeliti.
[6]Terminati
questi, giacerai sul fianco destro e sconterai
l'iniquità di Giuda per quaranta giorni, computando un
giorno per ogni anno. [7]Terrai fisso lo sguardo
contro il muro di Gerusalemme, terrai il braccio disteso
e profeterai contro di essa. Ecco ti ho cinto di catene, [8]in
modo che tu non potrai voltarti né da una parte né
dall'altra finché tu non abbia compiuto i giorni della
tua reclusione.
[9]Prendi intanto
grano, orzo, fave, lenticchie, miglio e spelta, mettili
in un recipiente e fattene del pane: ne mangerai durante
tutti i giorni che tu rimarrai disteso sul fianco, cioè
per centonovanta giorni. [10]Il cibo che ti
prenderai sarà del peso di venti sicli al giorno: lo
consumerai nelle ventiquattr'ore. [11]Anche
l'acqua che berrai sarà razionata: un sesto di hin,
nelle ventiquattro ore. [12]Mangerai questo cibo
in forma di una schiacciata d'orzo, che cuocerai sopra
escrementi umani davanti ai loro occhi. [13]In tal
maniera, mi disse il Signore, mangeranno gli Israeliti il
loro pane impuro, in mezzo alle genti fra le quali li
disperderò".
[14]Io esclamai:
"Ah, Signore Dio, mai mi sono contaminato!
Dall'infanzia fino ad ora mai ho mangiato carne di bestia
morta o sbranata, né mai è entrato nella mia bocca cibo
impuro". [15]Egli mi rispose: "Ebbene,
invece di escrementi umani ti concedo sterco di bue; lì
sopra cuocerai il tuo pane".
[16]Poi
soggiunse: "Figlio dell'uomo, ecco io tolgo a
Gerusalemme la riserva del pane; mangeranno il pane a
razione e con angoscia e berranno l'acqua a misura in
preda all'affanno; [17]così, mancando pane e
acqua, languiranno tutti insieme e si consumeranno nella
loro iniquità.
Ezechiele - Capitolo
5
[1]E tu, figlio
dell'uomo, prendi una spada affilata, usala come un
rasoio da barbiere e raditi i capelli e la barba; poi
prendi una bilancia e dividi i peli tagliati.
[2]Un terzo lo
brucerai sul fuoco in mezzo alla città al termine dei
giorni dell'assedio; prenderai un altro terzo e lo
taglierai con la spada intorno alla città e l'altro
terzo lo disperderai al vento, mentre io sguainerò la
spada dietro ad essi. [3]Di questi ne prenderai un
piccolo numero e li legherai al lembo del tuo mantello; [4]ne
prenderai ancora una piccola parte e li getterai sul
fuoco e li brucerai e da essi si sprigionerà il fuoco. A
tutti gli Israeliti riferirai: [5]Così dice il
Signore Dio: Questa è Gerusalemme! Io l'avevo collocata
in mezzo alle genti e circondata di paesi stranieri. [6]Essa
si è ribellata con empietà alle mie leggi più delle
genti e ai miei statuti più dei paesi che la circondano:
hanno disprezzato i miei decreti e non han camminato
secondo i miei comandamenti. [7]Perciò, dice il
Signore Dio: Poiché voi siete più ribelli delle genti
che vi circondano, non avete seguito i miei comandamenti,
non avete osservato i miei decreti e neppure avete agito
secondo i costumi delle genti che vi stanno intorno, [8]ebbene,
così dice il Signore Dio: Ecco anche me contro di te:
farò in mezzo a te giustizia di fronte alle genti. [9]Farò
in mezzo a te quanto non ho mai fatto e non farò mai
più, a causa delle tue colpe abominevoli. [10]Perciò
in mezzo a te i padri divoreranno i figli e i figli
divoreranno i padri. Compirò in te i miei giudizi e
disperderò ad ogni vento quel che resterà di te. [11]Com'è
vero ch'io vivo, dice il Signore Dio, poiché tu hai
profanato il mio santuario con tutte le tue nefandezze e
con tutte le tue cose abominevoli, anch'io raderò tutto,
il mio occhio non s'impietosirà, non avrò compassione. [12]Un
terzo dei tuoi morirà di peste e perirà di fame in
mezzo a te; un terzo cadrà di spada nei tuoi dintorni e
l'altro terzo lo disperderò a tutti i venti e sguainerò
la spada dietro di essi. [13]Allora darò sfogo
alla mia ira, sazierò su di loro il mio furore e mi
vendicherò; allora sapranno che io, il Signore, avevo
parlato con sdegno, quando sfogherò su di loro il mio
furore. [14]Ti ridurrò a un deserto, a un
obbrobrio in mezzo alle nazioni che ti stanno
all'intorno, sotto gli sguardi di tutti i passanti. [15]Sarai
un obbrobrio e un vituperio, un esempio e un orrore per
le genti che ti circondano, quando in mezzo a te farò
giustizia, con sdegno e furore, con terribile vendetta -
io, il Signore, parlo - [16]quando scoccherò
contro di voi le terribili saette della fame, che portano
distruzione e che lancerò per distruggervi, e aumenterò
la fame contro di voi, togliendovi la riserva del pane. [17]Allora
manderò contro di voi la fame e le belve che ti
distruggeranno i figli; in mezzo a te passeranno la peste
e la strage, mentre farò piombare sopra di te la spada.
Io, il Signore, ho parlato".
Ezechiele - Capitolo
6
Contro i monti di
Israele
[1]Mi fu quindi
rivolta questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, volgi la faccia verso i monti d'Israele e
profetizza contro di essi: [3]Monti d'Israele,
udite la parola del Signore Dio. Così dice il Signore
Dio ai monti e alle colline, alle gole e alle valli:
Ecco, manderò sopra di voi la spada e distruggerò le
vostre alture; [4]i vostri altari saranno
devastati e infranti i vostri altari per l'incenso;
getterò i vostri cadaveri davanti ai vostri idoli [5]e
disseminerò le vostre ossa intorno ai vostri altari. [6]Su
tutto il vostro suolo le vostre città saranno rovinate,
le vostre alture demolite, distrutte, e i vostri altari
spariranno. Saranno frantumati e scompariranno i vostri
idoli, spezzati i vostri altari per l'incenso, periranno
le vostre opere. [7]Trafitti a morte cadranno in
mezzo a voi e saprete che io sono il Signore.
[8]Tuttavia
lascerò alcuni di voi scampati alla spada in mezzo alle
genti, quando vi avrò dispersi nei vari paesi: [9]i
vostri scampati si ricorderanno di me fra le genti in
mezzo alle quali saranno deportati; perché io avrò
spezzato il loro cuore infedele che si è allontanato da
me e i loro occhi che si sono prostituiti ai loro idoli;
avranno orrore di se stessi per le iniquità commesse e
per tutte le loro nefandezze.
[10]Sapranno
allora che io sono il Signore e che non invano ho
minacciato di infliggere loro questi mali.
I peccati di Israele
[11]Così dice il
Signore Dio : Batti le mani, pesta i piedi in terra e
dì: Oh, per tutti i loro orribili abomini il popolo
d'Israele perirà di spada, di fame e di peste! [12]Chi
è lontano morirà di peste, chi è vicino cadrà di
spada, chi è assediato morirà di fame: sfogherò su di
loro il mio sdegno.
[13]Saprete
allora che io sono il Signore, quando i loro cadaveri
giaceranno fra i loro idoli, intorno ai loro altari, su
ogni colle elevato, su ogni cima di monte, sotto ogni
albero verde e ogni quercia frondosa, dovunque hanno
bruciato profumi soavi ai loro idoli. [14]Stenderò
la mano su di loro e renderò la terra desolata e brulla
dal deserto fino a Ribla, dovunque dimorino; sapranno
allora che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
7
La fine è prossima
[1]Questa parola
del Signore mi fu rivolta: [2]"Ora, figlio
dell'uomo riferisci: Così dice il Signore Dio al paese
d'Israele: La fine! Giunge la fine per i quattro punti
cardinali del paese. [3]Ora che su di te pende la
fine, io scaglio contro di te la mia ira per giudicarti
delle tue opere e per domandarti conto delle tue
nefandezze. [4]Non s'impietosirà per te il mio
occhio e non avrò compassione, anzi ti terrò
responsabile della tua condotta e saranno palesi in mezzo
a te le tue nefandezze; saprete allora che io sono il
Signore. [5]Così dice il Signore Dio: Sventura su
sventura, ecco, arriva. [6]Viene la fine, la fine
viene su di te; ecco, viene.
[7]Sopraggiunge
il tuo destino, o abitante del paese: arriva il tempo, è
prossimo il giorno terribile e non di tripudio sui monti.
[8]Ora, fra breve, rovescerò il mio furore su di
te e su di te darò sfogo alla mia ira. Ti giudicherò
secondo le tue opere e ti domanderò conto di tutte le
tue nefandezze. [9]Né s'impietosirà il mio
occhio e non avrò compassione, ma ti terrò responsabile
della tua condotta e saranno palesi in mezzo a te le tue
nefandezze: saprete allora che sono io, il Signore, colui
che colpisce. [10]Ecco il giorno, eccolo che
arriva. E' giunta la tua sorte. L'ingiustizia fiorisce,
germoglia l'orgoglio [11]e la violenza si leva a
scettro d'iniquità. [12]E' giunto il tempo, è
vicino il giorno: chi ha comprato non si allieti, chi ha
venduto non rimpianga; perché l'ira pende su tutti! [13]Chi
ha venduto non tornerà in possesso di ciò che ha
venduto anche se rimarrà in vita, perché la condanna
contro il loro fasto non sarà revocata e nessuno nella
sua perversità potrà preservare la sua esistenza.
[14]Si suona la
tromba e tutto è pronto; ma nessuno muove a battaglia,
perché il mio furore è contro tutta quella moltitudine.
I peccati di Israele
[15]La spada
all'esterno, la peste e la fame di dentro: chi è per la
campagna perirà di spada, chi è in città sarà
divorato dalla fame e dalla peste. [16]Chi di loro
potrà fuggire e salvarsi sui monti gemerà come le
colombe delle valli, ognuno per la sua iniquità.
[17]Tutte le mani
cadranno
e tutte le ginocchia si scioglieranno come acqua.
[18]Vestiranno il sacco
e lo spavento li avvolgerà.
Su tutti i volti sarà la vergogna
e tutte le teste saranno rasate.
[19]Getteranno l'argento per le strade
e il loro oro si cambierà in immondizia,
con esso non si sfameranno,
non si riempiranno il ventre,
perché è stato per loro causa di peccato.
[20]Della bellezza dei loro gioielli
fecero oggetto d'orgoglio
e fabbricarono con essi
le abominevoli statue dei loro idoli:
per questo li tratterò come immondizia,
[21]li darò in preda agli stranieri
e in bottino alla feccia del paese
e lo profaneranno.
[22]Rivolgerò da loro la mia faccia,
sarà profanato il mio tesoro,
vi entreranno i ladri e lo profaneranno.
[23]Prepàrati una catena,
poiché il paese è pieno di assassini
e la città è piena di violenza.
[24]Io manderò i popoli più feroci
e s'impadroniranno delle loro case,
abbatterò la superbia dei potenti,
i santuari saranno profanati.
[25]Giungerà l'angoscia e cercheranno pace,
ma pace non vi sarà.
[26]Sventura seguirà a sventura,
allarme seguirà ad allarme:
ai profeti chiederanno responsi,
ai sacerdoti verrà meno la dottrina,
agli anziani il consiglio.
[27]Il re sarà in lutto, il principe ammantato di
desolazione,
tremeranno le mani del popolo del paese.
Li tratterò secondo la loro condotta,
li giudicherò secondo i loro giudizi:
così sapranno che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
8
Visione dei peccati di
Gerusalemme
[1]Al quinto
giorno del sesto mese dell'anno sesto, mentre mi trovavo
in casa e dinanzi a me sedevano gli anziani di Giuda, la
mano del Signore Dio si posò su di me [2]e vidi
qualcosa dall'aspetto d'uomo: da ciò che sembravano i
suoi fianchi in giù, appariva come di fuoco e dai
fianchi in su appariva come uno splendore simile
all'elettro. [3]Stese come una mano e mi afferrò
per i capelli: uno spirito mi sollevò fra terra e cielo
e mi portò in visioni divine a Gerusalemme, all'ingresso
del cortile interno, che guarda a settentrione, dove era
collocato l'idolo della gelosia, che provocava la
gelosia. [4]Ed ecco là era la gloria del Dio
d'Israele, simile a quella che avevo visto nella valle. [5]Mi
disse: "Figlio dell'uomo, alza gli occhi verso
settentrione!". Ed ecco a settentrione della porta
dell'altare l'idolo della gelosia, proprio all'ingresso. [6]Mi
disse: "Figlio dell'uomo, vedi che fanno costoro?
Guarda i grandi abomini che la casa d'Israele commette
qui per allontanarmi dal mio santuario! Ne vedrai altri
ancora peggiori". [7]Mi condusse allora
all'ingresso del cortile e vidi un foro nella parete. [8]Mi
disse: "Figlio dell'uomo, sfonda la parete".
Sfondai la parete, ed ecco apparve una porta. [9]Mi
disse: "Entra e osserva gli abomini malvagi che
commettono costoro". [10]Io entrai e vidi
ogni sorta di rettili e di animali abominevoli e tutti
gli idoli del popolo d'Israele raffigurati intorno alle
pareti [11]e settanta anziani della casa
d'Israele, fra i quali Iazanià figlio di Safàn, in
piedi, davanti ad essi, ciascuno con il turibolo in mano,
mentre il profumo saliva in nubi d'incenso. [12]Mi
disse: "Hai visto, figlio dell'uomo, quello che
fanno gli anziani del popolo d'Israele nelle tenebre,
ciascuno nella stanza recondita del proprio idolo? Vanno
dicendo: Il Signore non ci vede... il Signore ha
abbandonato il paese...". [13]Poi mi disse:
"Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai che si
commettono nefandezze peggiori di queste". [14]Mi
condusse all'ingresso del portico della casa del Signore
che guarda a settentrione e vidi donne sedute che
piangevano Tammuz. [15]Mi disse: "Hai visto,
figlio dell'uomo? Vedrai abomini peggiori di
questi". [16]Mi condusse nell'atrio interno
del tempio; ed ecco all'ingresso del tempio, fra il
vestibolo e l'altare, circa venticinque uomini, con le
spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che,
prostrati, adoravano il sole. [17]Mi disse:
"Hai visto, figlio dell'uomo? Come se fosse piccola
cosa per la casa di Giuda, commettere simili nefandezze
in questo luogo, hanno riempito il paese di violenze, per
provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il
ramoscello sacro alle narici. [18]Ebbene anch'io
agirò con furore. Il mio occhio non s'impietosirà; non
avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi,
ma non li ascolterò".
Ezechiele - Capitolo
9
Il castigo
[1]Allora una
voce potente gridò ai miei orecchi: "Avvicinatevi,
voi che dovete punire la città, ognuno con lo strumento
di sterminio in mano". [2]Ecco sei uomini
giungere dalla direzione della porta superiore che guarda
a settentrione, ciascuno con lo strumento di sterminio in
mano. In mezzo a loro c'era un altro uomo, vestito di
lino, con una borsa da scriba al fianco. Appena giunti,
si fermarono accanto all'altare di bronzo. [3]La
gloria del Dio di Israele, dal cherubino sul quale si
posava si alzò verso la soglia del tempio e chiamò
l'uomo vestito di lino che aveva al fianco la borsa da
scriba. [4]Il Signore gli disse: "Passa in
mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau
sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per
tutti gli abomini che vi si compiono". [5]Agli
altri disse, in modo che io sentissi: "Seguitelo
attraverso la città e colpite! Il vostro occhio non
perdoni, non abbiate misericordia. [6]Vecchi,
giovani, ragazze, bambini e donne, ammazzate fino allo
sterminio: solo non toccate chi abbia il tau in
fronte; cominciate dal mio santuario!".
Incominciarono dagli anziani che erano davanti al tempio.
[7]Disse loro: "Profanate pure il santuario,
riempite di cadaveri i cortili. Uscite!". Quelli
uscirono e fecero strage nella città. [8]Mentre
essi facevano strage, io ero rimasto solo: mi gettai con
la faccia a terra e gridai: "Ah! Signore Dio,
sterminerai tu quanto è rimasto di Israele, rovesciando
il tuo furore sopra Gerusalemme?".
[9]Mi disse:
"L'iniquità di Israele e di Giuda è enorme, la
terra è coperta di sangue, la città è piena di
violenza. Infatti vanno dicendo: Il Signore ha
abbandonato il paese: il Signore non vede. [10]Ebbene,
neppure il mio occhio avrà compassione e non userò
misericordia: farò ricadere sul loro capo le loro
opere". [11]Ed ecco l'uomo vestito di lino,
che aveva la borsa al fianco, fece questo rapporto:
"Ho fatto come tu mi hai comandato".
Ezechiele - Capitolo
10
[1]Io guardavo ed
ecco sul firmamento che stava sopra il capo dei cherubini
vidi come una pietra di zaffìro e al di sopra appariva
qualcosa che aveva la forma di un trono. [2]Disse
all'uomo vestito di lino: "Và fra le ruote che sono
sotto il cherubino e riempi il cavo delle mani dei
carboni accesi che sono fra i cherubini e spargili sulla
città". Egli vi andò mentre io lo seguivo con lo
sguardo.
[3]Ora i
cherubini erano fermi a destra del tempio, quando l'uomo
vi andò, e una nube riempiva il cortile interno. [4]La
gloria del Signore si alzò sopra il cherubino verso la
soglia del tempio e il tempio fu riempito dalla nube e il
cortile fu pieno dello splendore della gloria del
Signore. [5]Il fragore delle ali dei cherubini
giungeva fino al cortile esterno, come la voce di Dio
onnipotente quando parla.
[6]Appena ebbe
dato all'uomo vestito di lino l'ordine di prendere il
fuoco fra le ruote in mezzo ai cherubini, egli avanzò e
si fermò vicino alla ruota. [7]Il cherubino tese
la mano per prendere il fuoco che era fra i cherubini; ne
prese e lo mise nel cavo delle mani dell'uomo vestito di
lino, il quale lo prese e uscì. [8]Io stavo
guardando: i cherubini avevano sotto le ali la forma di
una mano d'uomo. [9]Guardai ancora ed ecco che al
fianco dei cherubini vi erano quattro ruote, una ruota al
fianco di ciascun cherubino. Quelle ruote avevano
l'aspetto del topazio. [10]Sembrava che tutte e
quattro fossero di una medesima forma, come se una ruota
fosse in mezzo all'altra. [11]Muovendosi, potevano
andare nelle quattro direzioni senza voltarsi, perché si
muovevano verso il lato dove era rivolta la testa, senza
voltarsi durante il movimento.
[12]Tutto il loro
corpo, il dorso, le mani, le ali e le ruote erano pieni
di occhi tutt'intorno; ognuno dei quattro aveva la
propria ruota. [13]Io sentii che le ruote venivano
chiamate "Turbine". [14]Ogni cherubino
aveva quattro sembianze: la prima quella di cherubino, la
seconda quella di uomo, la terza quella di leone e la
quarta quella di aquila. [15]I cherubini si
alzarono in alto: essi erano quegli esseri viventi che
avevo visti al canale Chebàr. [16]Quando i
cherubini si muovevano, anche le ruote avanzavano al loro
fianco: quando i cherubini spiegavano le ali per
sollevarsi da terra, le ruote non si allontanavano dal
loro fianco; [17]quando si fermavano, anche le
ruote si fermavano; quando si alzavano, anche le ruote si
alzavano con loro perché lo spirito di quegli esseri era
in loro.
La gloria del Signore
abbandona il tempio
[18]La gloria del
Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui
cherubini. [19]I cherubini spiegarono le ali e si
sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote
si alzarono con loro e si fermarono all'ingresso della
porta orientale del tempio, mentre la gloria del Dio
d'Israele era in alto su di loro. [20]Erano i
medesimi esseri che io avevo visti sotto il Dio d'Israele
lungo il canale Chebàr e riconobbi che erano cherubini. [21]Ciascuno
aveva quattro aspetti e ciascuno quattro ali e qualcosa
simile a mani d'uomo sotto le ali. [22]Il loro
sembiante era il medesimo che avevo visto lungo il canale
Chebàr. Ciascuno di loro procedeva di fronte a sé.
Ezechiele - Capitolo
11
Seguito dei peccati di
Gerusalemme
[1]Uno spirito mi
sollevò e mi trasportò alla porta orientale del tempio
che guarda a oriente; ed ecco davanti alla porta vi erano
venticinque uomini e in mezzo a loro vidi Iazanià figlio
d'Azzùr, e Pelatìa figlio di Benaià, capi del popolo. [2]Il
Signore mi disse: "Figlio dell'uomo, questi sono gli
uomini che tramano il male e danno consigli cattivi in
questa città; [3]sono coloro che dicono: Non in
breve tempo si costruiscon le case: questa città è la
pentola e noi siamo la carne. [4]Per questo
profetizza contro di loro, profetizza, figlio
dell'uomo".
[5]Lo spirito del
Signore venne su di me e mi disse: "Parla, dice il
Signore: Così avete detto, o Israeliti, e io conosco
ciò che vi passa per la mente. [6]Voi avete
moltiplicato i morti in questa città, avete riempito di
cadaveri le sue strade. [7]Per questo così dice
il Signore Dio: I cadaveri che avete gettati in mezzo a
essa sono la carne, e la città è la pentola. Ma io vi
scaccerò. [8]Avete paura della spada e io
manderò la spada contro di voi, dice il Signore Dio! [9]Vi
scaccerò dalla città e vi metterò in mano agli
stranieri e farò giustizia su di voi. [10]Cadrete
di spada: sulla frontiera d'Israele io vi giudicherò e
saprete che io sono il Signore. [11]La città non
sarà per voi la pentola e voi non ne sarete la carne!
Sulla frontiera di Israele vi giudicherò: [12]allora
saprete che io sono il Signore, di cui non avete eseguito
i comandi né osservate le leggi, mentre avete agito
secondo i costumi delle genti vicine".
[13]Non avevo
finito di profetizzare quando Pelatìa figlio di Benaià
cadde morto. Io mi gettai con la faccia a terra e gridai
con tutta la voce: "Ah! Signore Dio, vuoi proprio
distruggere quanto resta d'Israele?".
La nuova alleanza
promessa agli esiliati
[14]Allora mi fu
rivolta questa parola del Signore: [15]"Figlio
dell'uomo, ai tuoi fratelli, ai deportati con te, a tutta
la casa d'Israele gli abitanti di Gerusalemme vanno
dicendo: Voi andate pure lontano dal Signore: a noi è
stata data in possesso questa terra. [16]Dì loro
dunque: Dice il Signore Dio: Se li ho mandati lontano fra
le genti, se li ho dispersi in terre straniere, sarò per
loro un santuario per poco tempo nelle terre dove hanno
emigrato. [17]Riferisci: Così dice il Signore
Dio: Vi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò
dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi darò il
paese d'Israele. [18]Essi vi entreranno e vi
elimineranno tutti i suoi idoli e tutti i suoi abomini. [19]Darò
loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo metterò dentro
di loro; toglierò dal loro petto il cuore di pietra e
darò loro un cuore di carne, [20]perché seguano
i miei decreti e osservino le mie leggi e li mettano in
pratica; saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. [21]Ma
su coloro che seguono con il cuore i loro idoli e le loro
nefandezze farò ricadere le loro opere, dice il Signore
Dio".
La gloria del Signore
abbandona Gerusalemme
[22]I cherubini
allora alzarono le ali e le ruote si mossero insieme con
loro mentre la gloria del Dio d'Israele era in alto su di
loro. [23]Quindi dal centro della città la gloria
del Signore si alzò e andò a fermarsi sul monte che è
ad oriente della città. [24]E uno spirito mi
sollevò e mi portò in Caldea fra i deportati, in
visione, in spirito di Dio, e la visione che avevo visto
disparve davanti a me. [25]E io raccontai ai
deportati quanto il Signore mi aveva mostrato.
Ezechiele - Capitolo
12
L'imitazione
dell'emigrante
[1]Questa parola
del Signore mi fu riferita: [2]"Figlio
dell'uomo, tu abiti in mezzo a una genìa di ribelli, che
hanno occhi per vedere e non vedono, hanno orecchi per
udire e non odono, perché sono una genìa di ribelli.
[3]Tu, figlio
dell'uomo, fà il tuo bagaglio da deportato e, di giorno
davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; emigrerai
dal luogo dove stai verso un altro luogo, davanti ai loro
occhi: forse comprenderanno che sono una genìa di
ribelli. [4]Prepara di giorno il tuo bagaglio,
come il bagaglio d'un esiliato, davanti ai loro occhi;
uscirai però al tramonto, davanti a loro, come
partirebbe un esiliato. [5]Fà alla loro presenza
un'apertura nel muro ed esci di lì. [6]Mettiti
alla loro presenza il bagaglio sulle spalle ed esci
nell'oscurità: ti coprirai la faccia in modo da non
vedere il paese, perché io ho fatto di te un simbolo per
gli Israeliti".
[7]Io feci come
mi era stato comandato: preparai di giorno il mio
bagaglio come il bagaglio d'un esiliato e sul tramonto
feci un foro nel muro con le mani, uscii nell'oscurità e
mi misi il bagaglio sulle spalle sotto i loro occhi.
[8]Al mattino mi
fu rivolta questa parola del Signore: [9]"Figlio
dell'uomo, non t'ha chiesto il popolo d'Israele, quella
genìa di ribelli, che cosa stai facendo? [10]Rispondi
loro: Così dice il Signore Dio: Quest'oracolo è per il
principe di Gerusalemme e per tutti gli Israeliti che vi
abitano.
[11]Tu dirai: Io
sono un simbolo per voi; infatti quello che ho fatto a
te, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in
schiavitù. [12]Il principe, che è in mezzo a
loro si caricherà il bagaglio sulle spalle,
nell'oscurità, e uscirà per la breccia che verrà fatta
nel muro per farlo partire; si coprirà il viso, per non
vedere con gli occhi il paese. [13]Ma io tenderò
la mia rete contro di lui ed egli rimarrà preso nei miei
lacci: lo condurrò in Babilonia, nel paese dei Caldei,
ma egli non la vedrà e là morirà. [14]Disperderò
ad ogni vento quanti sono intorno a lui, le sue guardie e
tutte le sue truppe, e snuderò dietro a loro la spada. [15]Allora
sapranno che io sono il Signore, quando li avrò dispersi
fra le genti e li avrò disseminati in paesi stranieri. [16]Tuttavia
ne risparmierò alcuni, superstiti alla spada, alla fame
e alla peste, perché raccontino tutte le loro
scelleratezze alle genti fra le quali andranno e
anch'esse sappiano che io sono il Signore".
[17]Mi fu rivolta
ancora questa parola del Signore: [18]"Figlio
dell'uomo, mangia il pane con paura e bevi l'acqua con
trepidazione e con angoscia. [19]Al popolo del
paese dirai: Così dice il Signore Dio agli abitanti di
Gerusalemme, al paese d'Israele: Mangeranno il loro pane
nell'angoscia e berranno la loro acqua nella desolazione,
perché la loro terra sarà spogliata della sua
abbondanza per l'empietà di tutti i suoi abitanti. [20]Le
città popolose saranno distrutte e la campagna ridotta a
un deserto: saprete che io sono il Signore".
Proverbi popolari
[21]Mi fu ancora
rivolta questa parola del Signore: [22]"Figlio
dell'uomo, che cos'è questo proverbio che si va
ripetendo nel paese di Israele: Passano i giorni e ogni
visione svanisce? [23]Ebbene, riferisci loro:
Così dice il Signore Dio: Farò cessare questo proverbio
e non si sentirà più ripetere in Israele; anzi
riferisci loro: Si avvicinano i giorni in cui si
avvererà ogni visione.
[24]Infatti non
ci sarà più visione falsa, né predizione fallace in
mezzo agli Israeliti, [25]perché io, il Signore,
parlerò e attuerò senza indugio la parola che ho detta.
Anzi, ai vostri giorni, o genìa di ribelli, pronunzierò
una parola e l'attuerò: parola del Signore Dio".
[26]Mi fu rivolta
ancora questa parola del Signore: [27]"Figlio
dell'uomo, ecco, gli Israeliti van dicendo: La visione
che costui vede è per i giorni futuri; costui predice
per i tempi lontani. [28]Ebbene, riferisci loro:
Dice il Signore Dio: Non sarà ritardata più a lungo
ogni mia parola: la parola che dirò l'eseguirò. Oracolo
del Signore Dio".
Ezechiele - Capitolo
13
Contri i falsi profeti
[1]Mi fu rivolta
ancora questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, profetizza contro i profeti d'Israele,
profetizza e dì a coloro che profetizzano secondo i
propri desideri: Udite la parola del Signore: [3]Così
dice il Signore Dio:
Guai ai profeti stolti,
che seguono il loro spirito senza avere avuto visioni. [4]Come
sciacalli fra le macerie, tali sono i tuoi profeti,
Israele. [5]Voi non siete saliti sulle brecce e
non avete costruito alcun baluardo in difesa degli
Israeliti, perché potessero resistere al combattimento
nel giorno del Signore. [6]Hanno avuto visioni
false, vaticini menzogneri coloro che dicono: Oracolo del
Signore, mentre il Signore non li ha inviati. Eppure
confidano che si avveri la loro parola! [7]Non
avete forse avuto una falsa visione e preannunziato
vaticini bugiardi, quando dite: Parola del Signore,
mentre io non vi ho parlato? [8]Pertanto dice il
Signore Dio: Poiché voi avete detto il falso e avuto
visioni bugiarde, eccomi dunque contro di voi, dice il
Signore Dio. [9]La mia mano sarà sopra i profeti
dalle false visioni e dai vaticini bugiardi; non avranno
parte nell'assemblea del mio popolo, non saranno scritti
nel libro d'Israele e non entreranno nel paese d'Israele:
saprete che io sono il Signore Dio, [10]poiché
ingannano il mio popolo dicendo: Pace! e la pace non
c'è; mentre egli costruisce un muro, ecco essi lo
intonacano di mota. [11]Dì a quegli intonacatori
di mota: Cadrà! Scenderà una pioggia torrenziale, una
grandine grossa, si scatenerà un uragano [12]ed
ecco, il muro è abbattuto. Allora non vi sarà forse
domandato: Dov'è la calcina con cui lo avevate
intonacato? [13]Perciò dice il Signore Dio: Con
ira scatenerò un uragano, per la mia collera cadrà una
pioggia torrenziale, nel mio furore per la distruzione
cadrà grandine come pietre; [14]demolirò il muro
che avete intonacato di mota, lo atterrerò e le sue
fondamenta rimarranno scoperte; esso crollerà e voi
perirete insieme con esso e saprete che io sono il
Signore.
[15]Quando avrò
sfogato l'ira contro il muro e contro coloro che lo
intonacarono di mota, io vi dirò: Il muro non c'è più
e neppure gli intonacatori, [16]i profeti
d'Israele che profetavano su Gerusalemme e vedevano per
essa una visione di pace, mentre non vi era pace. Oracolo
del Signore.
Le false profetesse
[17]Ora tu,
figlio dell'uomo, rivolgiti alle figlie del tuo popolo
che profetizzano secondo i loro desideri e profetizza
contro di loro. [18]Dirai loro: Dice il Signore
Dio: Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso
e preparano veli per le teste di ogni grandezza per dar
la caccia alle persone. Pretendete forse di dare la
caccia alla gente del mio popolo e salvare voi stesse? [19]Voi
mi avete disonorato presso il mio popolo per qualche
manciata d'orzo e per un tozzo di pane, facendo morire
chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva
vivere, ingannando il mio popolo che crede alle menzogne.
[20]Perciò dice
il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con
i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li
strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che
voi avete catturato come uccelli. [21]Straccerò i
vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e
non sarà più una preda in mano vostra; saprete così
che io sono il Signore. [22]Voi infatti avete
rattristato con menzogne il cuore del giusto, mentre io
non l'avevo rattristato e avete rafforzato il malvagio
perché non desistesse dalla sua vita malvagia e vivesse.
[23]Per questo non avrete più visioni false, né
più spaccerete incantesimi: libererò il mio popolo
dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
14
Contro l'idolatria
[1]Vennero a
trovarmi alcuni anziani d'Israele e sedettero dinanzi a
me. [2]Mi fu rivolta allora questa parola del
Signore: [3]"Figlio dell'uomo, questi uomini
hanno posto idoli nel loro cuore e tengono fisso lo
sguardo all'occasione della loro iniquità appena si
mostri. Mi lascerò interrogare da loro? [4]Parla
quindi e dì loro: Dice il Signore Dio: Qualunque
Israelita avrà innalzato i suoi idoli nel proprio cuore
e avrà rivolto lo sguardo all'occasione della propria
iniquità e verrà dal profeta, gli risponderò io, il
Signore, riguardo alla moltitudine dei suoi idoli, [5]per
raggiungere al cuore gli Israeliti, che si sono
allontanati da me a causa di tutti i loro idoli. [6]Riferisci
pertanto al popolo d'Israele: Dice il Signore Dio:
Convertitevi, abbandonate i vostri idoli e distogliete la
faccia da tutte le vostre immondezze, [7]poiché a
qualunque Israelita e a qualunque straniero abitante in
Israele, che si allontana da me e innalza nel suo cuore i
suoi idoli e rivolge lo sguardo all'occasione della
propria iniquità e poi viene dal profeta a consultarmi,
risponderò io, il Signore, da me stesso. [8]Distoglierò
la faccia da costui e ne farò un esempio e un proverbio,
e lo sterminerò dal mio popolo: saprete così che io
sono il Signore.
[9]Se un profeta
si lascia sedurre e fa una profezia, io, il Signore, ho
sedotto quel profeta: stenderò la mano contro di lui e
lo cancellerò dal mio popolo Israele. [10]Ambedue
porteranno la pena della loro iniquità. La pena di chi
consulta sarà uguale a quella del profeta, [11]perché
gli Israeliti non vadano più errando lontano da me, né
più si contaminino con tutte le loro prevaricazioni:
essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. Parola
del Signore".
Responsabilità
personale
[12]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [13]"Figlio
dell'uomo, se un paese pecca contro di me e si rende
infedele, io stendo la mano sopra di lui e gli tolgo la
riserva del pane e gli mando contro la fame e stèrmino
uomini e bestie; [14]anche se nel paese vivessero
questi tre uomini: Noè, Daniele e Giobbe, essi con la
loro giustizia salverebbero solo se stessi, dice il
Signore Dio. [15]Oppure se io infestassi quel
paese di bestie feroci, che lo privassero dei suoi figli
e ne facessero un deserto che nessuno potesse
attraversare a causa delle bestie feroci, [16]anche
se in mezzo a quella terra ci fossero questi tre uomini,
giuro com'è vero ch'io vivo, dice il Signore Dio: non
salverebbero né figli né figlie, soltanto loro si
salverebbero, ma la terra sarebbe un deserto.
[17]Oppure, se io
mandassi la spada contro quel paese e dicessi: Spada,
percorri quel paese; e sterminassi uomini e bestie, [18]anche
se in mezzo a quel paese ci fossero questi tre uomini,
giuro com'è vero ch'io vivo, dice il Signore: non
salverebbero né figli né figlie, soltanto loro si
salverebbero.
[19]Oppure, se io
mandassi la peste contro quella terra e sfogassi nella
strage lo sdegno e sterminassi uomini e bestie, [20]anche
se in mezzo a quella terra ci fossero Noè, Daniele e
Giobbe, giuro com'è vero ch'io vivo, dice il Signore
Dio: non salverebbero né figli né figlie, soltanto essi
si salverebbero per la loro giustizia.
[21]Dice infatti
il Signore Dio: Quando manderò contro Gerusalemme i miei
quattro tremendi castighi: la spada, la fame, le bestie
feroci e la peste, per estirpare da essa uomini e bestie,
[22]ecco vi sarà in mezzo un residuo che si
metterà in salvo con i figli e le figlie. Essi verranno
da voi perché vediate la loro condotta e le loro opere e
vi consoliate del male che ho mandato contro Gerusalemme,
di quanto ho mandato contro di lei. [23]Essi vi
consoleranno quando vedrete la loro condotta e le loro
opere e saprete che non invano ho fatto quello che ho
fatto in mezzo a lei". Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
15
Parabola della vigna
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, che pregi ha il legno della vite di fronte a
tutti gli altri legni della foresta?
[3]Si adopera
forse quel legno per farne un oggetto?
Ci si fa forse un piolo per attaccarci qualcosa?
[4]Ecco, lo si getta sul fuoco a bruciare,
il fuoco ne divora i due capi
e anche il centro è bruciacchiato.
Potrà essere utile a qualche lavoro?
[5]Anche quand'era intatto,
non serviva a niente:
ora, dopo che il fuoco lo ha divorato,
l'ha bruciato,
ci si ricaverà forse qualcosa?
[6]Perciò così dice il Signore Dio:
Come il legno della vite
fra i legnami della foresta
io l'ho messo sul fuoco a bruciare,
così tratterò gli abitanti di Gerusalemme.
[7]Volgerò contro di loro la faccia.
Da un fuoco sono scampati,
ma un fuoco li divorerà!
Allora saprete che io sono il Signore
quando volgerò contro di loro la faccia
[8]e renderò il paese deserto,
poiché sono stati infedeli",
dice il Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
16
Storia simbolica di
Israele
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, fà conoscere a Gerusalemme tutti i suoi
abomini. [3]Dirai loro: Così dice il Signore Dio
a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese
dei Cananei; tuo padre era Amorreo e tua madre Hittita.
Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu
tagliato l'ombelico e non fosti lavata con l'acqua per
purificarti; non ti fecero le frizioni di sale, né fosti
avvolta in fasce. [5]Occhio pietoso non si volse
su di te per farti una sola di queste cose e usarti
compassione, ma come oggetto ripugnante fosti gettata via
in piena campagna, il giorno della tua nascita.
[6]Passai vicino
a te e ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi:
Vivi nel tuo sangue [7]e cresci come l'erba del
campo. Crescesti e ti facesti grande e giungesti al fiore
della giovinezza: il tuo petto divenne fiorente ed eri
giunta ormai alla pubertà; ma eri nuda e scoperta.
[8]Passai vicino
a te e ti vidi; ecco, la tua età era l'età dell'amore;
io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la
tua nudità; giurai alleanza con te, dice il Signore Dio,
e divenisti mia. [9]Ti lavai con acqua, ti ripulii
del sangue e ti unsi con olio; [10]ti vestii di
ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di
bisso e ti ricoprii di seta; [11]ti adornai di
gioielli: ti misi braccialetti ai polsi e una collana al
collo: [12]misi al tuo naso un anello, orecchini
agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. [13]Così
fosti adorna d'oro e d'argento; le tue vesti eran di
bisso, di seta e ricami; fior di farina e miele e olio
furono il tuo cibo; diventasti sempre più bella e
giungesti fino ad esser regina. [14]La tua fama si
diffuse fra le genti per la tua bellezza, che era
perfetta, per la gloria che io avevo posta in te, parola
del Signore Dio.
[15]Tu però,
infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua
fama, ti sei prostituita concedendo i tuoi favori ad ogni
passante. [16]Prendesti i tuoi abiti per adornare
a vari colori le alture su cui ti prostituivi. [17]Con
i tuoi splendidi gioielli d'oro e d'argento, che io ti
avevo dati, facesti immagini umane e te ne servisti per
peccare; [18]poi tu le adornasti con le tue vesti
ricamate e davanti a quelle immagini presentasti il mio
olio e i miei profumi. [19]Il pane che io ti avevo
dato, il fior di farina, l'olio e il miele di cui ti
nutrivo ponesti davanti ad esse come offerta di soave
odore. Oracolo del Signore Dio.
[20]Prendesti i
figli e le figlie che mi avevi generati e li sacrificasti
loro in cibo. Erano forse poca cosa le tue infedeltà? [21]Immolasti
i miei figli e li offristi a loro, facendoli passare per
il fuoco. [22]Fra tutte le tue nefandezze e
infedeltà non ti ricordasti del tempo della tua
giovinezza, quando eri nuda e ti dibattevi nel sangue! [23]Ora,
dopo tutta la tua perversione, guai, guai a te! Oracolo
del Signore Dio. [24]In ogni piazza ti sei
fabbricata un tempietto e costruita una altura; [25]ad
ogni crocicchio ti sei fatta un altare, disonorando la
tua bellezza, offrendo il tuo corpo a ogni passante,
moltiplicando le tue prostituzioni. [26]Hai
concesso i tuoi favori ai figli d'Egitto, tuoi corpulenti
vicini, e hai moltiplicato le tue infedeltà per
irritarmi. [27]Ed ecco io ho steso la mano su di
te; ho ridotto il tuo cibo e ti ho abbandonato in potere
delle tue nemiche, le figlie dei Filistei, che erano
disgustate della tua condotta sfrontata.
[28]Non ancora
sazia, hai concesso i tuoi favori agli Assiri; ma non
soddisfatta [29]hai moltiplicato le tue infedeltà
nel paese di Canaan, fino nella Caldea: e neppure allora
ti sei saziata. [30]Come è stato abbietto il tuo
cuore - dice il Signore Dio - facendo tutte queste azioni
degne di una spudorata sgualdrina! [31]Quando ti
costruivi un postribolo ad ogni crocevia e ti facevi
un'altura in ogni piazza, tu non eri come una prostituta
in cerca di guadagno, [32]ma come un'adultera che,
invece del marito, accoglie gli stranieri! [33]Ad
ogni prostituta si dà un compenso, ma tu hai dato il
compenso a tutti i tuoi amanti e hai distruibuito loro
doni perché da ogni parte venissero da te per le tue
prostituzioni. [34]Tu hai fatto il contrario delle
altre donne, quando ti prostituivi: nessuno è corso
dietro a te, mentre tu hai distribuito doni e non ne hai
ricevuti, tanto eri pervertita.
[35]Perciò, o
prostituta, ascolta la parola del Signore. [36]Così
dice il Signore Dio: Per le tue ricchezze sperperate, per
la tua nudità scoperta nelle prostituzioni con i tuoi
amanti e con tutti i tuoi idoli abominevoli, per il
sangue dei tuoi figli che hai offerto a loro, [37]ecco,
io adunerò da ogni parte tutti i tuoi amanti con i quali
sei stata compiacente, coloro che hai amati insieme con
coloro che hai odiati, e scoprirò di fronte a loro la
tua nudità perché essi la vedano tutta.
[38]Ti
infliggerò la condanna delle adultere e delle
sanguinarie e riverserò su di te furore e gelosia.
[39]Ti
abbandonerò nelle loro mani e distruggeranno i tuoi
postriboli, demoliranno le tue alture; ti spoglieranno
delle tue vesti e ti toglieranno i tuoi splendidi
ornamenti: ti lasceranno scoperta e nuda. [40]Poi
ecciteranno contro di te la folla, ti lapideranno e ti
trafiggeranno con la spada. [41]Incendieranno le
tue case e sarà fatta giustizia di te sotto gli occhi di
numerose donne: ti farò smettere di prostituirti e non
distribuirai più doni. [42]Quando avrò saziato
il mio sdegno su di te, la mia gelosia si allontanerà da
te; mi calmerò e non mi adirerò più. [43]Per il
fatto che tu non ti sei ricordata del tempo della tua
giovinezza e mi hai provocato all'ira con tutte queste
cose, ecco anch'io farò ricadere sul tuo capo le tue
azioni, parola del Signore Dio; non accumulerai altre
scelleratezze oltre tutti gli altri tuoi abomini.
[44]Ecco, ogni
esperto di proverbi dovrà dire questo proverbio a tuo
riguardo: Quale la madre, tale la figlia. [45]Tu
sei la degna figlia di tua madre, che ha abbandonato il
marito e i suoi figli: tu sei sorella delle tue sorelle,
che hanno abbandonato il marito e i loro figli. Vostra
madre era una Hittita e vostro padre un Amorreo. [46]Tua
sorella maggiore è Samaria, che con le sue figlie abita
alla tua sinistra; tua sorella più piccola è Sòdoma,
che con le sue figlie abita alla tua destra. [47]Tu
non soltanto hai seguito la loro condotta e agito secondo
i loro costumi abominevoli, ma come se ciò fosse stato
troppo poco, ti sei comportata peggio di loro in tutta la
tua condotta. [48]Per la mia vita - dice il
Signore Dio - tua sorella Sòdoma e le sue figlie non
fecero quanto hai fatto tu e le tue figlie! [49]Ecco,
questa fu l'iniquità di tua sorella Sòdoma: essa e le
sue figlie avevano superbia, ingordigia, ozio indolente,
ma non stesero la mano al povero e all'indigente: [50]insuperbirono
e commisero ciò che è abominevole dinanzi a me: io le
vidi e le eliminai. [51]Samaria non ha peccato la
metà di quanto hai peccato tu. Tu hai moltiplicato le
tue nefandezze più di loro, le tue sorelle, tanto da
farle apparire giuste, con tutte le nefandezze che hai
commesse.
[52]Devi portare
anche tu la tua umiliazione, tu che hai giustificato le
tue sorelle. Per i tuoi peccati che superano i loro esse
sono più giuste di te: anche tu dunque devi essere
svergognata e portare la tua umiliazione, perché hai
giustificato le tue sorelle. [53]Ma io cambierò
le loro sorti: cambierò le sorti di Sòdoma e delle
città dipendenti, cambierò le sorti di Samaria e delle
città dipendenti; anche le tue sorti muterò in mezzo a
loro, [54]perché tu porti la tua umiliazione e tu
senta vergogna di quanto hai fatto per consolarle. [55]Tua
sorella Sòdoma e le città dipendenti torneranno al loro
stato di prima; Samaria e le città dipendenti torneranno
al loro stato di prima e anche tu e le città dipendenti
tornerete allo stato di prima. [56]Eppure tua
sorella Sòdoma non era forse sulla tua bocca al tempo
del tuo orgoglio, [57]prima che fosse scoperta la
tua malvagità? Perché ora tu sei disprezzata dalle
figlie di Aram e da tutte le figlie dei Filistei che sono
intorno a te, le quali ti dileggiano da ogni parte? [58]Tu
stai scontando la tua scelleratezza e i tuoi abomini.
Parola del Signore. [59]Poiché, dice il Signore
Dio: Io ho ricambiato a te quello che hai fatto tu, che
hai disprezzato il giuramento e violato l'alleanza. [60]Anch'io
mi ricorderò dell'alleanza conclusa con te al tempo
della tua giovinezza e stabilirò con te un'alleanza
eterna. [61]Allora ti ricorderai della tua
condotta e ne sarai confusa, quando riceverai le tue
sorelle maggiori insieme a quelle più piccole e io le
darò a te per figlie, ma non in forza della tua
alleanza; [62]io ratificherò la mia alleanza con
te e tu saprai che io sono il Signore, [63]perché
te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu
non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che
hai fatto. Parola del Signore Dio".
Ezechiele - Capitolo
17
Allegoria dell'aquila
[1]Mi fu rivolta
ancora questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, proponi un enigma e racconta una parabola agli
Israeliti. [3]Tu dirai: Dice il Signore Dio:
Un'aquila grande
dalle grandi ali
e dalle lunghe penne,
folta di piume
dal colore variopinto,
venne sul Libano
e portò via la cima del cedro;
[4]stroncò il ramo più alto
e lo portò in un paese di mercanti,
lo depose in una città di negozianti.
[5]Scelse un germoglio del paese
e lo depose in un campo da seme;
lungo il corso di grandi acque,
lo piantò come un salice,
[6]perché germogliasse
e diventasse una vite estesa,
poco elevata,
che verso l'aquila volgesse i rami
e le radici crescessero sotto di essa.
Divenne una vite,
che fece crescere i tralci
e distese i rami.
[7]Ma c'era un'altra aquila grande,
larga di ali,
folta di penne.
Ed ecco quella vite
rivolse verso di lei le radici
e tese verso di lei i suoi tralci,
perché la irrigasse
dall'aiuola dove era piantata.
[8]In un campo fertile,
lungo il corso di grandi acque,
essa era piantata,
per metter rami e dar frutto
e diventare una vite magnifica.
[9]Riferisci loro: Dice il Signore Dio:
Riuscirà a prosperare?
O non svellerà forse l'aquila le sue radici
e vendemmierà il suo frutto
e seccheranno tutti i tralci che ha messo?
Non ci vorrà un grande sforzo
o molta gente
per svellerla dalle radici.
[10]Ecco, essa è piantata:
riuscirà a prosperare?
O non seccherà del tutto
non appena l'avrà sfiorata il vento d'oriente?
Proprio nell'aiuola dove è germogliata,
seccherà!".
[11]Mi fu rivolta
ancora questa parola del Signore: [12]"Parla
dunque a quella genìa di ribelli: Non sapete che cosa
significa questo? Dì ancora: Ecco, il re di Babilonia è
giunto a Gerusalemme, ha preso il re e i prìncipi e li
ha trasportati con sé in Babilonia. [13]Si è
scelto uno di stirpe reale e ha fatto un patto con lui,
obbligandolo con giuramento. Ha deportato i potenti del
paese, [14]perché il regno fosse debole e non
potesse innalzarsi ed egli osservasse e mantenesse
l'alleanza con lui. [15]Ma questi gli si è
ribellato e ha mandato messaggeri in Egitto, perché gli
fossero dati cavalli e molti soldati. Potrà prosperare,
potrà scampare chi ha agito così? Chi ha infranto un
patto potrà uscirne senza danno? [16]Per la mia
vita, dice il Signore Dio, proprio nel paese del re che
gli aveva dato il trono, di cui ha disprezzato il
giuramento e infranto l'alleanza, presso di lui, morirà,
in Babilonia. [17]Il faraone con le sue grandi
forze e il suo ingente esercito non gli sarà di valido
aiuto in guerra, quando si eleveranno terrapieni e si
costruiranno baluardi per distruggere tante vite umane. [18]Ha
disprezzato un giuramento, ha infranto un'alleanza: ecco,
aveva dato la mano e poi ha agito in tal modo. Non potrà
trovare scampo.
[19]Perciò così
dice il Signore Dio: Com'è vero ch'io vivo, il mio
giuramento che egli ha disprezzato, la mia alleanza che
ha infranta li farò ricadere sopra il suo capo. [20]Stenderò
su di lui la mia rete e rimarrà preso nel mio laccio. Lo
porterò in Babilonia e là lo giudicherò per
l'infedeltà commessa contro di me. [21]Tutti i
migliori delle sue schiere cadranno di spada e i
superstiti saranno dispersi a tutti i venti: così
saprete che io, il Signore, ho parlato.
[22]Dice il
Signore Dio:
Anch'io prenderò dalla cima del cedro,
dalle punte dei suoi rami coglierò un ramoscello
e lo pianterò sopra un monte alto, massiccio;
[23]lo pianterò sul monte alto d'Israele.
Metterà rami e farà frutti
e diventerà un cedro magnifico.
Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno,
ogni volatile all'ombra dei suoi rami riposerà.
[24]Sapranno tutti gli alberi della foresta
che io sono il Signore,
che umilio l'albero alto e innalzo l'albero basso;
faccio seccare l'albero verde e germogliare l'albero
secco.
Io, il Signore, ho parlato e lo farò".
Ezechiele - Capitolo
18
La responsabilità
personale
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Perché andate
ripetendo questo proverbio sul paese d'Israele:
I padri han mangiato
l'uva acerba
e i denti dei figli si sono allegati?
[3]Com'è vero
ch'io vivo, dice il Signore Dio, voi non ripeterete più
questo proverbio in Israele. [4]Ecco, tutte le
vite sono mie: la vita del padre e quella del figlio è
mia; chi pecca morirà.
[5]Se uno è
giusto e osserva il diritto e la giustizia, [6]se
non mangia sulle alture e non alza gli occhi agli idoli
della casa d'Israele, se non disonora la moglie del suo
prossimo e non si accosta a una donna durante il suo
stato di impurità, [7]se non opprime alcuno,
restituisce il pegno al debitore, non commette rapina,
divide il pane con l'affamato e copre di vesti l'ignudo, [8]se
non presta a usura e non esige interesse, desiste
dall'iniquità e pronunzia retto giudizio fra un uomo e
un altro, [9]se cammina nei miei decreti e osserva
le mie leggi agendo con fedeltà, egli è giusto ed egli
vivrà, parola del Signore Dio. [10]Ma se uno ha
generato un figlio violento e sanguinario che commette
qualcuna di tali azioni, [11]mentre egli non le
commette, e questo figlio mangia sulle alture, disonora
la donna del prossimo, [12]opprime il povero e
l'indigente, commette rapine, non restituisce il pegno,
volge gli occhi agli idoli, compie azioni abominevoli, [13]presta
a usura ed esige gli interessi, egli non vivrà; poiché
ha commesso queste azioni abominevoli, costui morirà e
dovrà a se stesso la propria morte. [14]Ma, se
uno ha generato un figlio che vedendo tutti i peccati
commessi dal padre, sebbene li veda, non li commette, [15]non
mangia sulle alture, non volge gli occhi agli idoli di
Israele, non disonora la donna del prossimo, [16]non
opprime alcuno, non trattiene il pegno, non commette
rapina, dà il pane all'affamato e copre di vesti
l'ignudo, [17]desiste dall'iniquità, non presta a
usura né a interesse, osserva i miei decreti, cammina
secondo le mie leggi, costui non morirà per l'iniquità
di suo padre, ma certo vivrà. [18]Suo padre
invece, che ha oppresso e derubato il suo prossimo, che
non ha agito bene in mezzo al popolo, morirà per la sua
iniquità.
[19]Voi dite:
Perché il figlio non sconta l'iniquità del padre?
Perché il figlio ha agito secondo giustizia e
rettitudine, ha osservato tutti i miei comandamenti e li
ha messi in pratica, perciò egli vivrà.
[20]Colui che ha
peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta
l'iniquità del padre, né il padre l'iniquità del
figlio. Al giusto sarà accreditata la sua giustizia e al
malvagio la sua malvagità.
[21]Ma se il
malvagio si ritrae da tutti i peccati che ha commessi e
osserva tutti i miei decreti e agisce con giustizia e
rettitudine, egli vivrà, non morirà. [22]Nessuna
delle colpe commesse sarà ricordata, ma vivrà per la
giustizia che ha praticata.
[23]Forse che io
ho piacere della morte del malvagio - dice il Signore Dio
- o non piuttosto che desista dalla sua condotta e viva?
[24]Ma se il
giusto si allontana dalla giustizia e commette
l'iniquità e agisce secondo tutti gli abomini che
l'empio commette, potrà egli vivere? Tutte le opere
giuste da lui fatte saranno dimenticate; a causa della
prevaricazione in cui è caduto e del peccato che ha
commesso, egli morirà.
[25]Voi dite: Non
è retto il modo di agire del Signore.
Ascolta dunque, popolo
d'Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non
è retta la vostra? [26]Se il giusto si allontana
dalla giustizia per commettere l'iniquità e a causa di
questa muore, egli muore appunto per l'iniquità che ha
commessa. [27]E se l'ingiusto desiste
dall'ingiustizia che ha commessa e agisce con giustizia e
rettitudine, egli fa vivere se stesso. [28]Ha
riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse:
egli certo vivrà e non morirà. [29]Eppure gli
Israeliti van dicendo: Non è retta la via del Signore. O
popolo d'Israele, non sono rette le mie vie o piuttosto
non sono rette le vostre?
[30]Perciò, o
Israeliti, io giudicherò ognuno di voi secondo la sua
condotta. Oracolo del Signore Dio. Convertitevi e
desistete da tutte le vostre iniquità, e l'iniquità non
sarà più causa della vostra rovina. [31]Liberatevi
da tutte le iniquità commesse e formatevi un cuore nuovo
e uno spirito nuovo. Perché volete morire, o Israeliti? [32]Io
non godo della morte di chi muore. Parola del Signore
Dio. Convertitevi e vivrete".
Ezechiele - Capitolo
19
Lamento sui capi
d'Israele
[1]Intona ora un
lamento sui capi d'Israele [2]dicendo:
"Che cos'era tua
madre?
Una leonessa fra leoni.
Accovacciata in mezzo ai leoni
allevava i suoi cuccioli.
[3]Essa innalzò uno dei cuccioli
che divenne leone,
imparò a sbranare la preda,
a divorare gli uomini.
[4]Ma contro di lui le genti fecero lega,
restò preso nella loro fossa
e in catene fu condotto in Egitto.
[5]Quando essa vide che era lunga l'attesa
e delusa la sua speranza,
prese un altro cucciolo
e ne fece un leoncino.
[6]Egli se ne andava e veniva fra i leoni,
divenuto leoncello,
e imparò a sbranare la preda,
a divorare gli uomini.
[7]Penetrò nei loro palazzi,
devastò le loro città.
Il paese e i suoi abitanti
sbigottivano al rumore del suo ruggito.
[8]Lo assalirono le genti,
le contrade all'intorno;
tesero un laccio contro di lui
e restò preso nella loro fossa.
[9]Lo chiusero in una gabbia,
lo condussero in catene al re di Babilonia
e lo misero in una prigione,
perché non se ne sentisse la voce sui monti d'Israele.
[10]Tua madre era come una vite
piantata vicino alle acque.
Era rigogliosa e frondosa
per l'abbondanza dell'acqua;
[11]ebbe rami robusti
buoni per scettri regali;
il suo fusto si elevò
in mezzo agli arbusti
mirabile per la sua altezza
e per l'abbondanza dei suoi rami.
[12]Ma essa fu sradicata con furore
e gettata a terra;
il vento d'oriente la disseccò,
disseccò i suoi frutti;
il suo ramo robusto inaridì
e il fuoco lo divorò.
[13]Ora è trapiantata nel deserto,
in una terra secca e riarsa;
[14]un fuoco uscì da un suo ramo,
divorò tralci e frutti
ed essa non ha più alcun ramo robusto,
uno scettro per dominare".
Questo è un lamento e come lamento è passato nell'uso.
Ezechiele - Capitolo
20
Storia delle infedeltà
di Israele
[1]Il dieci del
quinto mese, anno settimo, alcuni anziani d'Israele
vennero a consultare il Signore e sedettero davanti a me.
[2]Mi fu rivolta questa parola del Signore: [3]"Figlio
dell'uomo, parla agli anziani d'Israele e dì loro: Dice
il Signore Dio: Venite voi per consultarmi? Com'è vero
ch'io vivo, non mi lascerò consultare da voi. Oracolo
del Signore Dio. [4]Vuoi giudicarli? Li vuoi
giudicare, figlio dell'uomo? Mostra loro gli abomini dei
loro padri. [5]Dì loro: Dice il Signore Dio:
Quando io scelsi Israele e alzai la mano e giurai per la
stirpe della casa di Giacobbe, apparvi loro nel paese
d'Egitto e giurai per loro dicendo: Io, il Signore, sono
vostro Dio. [6]Allora alzai la mano e giurai di
farli uscire dal paese d'Egitto e condurli in una terra
scelta per loro, stillante latte e miele, che è la più
bella fra tutte le terre. [7]Dissi loro: Ognuno
getti via gli abomini dei propri occhi e non vi
contaminate con gl'idoli d'Egitto: sono io il vostro Dio.
[8]Ma essi mi si
ribellarono e non mi vollero ascoltare: non gettarono via
gli abomini dei propri occhi e non abbandonarono gli
idoli d'Egitto. Allora io decisi di riversare sopra di
loro il mio furore e di sfogare contro di loro la mia
ira, in mezzo al paese d'Egitto. [9]Ma feci
diversamente per riguardo al mio nome, perché non fosse
profanato agli occhi delle genti in mezzo alle quali si
trovavano, poiché avevo dichiarato che li avrei fatti
uscire dal paese d'Egitto sotto i loro occhi. [10]Così
li feci uscire dall'Egitto e li condussi nel deserto; [11]diedi
loro i miei statuti e feci loro conoscere le mie leggi,
perché colui che le osserva viva per esse. [12]Diedi
loro anche i miei sabati come un segno fra me e loro,
perché sapessero che sono io, il Signore, che li
santifico.
[13]Ma gli
Israeliti si ribellarono contro di me nel deserto: essi
non camminarono secondo i miei decreti, disprezzarono le
mie leggi, che bisogna osservare perché l'uomo viva, e
violarono sempre i miei sabati. Allora io decisi di
riversare su di loro il mio sdegno nel deserto e di
sterminarli.
[14]Ma agii
diversamente per il mio nome, perché non fosse profanato
agli occhi delle genti di fronte alle quali io li avevo
fatti uscire. [15]Avevo giurato su di loro nel
deserto che non li avrei più condotti nella terra che io
avevo loro assegnato, terra stillante latte e miele, la
più bella fra tutte le terre, [16]perché avevano
disprezzato i miei comandamenti, non avevano seguito i
miei statuti e avevano profanato i miei sabati, mentre il
loro cuore si era attaccato ai loro idoli. [17]Tuttavia
il mio occhio ebbe pietà di loro e non li distrussi, non
li sterminai tutti nel deserto.
[18]Dissi ai loro
figli nel deserto: Non seguite le regole dei vostri
padri, non osservate le loro leggi, non vi contaminate
con i loro idoli: [19]sono io, il Signore, il
vostro Dio. Camminate secondo i miei decreti, osservate
le mie leggi e mettetele in pratica. [20]Santificate
i miei sabati e siano un segno fra me e voi, perché si
sappia che sono io, il Signore vostro Dio.
[21]Ma anche i
figli mi si ribellarono, non camminarono secondo i miei
decreti, non osservarono e non misero in pratica le mie
leggi, che danno la vita a chi le osserva; profanarono i
miei sabati. Allora io decisi di riversare il mio sdegno
su di loro e di sfogare contro di essi l'ira nel deserto.
[22]Ma ritirai la
mano e feci diversamente per riguardo al mio nome,
perché non fosse profanato agli occhi delle genti, alla
cui presenza io li avevo fatti uscire. [23]E nel
deserto giurai loro, alzando la mia mano, che li avrei
dispersi fra le genti e disseminati in paesi stranieri, [24]perché
non avevano praticato le mie leggi, anzi, avevano
disprezzato i miei decreti, profanato i miei sabati e i
loro occhi erano sempre rivolti agli idoli dei loro
padri.
[25]Allora io
diedi loro perfino statuti non buoni e leggi per le quali
non potevano vivere. [26]Feci sì che si
contaminassero nelle loro offerte facendo passare per il
fuoco ogni loro primogenito, per atterrirli, perché
riconoscessero che io sono il Signore. [27]Parla
dunque agli Israeliti, figlio dell'uomo, e dì loro: Dice
il Signore Dio: Ancora in questo mi offesero i vostri
padri agendo con infedeltà verso di me: [28]dopo
che io li ebbi introdotti nel paese che, levando la mia
mano, avevo giurato di dare loro, essi guardarono ogni
colle elevato, ogni albero verde e là fecero i sacrifici
e portarono le loro offerte provocatrici: là
depositarono i loro profumi soavi e versarono le loro
libazioni. [29]Io dissi loro: Che cos'è
quest'altura alla quale voi andate? Il nome altura è
rimasto fino ai nostri giorni.
[30]Ebbene, dì
agli Israeliti: Così dice il Signore Dio: Vi contaminate
secondo il costume dei vostri padri, vi prostituite
secondo i loro abomini, [31]vi contaminate con
tutti i vostri idoli fino ad oggi, facendo le vostre
offerte e facendo passare per il fuoco i vostri figli e
io mi dovrei lasciare consultare da voi, uomini
d'Israele? Com'è vero ch'io vivo - parola del Signore
Dio - non mi lascerò consultare da voi. [32]E
ciò che v'immaginate in cuor vostro non avverrà, mentre
voi andate dicendo: Saremo come le genti, come le tribù
degli altri paesi che prestano culto al legno e alla
pietra. [33]Com'è vero ch'io vivo - parola del
Signore Dio - io regnerò su di voi con mano forte, con
braccio possente e rovesciando la mia ira. [34]Poi
vi farò uscire di mezzo ai popoli e vi radunerò da quei
territori dove foste dispersi con mano forte, con braccio
possente e con la mia ira traboccante [35]e vi
condurrò nel deserto dei popoli e lì a faccia a faccia
vi giudicherò. [36]Come giudicai i vostri padri
nel deserto del paese di Egitto così giudicherò voi,
dice il Signore Dio. [37]Vi farò passare sotto il
mio bastone e vi condurrò sotto il giogo dell'alleanza. [38]Separerò
da voi i ribelli e quelli che si sono staccati da me; li
farò uscire dal paese in cui dimorano, ma non entreranno
nel paese d'Israele: così saprete che io sono il
Signore. [39]A voi, uomini d'Israele, così dice
il Signore Dio: Andate, servite pure ognuno i vostri
idoli, ma infine mi ascolterete e il mio santo nome non
profanerete più con le vostre offerte, con i vostri
idoli; [40]poiché sul mio monte santo, sull'alto
monte d'Israele - oracolo del Signore Dio - mi servirà
tutta la casa d'Israele, tutta riunita in quel paese; là
mi saranno graditi e là richiederò le vostre offerte,
le primizie dei vostri doni in qualunque forma me li
consacrerete. [41]Io vi accetterò come soave
profumo, quando vi avrò liberati dai popoli e vi avrò
radunati dai paesi nei quali foste dispersi: mi mostrerò
santo in voi agli occhi delle genti.
[42]Allora voi
saprete che io sono il Signore, quando vi condurrò nel
paese d'Israele, nel paese che alzando la mia mano giurai
di dare ai vostri padri. [43]Là vi ricorderete
della vostra condotta, di tutti i misfatti dei quali vi
siete macchiati, e proverete disgusto di voi stessi, per
tutte le malvagità che avete commesse. [44]Allora
saprete che io sono il Signore, quando agirò con voi per
l'onore del mio nome e non secondo la vostra malvagia
condotta e i vostri costumi corrotti, uomini
d'Israele". Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
21
La spada del Signore
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, volgi la faccia verso il mezzogiorno, parla
alla regione australe e predici contro la selva del
mezzogiorno. [3]Dirai alla selva del mezzogiorno:
Ascolta la parola del Signore: Dice il Signore Dio: Ecco,
io accenderò in te un fuoco che divorerà in te ogni
albero verde e ogni albero secco: la fiamma ardente non
si spegnerà e ogni sembiante sarà bruciato dal
mezzogiorno al settentrione. [4]Ogni vivente
vedrà che io, il Signore, l'ho incendiato e non si
spegnerà".
[5]Io dissi:
"Ah! Signore Dio, essi vanno dicendo di me: Non è
forse costui uno che racconta delle favole?".
[6]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [7]"Figlio
dell'uomo, volgi la faccia verso Gerusalemme e parla
contro i suoi santuari, predici contro il paese
d'Israele. [8]Tu riferirai al paese d'Israele:
Così dice il Signore Dio: Eccomi contro di te.
Sguainerò la spada e ucciderò in te il giusto e il
peccatore. [9]Se ucciderò in te il giusto e il
peccatore, significa che la spada sguainata sarà contro
ogni carne, dal mezzogiorno al settentrione. [10]Così
ogni vivente saprà che io, il Signore, ho sguainato la
spada ed essa non rientrerà nel fodero. [11]Tu,
figlio dell'uomo, piangi: piangi davanti a loro con il
cuore infranto e pieno d'amarezza. [12]Quando ti
domanderanno: Perché piangi?, risponderai: Perché è
giunta la notizia che il cuore verrà meno, le mani
s'indeboliranno, lo spirito sarà costernato, le
ginocchia vacilleranno. Ecco è giunta e si compie".
Parola del Signore Dio. [13]Mi fu rivolta questa
parola del Signore: [14]"Figlio dell'uomo,
profetizza e dì loro: Così dice il Signore Dio:
Spada, spada aguzza e
affilata,
[15]aguzza per scannare, affilata per lampeggiare!
[16]L'ha fatta affilare perché la si impugni,
l'ha aguzzata e affilata
per darla in mano al massacratore!
[17]Grida e lamèntati, o figlio dell'uomo,
perché essa pesa sul mio popolo,
su tutti i prìncipi d'Israele:
essi cadranno di spada insieme con il mio popolo.
Perciò battiti il fianco,
[18]perché è una prova:
che cosa accadrebbe se nemmeno un bastone sprezzante ci
fosse
Parola del Signore Dio.
[19]Tu, o figlio dell'uomo,
predici e batti le mani:
la spada si raddoppi e si triplichi,
è la spada dei massacri,
la grande spada del massacro che li circonda.
[20]Perché i cuori si struggano e si
moltiplichino le
vittime,
ho messo ad ogni porta la punta della spada,
fatta per lampeggiare, affilata per il massacro.
[21]Volgiti a destra, volgiti a sinistra,
ovunque si diriga la tua lama.
[22]Anch'io batterò le mani e sazierò la mia
ira.
Io, il Signore, ho parlato".
Il re di Babilonia
all'incrocio delle strade
[23]Mi fu rivolta
questa parola del Signore:
[24]"Figlio
dell'uomo, traccia due strade per il passaggio della
spada del re di Babilonia; proverranno tutte e due dallo
stesso paese; tu metti un segnale a capo della strada che
conduce nella città. [25]Traccia la strada per
cui la spada giunga a Rabbà degli Ammoniti e in Giuda, a
Gerusalemme nella città fortificata. [26]Infatti
il re di Babilonia è fermo al bivio, all'inizio delle
due strade, per interrogare le sorti: agita le frecce,
interroga gli dei domestici, osserva il fegato. [27]Nella
sua destra è uscito il responso: Gerusalemme, per porre
contro di essa gli arieti, per farle udire l'ordine del
massacro, echeggiare grida di guerra, disporre gli arieti
contro le sue porte, innalzare terrapieni, costruire
trincee.
[28]Ma questo non
è che un vano presagio agli occhi di quelli che hanno
fatto loro solenni giuramenti. Egli però ricorda loro
l'iniquità per cui saranno catturati". [29]Perciò
dice il Signore: "Poiché voi avete fatto ricordare
le vostre iniquità, rendendo manifeste le vostre
trasgressioni e palesi i vostri peccati in tutto il
vostro modo di agire, poiché ve ne vantate, voi
resterete presi al laccio. [30]A te, sconsacrato,
empio principe d'Israele, di cui è giunto il giorno con
il tempo della tua iniquità finale, [31]così
dice il Signore Dio: Deponi il turbante e togliti la
corona: tutto sarà cambiato: ciò che è basso sarà
elevato e ciò che è alto sarà abbassato. [32]In
rovina, in rovina, in rovina la ridurrò e non si
rialzerà più finché non giunga colui al quale
appartiene di diritto e al quale io la darò".
Castigo di Ammon
[33]Tu, figlio
dell'uomo, profetizza e annunzia: "Così dice il
Signore Dio agli Ammoniti e riguardo ai loro insulti. Dì
dunque: La spada, la spada è sguainata per la strage, è
affilata per sterminare, per lampeggiare, [34]mentre
tu hai false visioni e ti si predicono sorti bugiarde, la
spada sarà messa alla gola degli empi perversi, il cui
giorno è venuto, al colmo della loro malvagità.
[35]Rimettila nel
fodero. Nel luogo stesso in cui tu fosti creato, nella
terra stessa in cui sei nato, io ti giudicherò; [36]rovescerò
su di te il mio sdegno, contro di te soffierò nel fuoco
della mia ira e ti abbandonerò in mano di uomini
violenti, portatori di distruzione. [37]Sarai
preda del fuoco, del tuo sangue sarà intrisa la terra,
non ti si ricorderà più perché io, il Signore, ho
parlato".
Ezechiele - Capitolo
22
I delitti di Gerusalemme
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Tu, figlio
dell'uomo, forse non giudicherai, non giudicherai tu la
città sanguinaria? Mostrale tutti i suoi abomini. [3]Tu
riferirai: Dice il Signore Dio: O città che sparge il
sangue in mezzo a se stessa, perché giunga il suo tempo,
e fabbrica a suo danno idoli con cui contaminarsi! [4]Per
il sangue che hai sparso, ti sei resa colpevole e ti sei
contaminata con gli idoli che hai fabbricato: hai
affrettato il tuo giorno, sei giunta al termine dei tuoi
anni. Ti renderò perciò l'obbrobrio dei popoli e lo
scherno di tutta la terra. [5]I vicini e i lontani
si faran beffe di te o città infamata e piena di
disordini. [6]Ecco in te i prìncipi d'Israele,
ognuno secondo il suo potere, intenti a spargere sangue. [7]In
te si disprezza il padre e la madre, in te si maltratta
il forestiero, in te si opprime l'orfano e la vedova. [8]Hai
disprezzato i miei santuari, hai profanato i miei sabati.
[9]Vi sono in te calunniatori che versano il
sangue. C'è in te chi banchetta sui monti e chi commette
scelleratezze. [10]In te si hanno rapporti col
proprio padre, in te si giace con la donna in stato di
mestruazione. [11]Uno reca oltraggio alla donna
del prossimo, l'altro contamina con incesto la nuora,
altri viola la sorella, figlia del padre. [12]In
te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a
interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo
prossimo e di me ti dimentichi. Oracolo del Signore Dio.
[13]Ecco, io
batto le mani per le frodi che hai commesse e per il
sangue che è versato in mezzo a te. [14]Reggerà
il tuo cuore e saranno forti le mani per i giorni che io
ti preparo? Io, il Signore, l'ho detto e lo farò; [15]ti
disperderò fra le nazioni e ti disseminerò in paesi
stranieri; ti purificherò della tua immondezza, [16]poi
ti riprenderò in eredità davanti alle nazioni e tu
saprai che io sono il Signore".
[17]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [18]"Figlio
dell'uomo, gli Israeliti si son cambiati in scoria per
me; sono tutti rame, stagno, ferro e piombo dentro un
crogiuolo: sono scoria di argento. [19]Perciò
così dice il Signore: Poiché vi siete tutti cambiati in
scoria, io vi radunerò dentro Gerusalemme. [20]Come
si mette insieme argento, rame, ferro, piombo, stagno
dentro un crogiuolo e si soffia nel fuoco per fonderli,
così io, con ira e con sdegno, vi metterò tutti insieme
e vi farò fondere; [21]vi radunerò, contro di
voi soffierò nel fuoco del mio sdegno e vi fonderò in
mezzo alla città. [22]Come si fonde l'argento nel
crogiuolo, così sarete fusi in mezzo ad essa: saprete
che io, il Signore, ho riversato il mio sdegno contro di
voi".
[23]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [24]"Figlio
dell'uomo, dì a Gerusalemme: Tu sei una terra non
purificata, non lavata da pioggia in un giorno di
tempesta. [25]Dentro di essa i suoi prìncipi,
come un leone ruggente che sbrana la preda, divorano la
gente, s'impadroniscono di tesori e ricchezze,
moltiplicano le vedove in mezzo ad essa. [26]I
suoi sacerdoti violano la mia legge, profanano le cose
sante. Non fanno distinzione fra il sacro e il profano,
non insegnano a distinguere fra puro e impuro, non
osservano i miei sabati e io sono disonorato in mezzo a
loro. [27]I suoi capi in mezzo ad essa sono come
lupi che dilaniano la preda, versano il sangue, fanno
perire la gente per turpi guadagni. [28]I suoi
profeti hanno come intonacato tutti questi delitti con
false visioni e oracoli fallaci e vanno dicendo: Così
parla il Signore Dio, mentre invece il Signore non ha
parlato. [29]Gli abitanti della campagna
commettono violenze e si danno alla rapina, calpestano il
povero e il bisognoso, maltrattano il forestiero, contro
ogni diritto. [30]Io ho cercato fra loro un uomo
che costruisse un muro e si ergesse sulla breccia di
fronte a me, per difendere il paese perché io non lo
devastassi, ma non l'ho trovato. [31]Io rovescerò
su di essi il mio sdegno: li consumerò con il fuoco
della mia collera: la loro condotta farò ricadere sulle
loro teste". Oracolo del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
23
Storia simbolica di
Gerusalemme e di Samaria
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, vi erano due donne, figlie della stessa madre,
[3]le quali si erano prostituite in Egitto fin
dalla loro giovinezza, dove venne profanato il loro petto
e oppresso il loro seno verginale. [4]Esse si
chiamano Oolà la maggiore e Oolibà la più piccola, sua
sorella. L'una e l'altra divennero mie e partorirono
figli e figlie. Oolà è Samaria e Oolibà è
Gerusalemme. [5]Oolà mentre era mia si dimostrò
infedele: arse d'amore per i suoi spasimanti, gli Assiri
suoi vicini, [6]vestiti di porpora, prìncipi e
governatori, tutti giovani attraenti, cavalieri montati
su cavalli. [7]Concesse loro i suoi favori, al
fiore degli Assiri, e si contaminò con gli idoli di
coloro dei quali si era innamorata. [8]Non
rinunciò alle sue relazioni amorose con gli Egiziani, i
quali avevano abusato di lei nella sua giovinezza,
avevano profanato il suo seno verginale, sfogando su di
lei la loro libidine. [9]Per questo l'ho data in
mano ai suoi amanti, in mano agli Assiri, dei quali si
era innamorata. [10]Essi scoprirono la sua
nudità, presero i suoi figli e le sue figlie e la
uccisero di spada. Divenne così come un monito fra le
donne, per la condanna esemplare che essi avevano
eseguita su di lei.
[11]Sua sorella
Oolibà la vide e si corruppe più di lei nei suoi
amoreggiamenti; con le sue infedeltà superò la sorella.
[12]Spasimò per gli Assiri suoi vicini, prìncipi
e capi, vestiti di porpora, cavalieri montati su cavalli,
tutti giovani attraenti. [13]Io vidi che si era
contaminata e che tutt'e due seguivano la stessa via. [14]Ma
essa moltiplicò le prostituzioni. Vide uomini effigiati
su una parete, figure di Caldei, disegnati con il minio, [15]con
cinture ai fianchi, ampi turbanti in capo, dall'aspetto
di grandi capi, rappresentanti i figli di Babilonia,
originari di Caldea: [16]essa se ne innamorò non
appena li vide e inviò loro messaggeri in Caldea. [17]I
figli di Babilonia andarono da lei al letto degli amori e
la contaminarono con le loro fornicazioni ed essa si
contaminò con loro finché ne fu nauseata. [18]Poiché
aveva messo in pubblico le sue tresche e scoperto la sua
nudità, anch'io mi allontanai da lei come mi ero
allontanato dalla sorella. [19]Ma essa continuò a
moltiplicare prostituzioni, ricordando il tempo della sua
gioventù, quando si prostituiva in Egitto. [20]Arse
di libidine per quegli amanti lussuriosi come asini,
libidinosi come stalloni, [21]e così rinnovò
l'infamia della sua giovinezza, quando in Egitto veniva
profanato il suo petto, oppresso il suo seno verginale. [22]Per
questo, Oolibà, così dice il Signore Dio: Ecco, io
suscito contro di te gli amanti di cui mi sono disgustato
e li condurrò contro di te da ogni parte, [23]i
figli di Babilonia e di tutti i Caldei, quelli di Pekòd,
di Soa e di Koa e con loro tutti gli Assiri, tutti i
giovani attraenti, prìncipi e capi, tutti capitani e
cavalieri famosi; [24]verranno contro di te dal
settentrione con cocchi e carri e con una moltitudine di
popolo e si schiereranno contro di te da ogni parte con
scudi grandi e piccoli ed elmi. A loro ho rimesso il
giudizio e ti giudicheranno secondo le loro leggi. [25]Scatenerò
la mia gelosia contro di te e ti tratteranno con furore:
ti taglieranno il naso e gli orecchi e i superstiti
cadranno di spada; deporteranno i tuoi figli e le tue
figlie e ciò che rimarrà di te sarà preda del fuoco. [26]Ti
spoglieranno delle tue vesti e s'impadroniranno dei tuoi
gioielli. [27]Metterò fine alle tue scelleratezze
e alle tue prostituzioni commesse in Egitto: non alzerai
più gli occhi verso di loro, non ricorderai più
l'Egitto.
[28]Perché così
dice il Signore Dio: Ecco, io ti consegno in mano a
coloro che tu odii, in mano a coloro di cui sei nauseata.
[29]Ti tratteranno con odio e si impadroniranno di
tutti i tuoi beni, lasciandoti nuda e scoperta; sarà
svelata la turpitudine delle tue scelleratezze, la tua
libidine e la tua disonestà. [30]Così sarai
trattata perché tu mi hai tradito con le genti, perché
ti sei contaminata con i loro idoli. [31]Hai
seguito la via di tua sorella, la sua coppa porrò nelle
tue mani".
[32]Dice il
Signore Dio:
"Berrai la coppa di
tua sorella,
profonda e larga,
sarai oggetto di derisione e di scherno;
la coppa sarà di grande capacità.
[33]Tu sarai colma d'ubriachezza e d'affanno,
coppa di desolazione e di sterminio
era la coppa di tua sorella Samaria.
[34]Anche tu la berrai, la vuoterai, ne succhierai
i cocci,
ti lacererai il seno,
poiché io ho parlato". Parola del Signore.
[35]Perciò dice
il Signore Dio: "Poiché tu mi hai dimenticato e mi
hai voltato le spalle, sconterai dunque la tua disonestà
e le tue dissolutezze!".
[36]Il Signore mi
disse: "Figlio dell'uomo, non giudicherai tu Oolà e
Oolibà? Non mostrerai ad esse i loro abomini? [37]Sono
state adultere e le loro mani sono lorde di sangue, hanno
commesso adulterio con i loro idoli; perfino i figli che
mi avevano partorito, li hanno fatti passare per il fuoco
in loro pasto. [38]Ancor questo mi hanno fatto: in
quello stesso giorno hanno contaminato il mio santuario e
profanato i miei sabati; [39]dopo avere immolato i
loro figli ai loro idoli, sono venute in quel medesimo
giorno al mio santuario per profanarlo: ecco quello che
hanno fatto dentro la mia casa!
[40]Si rivolsero
anche a uomini di paesi lontani, invitandoli per mezzo di
messaggeri, ed essi giunsero. Per loro ti sei lavata, ti
sei dipinta gli occhi, ti sei adornata dei tuoi vestiti
preziosi, [41]ti sei stesa su un magnifico divano
davanti ad una tavola imbandita, su cui hai posto il mio
olio, i miei profumi. [42]Si udiva lo strepito di
una moltitudine festante di uomini venuti dal deserto, i
quali avevano messo braccialetti ai polsi e una corona di
gloria sul loro capo. [43]Io pensavo di costei,
abituata agli adultèri: Ora costoro si faranno complici
delle sue prostituzioni. [44]Infatti entrarono da
lei, come si entra da una prostituta: così entrarono da
Oolà e da Oolibà, donne di malaffare. [45]Ma
uomini retti le giudicheranno come si giudicano le
adultere e le assassine. Le loro mani sono lorde di
sangue".
[46]Dice infatti
il Signore Dio: "Si farà venire contro di loro una
folla ed esse saranno abbandonate alle malversazioni e al
saccheggio. [47]La folla le lapiderà e le farà a
pezzi con le spade; ne ucciderà i figli e le figlie e
darà alle fiamme le case. [48]Eliminerò così
un'infamia dalla terra e tutte le donne impareranno a non
commettere infamie simili. [49]Faranno ricadere la
vostra infamia su di voi e sconterete i vostri peccati di
idolatria: saprete così che io sono il Signore
Dio".
Ezechiele - Capitolo
24
Annunzio dell'assedio di
Gerusalemme
[1]Il dieci del
decimo mese, dell'anno nono, mi fu rivolta questa parola
del Signore: [2]"Figlio dell'uomo, metti per
iscritto la data di oggi, di questo giorno, perché
proprio oggi il re di Babilonia punta contro Gerusalemme.
[3]Proponi una parabola a questa genìa di ribelli
dicendo loro: Così dice il Signore Dio:
Metti su la pentola,
mettila e versavi acqua.
[4]Mettici dentro i pezzi di carne,
tutti i pezzi buoni, la coscia e la spalla,
e riempila di ossi scelti;
[5]prendi il meglio del gregge.
Mettici sotto la legna e falla bollire molto,
sì che si cuociano dentro anche gli ossi.
[6]Poiché dice il Signore Dio:
Guai alla città sanguinaria,
alla pentola arrugginita,
da cui non si stacca la ruggine!
Vuotala pezzo per pezzo, senza fare le parti,
[7]poiché il suo sangue è dentro,
lo ha versato sulla nuda roccia,
non l'ha sparso in terra per ricoprirlo di polvere.
[8]Per provocare la mia collera,
per farne vendetta,
ha posto il suo sangue
sulla nuda roccia, senza ricoprirlo.
[9]Perciò dice il Signore Dio:
Guai alla città sanguinaria!
Anch'io farò grande il rogo.
[10]Ammassa la legna,
fà divampare il fuoco,
fà consumare la carne,
riducila in poltiglia
e le ossa siano riarse.
[11]Vuota la pentola sulla brace,
perché si riscaldi
e il rame si arroventi;
si distrugga la sozzura che c'è dentro
e si consumi la sua ruggine.
[12]Quanta fatica!
Ma l'abbondante sua ruggine non si stacca,
non scompare da essa neppure con il fuoco.
[13]La tua
immondezza è esecrabile: ho cercato di purificarti, ma
tu non ti sei lasciata purificare. Perciò dalla tua
immondezza non sarai purificata finché non avrò sfogato
su di te la mia collera. [14]Io, il Signore, ho
parlato! Questo avverrà, lo compirò senza revoca; non
avrò né pietà, né compassione. Ti giudicherò secondo
la tua condotta e i tuoi misfatti". Oracolo del
Signore Dio.
Prove personali del
profeta
[15]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [16]"Figlio
dell'uomo ecco, io ti tolgo all'improvviso colei che è
la delizia dei tuoi occhi: ma tu non fare il lamento, non
piangere, non versare una lacrima. [17]Sospira in
silenzio e non fare il lutto dei morti: avvolgiti il capo
con il turbante, mettiti i sandali ai piedi, non ti
velare fino alla bocca, non mangiare il pane del
lutto".
[18]La mattina
avevo parlato al popolo e la sera mia moglie morì. La
mattina dopo feci come mi era stato comandato [19]e
la gente mi domandava: "Non vuoi spiegarci che cosa
significa quello che tu fai?". [20]Io
risposi: "Il Signore mi ha parlato: [21]Annunzia
agli Israeliti: Così dice il Signore Dio: Ecco, io
faccio profanare il mio santuario, orgoglio della vostra
forza, delizia dei vostri occhi e amore delle vostre
anime. I figli e le figlie che avete lasciato cadranno di
spada. [22]Voi farete come ho fatto io: non vi
velerete fino alla bocca, non mangerete il pane del
lutto. [23]Avrete i vostri turbanti in capo e i
sandali ai piedi: non farete il lamento e non piangerete:
ma vi consumerete per le vostre iniquità e gemerete
l'uno con l'altro. [24]Ezechiele sarà per voi un
segno: quando ciò avverrà, voi farete in tutto come ha
fatto lui e saprete che io sono il Signore. [25]Tu,
figlio dell'uomo, il giorno in cui toglierò loro la loro
fortezza, la gioia della loro gloria, l'amore dei loro
occhi, la brama delle loro anime, i loro figli e le loro
figlie, [26]allora verrà a te un profugo per
dartene notizia. [27]In quel giorno la tua bocca
si aprirà per parlare con il profugo, parlerai e non
sarai più muto e sarai per loro un segno: essi sapranno
che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
25
II. ORACOLI CONTRO LE
NAZIONI
Contro gli Ammoniti
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, rivolgiti agli Ammoniti e predici contro di
loro. [3]Annunzierai agli Ammoniti: Udite la
parola del Signore Dio. Dice il Signore Dio: Poiché tu
hai esclamato: Ah! Ah! riguardo al mio santuario poiché
è stato profanato, riguardo al paese di Israele perché
è stato devastato, e riguardo alla casa di Giuda perché
condotta in esilio, [4]per questo:
Ecco, io ti do in mano
ai figli d'oriente.
Metteranno in te i loro accampamenti,
e in mezzo a te pianteranno le loro tende:
mangeranno i tuoi frutti e berranno il tuo latte.
[5]Farò di Rabbà una stalla da cammelli
e delle città di Ammòn un ovile per pecore.
Allora saprete che io sono il Signore".
[6]Perché dice il Signore Dio:
"Siccome hai battuto le mani,
hai pestato i piedi in terra e hai gioito in cuor tuo
con pieno disprezzo per il paese d'Israele,
[7]per questo, eccomi:
Io stendo la mano su di te
e ti darò in preda alle genti;
ti sterminerò dai popoli
e ti cancellerò dal numero delle nazioni.
Ti annienterò e allora saprai che io sono il
Signore".
Contro Moab
[8]Dice il
Signore Dio:
"Poiché Moab e Seir hanno detto:
Ecco, la casa di Giuda è come tutti gli altri popoli,
[9]ebbene, io apro il fianco di Moab,
in tutto il suo territorio anniento le sue città,
decoro del paese,
Bet-Iesimòt, Baal-Meòn, Kiriatàim,
[10]e le do in possesso ai figli d'oriente,
come diedi loro gli Ammoniti,
perché non siano più ricordati fra i popoli.
[11]Così farò giustizia di Moab
e sapranno che io sono il Signore".
Contro Edom
[12]Dice il
Signore Dio: "Poiché Edom ha sfogato crudelmente la
sua vendetta contro la casa di Giuda e s'è reso
colpevole vendicandosi su di essa, [13]per questo,
così dice il Signore Dio:
Anch'io stenderò la
mano su Edom,
sterminerò in esso uomini e bestie
e lo ridurrò a un deserto.
Da Teman fino a Dedan cadranno di spada.
[14]La mia vendetta su Edom la compirò
per mezzo del mio popolo, Israele,
che tratterà Edom secondo la mia ira e il mio sdegno.
Si conoscerà così la mia vendetta".
Oracolo del Signore Dio.
Contro i Filistei
[15]Dice il
Signore Dio: "Poiché i Filistei si son vendicati
con animo pieno di odio e si son dati a sterminare, mossi
da antico rancore, [16]per questo, così dice il
Signore Dio:
Ecco, io stendo la mano
sui Filistei,
sterminerò i Cretei e annienterò
il resto degli abitanti sul mare.
[17]Farò su di loro terribili vendette,
castighi furiosi,
e sapranno che io sono il Signore,
quando eseguirò su di loro la vendetta".
Ezechiele - Capitolo
26
Contro Tiro
[1]Il primo
giorno del mese, dell'anno undecimo, mi fu rivolta questa
parola del Signore:
[2]"Figlio
dell'uomo, poiché Tiro ha detto di
Gerusalemme:
Ah, Ah! eccola infranta la porta delle nazioni;
verso di me essa si volge, la sua ricchezza è devastata.
[3]Ebbene, così dice il Signore Dio:
Eccomi contro di te, Tiro.
Manderò contro di te molti popoli,
come il mare solleva le onde,
[4]e distruggeranno le mura di Tiro,
e demoliranno le sue torri:
spazzerò via da essa anche la polvere
e la ridurrò a un arido scoglio.
[5]Essa diverrà, in mezzo al mare,
un luogo dove stendere le reti,
poiché io ho parlato - oracolo del Signore.
Essa sarà data in preda ai popoli
[6]e le sue figlie in piena campagna
saranno uccise di spada;
allora sapranno che io sono il Signore.
[7]Perché dice il Signore Dio:
Io mando da settentrione contro Tiro
Nabucodònosor re di Babilonia, il re dei re,
con cavalli, carri e cavalieri
e una folla, un popolo immenso.
[8]Le tue figlie, in terra ferma, ucciderà di
spada,
contro di te costruirà bastioni, alzerà terrapieni,
disporrà un tetto di scudi.
[9]Con gli arieti colpirà le tue mura,
demolirà le tue torri con i suoi ordigni.
[10]La moltitudine dei suoi cavalli sarà tale
che ti coprirà con la sua polvere,
per lo strepito dei cavalieri, delle ruote e dei carri
tremeranno le tue mura,
quando entrerà dalle tue porte
come si entra in una città espugnata.
[11]Con gli zoccoli dei suoi cavalli
calpesterà tutte le tue strade,
passerà il tuo popolo a fil di spada,
abbatterà le tue colonne protettrici.
[12]Saccheggeranno le tue ricchezze,
faran bottino delle tue mercanzie.
Abbatteranno le tue mura,
demoliranno i tuoi splendidi palazzi:
getteranno in mezzo al mare
le tue pietre, i tuoi legnami e la tua polvere.
[13]Farò cessare lo strepito delle tue canzoni
e non si udrà più il suono delle tue cetre.
[14]Ti renderò simile a un arido scoglio,
a un luogo dove stendere le reti;
tu non sarai più ricostruita,
poiché io, il Signore, ho parlato".
Oracolo del Signore Dio.
Lamento su Tiro
[15]Così dice a
Tiro il Signore Dio: "Al fragore della tua caduta,
al gemito dei feriti, quando la strage infierirà in
mezzo a te, le isole forse non tremeranno? [16]Tutti
i prìncipi del mare scenderanno dai loro troni,
deporranno i loro manti, si spoglieranno delle vesti
ricamate, si vestiranno a lutto e seduti per terra
tremeranno ad ogni istante, spaventati per te.
[17]Su di te
alzeranno un lamento e diranno:
Perché sei scomparsa
dai mari, città famosa,
potente sui mari?
Essa e i suoi abitanti,
che incutevano terrore
su tutta la terraferma.
[18]Ora le isole tremano,
nel giorno della tua caduta,
le isole del mare sono spaventate per la tua fine".
[19]Poiché dice
il Signore Dio: "Quando avrò fatto di te una città
deserta, come sono le città disabitate, e avrò fatto
salire su di te l'abisso e le grandi acque ti avranno
ricoperto, [20]allora ti farò scendere nella
fossa, verso le generazioni del passato, e ti farò
abitare nelle regioni sotterranee, in luoghi desolati da
secoli, con quelli che sono scesi nella fossa, perché tu
non sia più abitata: allora io darò splendore alla
terra dei viventi.
[21]Ti renderò
oggetto di spavento e più non sarai, ti si cercherà ma
né ora né mai sarai ritrovata". Oracolo del
Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
27
Secondo lamento sulla
caduta di Tiro
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Orsù, figlio
dell'uomo, intona un lamento su Tiro. [3]Dì a
Tiro, alla città situata all'approdo del mare, che
commercia con i popoli e con le molte isole:
Così dice il Signore
Dio:
Tiro, tu dicevi: Io sono una nave di perfetta bellezza.
[4]In mezzo ai mari è il tuo dominio.
I tuoi costruttori ti hanno reso bellissima:
[5]con cipressi del Senìr
hanno costruito tutte le tue fiancate,
hanno preso il cedro del Libano
per farti l'albero maestro;
[6]i tuoi remi li hanno fatti con le querce di
Basan;
il ponte te lo hanno fatto d'avorio,
intarsiato nel bòssolo delle isole di Chittim.
[7]Di lino ricamato d'Egitto
era la tua vela che ti servisse d'insegna;
di giacinto scarlatto delle isole di Elisà
era il tuo padiglione.
[8]Gli abitanti di Sidòne e d'Arvad erano i tuoi
rematori,
gli esperti di Semer erano in te, come tuoi piloti.
[9]Gli anziani di Biblos e i suoi esperti erano in
te
per riparare le tue falle.
Tutte le navi del mare e i loro marinai
erano in te per scambiare merci.
[10]Guerrieri di Persia, di Lud e di Put
erano nelle tue schiere,
appendevano in te lo scudo e l'elmo,
ti davano splendore.
[11]I figli di Arvad e il loro esercito
erano intorno alle tue mura
vigilando sui tuoi bastioni,
tutti appendevano intorno alle tue mura gli scudi,
coronando la tua bellezza.
[12]Tarsìs
commerciava con te, per le tue ricchezze d'ogni specie,
scambiando le tue merci con argento, ferro, stagno e
piombo. [13]Anche la Grecia, Tubal e Mesech
commerciavano con te e scambiavan le tue merci con
schiavi e oggetti di bronzo. [14]Quelli di
Togarmà ti fornivano in cambio cavalli da tiro, da corsa
e muli. [15]Gli abitanti di Dedan trafficavano con
te; il commercio delle molte isole era nelle tue mani: ti
davano in pagamento corni d'avorio ed ebano. [16]Aram
commerciava con te per la moltitudine dei tuoi prodotti e
pagava le tue merci con pietre preziose, porpora, ricami,
bisso, coralli e rubini. [17]Con te commerciavano
Giuda e il paese d'Israele. Ti davano in cambio grano di
Minnìt, profumo, miele, olio e balsamo. [18]Damasco
trafficava con te per i tuoi numerosi prodotti, per i
tuoi beni di ogni specie scambiando vino di Chelbòn e
lana di Zacar. [19]Vedàn e Iavàn da Uzàl ti
rifornivano ferro lavorato, cassia e canna aromatica in
cambio dei tuoi prodotti. [20]Dedan trafficava con
te in coperte di cavalli. [21]L'Arabia e tutti i
prìncipi di Kedàr mercanteggiavano con te: trafficavano
con te agnelli, montoni e capri. [22]I mercanti di
Saba e di Raemà trafficavano con te, scambiando le tue
merci con i più squisiti aromi, con ogni sorta di pietre
preziose e con oro.
[23]Carran,
Cannè, Eden, i mercanti di Saba, Assur, Kilmàd
commerciavano con te. [24]Scambiavano con te vesti
di lusso, mantelli di porpora e di broccato, tappeti
tessuti a vari colori, funi ritorte e robuste, sul tuo
mercato. [25]Le navi di Tarsìs viaggiavano,
portando le tue mercanzie.
Così divenisti ricca e
gloriosa
in mezzo ai mari.
[26]In alto mare ti condussero i tuoi rematori,
ma il vento d'oriente ti ha travolto
in mezzo ai mari.
[27]Le tue ricchezze, i tuoi beni e il tuo
traffico,
i tuoi marinai e i tuoi piloti,
i riparatori delle tue avarie
i trafficanti delle tue merci,
tutti i guerrieri che sono in te
e tutta la turba che è in mezzo a te
piomberanno nel fondo dei mari,
il giorno della tua caduta.
[28]All'udire il grido dei tuoi nocchieri
tremeranno le spiagge.
[29]Scenderanno dalle loro navi
quanti maneggiano il remo:
i marinai, e tutti i piloti del mare
resteranno a terra.
[30]Faranno sentire il lamento su di te
e grideranno amaramente,
si getteranno sulla testa la polvere,
si rotoleranno nella cenere;
[31]si raderanno i capelli per te
e vestiranno di sacco;
per te piangeranno nell'amarezza dell'anima
con amaro cordoglio.
[32]Nel loro pianto intoneranno su di te un
lamento,
su di te comporranno elegie:
Chi era come Tiro, ora distrutta in mezzo al mare?
[33]Quando dai mari uscivano le tue mercanzie,
saziavi tanti popoli;
con l'abbondanza delle tue ricchezze
e del tuo commercio
arricchivi i re della terra.
[34]Ora tu giaci travolta dai flutti
nelle profondità delle acque:
il tuo carico e tutto il tuo equipaggio
sono affondati con te.
[35]Tutti gli abitanti delle isole
sono rimasti spaventati per te
e i loro re, colpiti dal terrore,
hanno il viso sconvolto.
[36]I mercanti dei popoli fischiano su di te,
tu sei divenuta oggetto di spavento,
finita per sempre".
Ezechiele - Capitolo
28
Contro il re di Tiro
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, parla al principe di Tiro: Dice il Signore
Dio:
Poiché il tuo cuore si
è insuperbito e hai detto:
Io sono un dio,
siedo su un seggio divino in mezzo ai mari,
mentre tu sei un uomo e non un dio,
hai uguagliato la tua mente a quella di Dio,
[3]ecco, tu sei più saggio di Daniele,
nessun segreto ti è nascosto.
[4]Con la tua saggezza e il tuo accorgimento
hai creato la tua potenza
e ammassato oro e argento nei tuoi scrigni;
[5]con la tua grande accortezza e i tuoi traffici
hai accresciuto le tue ricchezze
e per le tue ricchezze si è inorgoglito il tuo cuore.
[6]Perciò così dice il Signore Dio:
Poiché hai uguagliato la tua mente a quella di Dio,
[7]ecco, io manderò contro di te
i più feroci popoli stranieri;
snuderanno le spade contro la tua bella saggezza,
profaneranno il tuo splendore.
[8]Ti precipiteranno nella fossa e morirai
della morte degli uccisi in mezzo ai mari.
[9]Ripeterai ancora: "Io sono un dio",
di fronte ai tuo uccisori?
Ma sei un uomo e non un dio
in balìa di chi ti uccide.
[10]Della morte dei non circoncisi morirai
per mano di stranieri, perché io l'ho detto".
Oracolo del Signore Dio.
La caduta del re di Tiro
[11]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [12]"Figlio
dell'uomo, intona un lamento sul principe di Tiro e
digli: Così dice il Signore Dio:
Tu eri un modello di
perfezione,
pieno di sapienza,
perfetto in bellezza;
[13]in Eden, giardino di Dio,
tu eri coperto d'ogni pietra preziosa:
rubini, topazi, diamanti, crisòliti, ònici
e diaspri, zaffìri, carbonchi e smeraldi;
e d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue
legature,
preparato nel giorno in cui fosti creato.
[14]Eri come un cherubino ad ali spiegate a
difesa;
io ti posi sul monte santo di Dio
e camminavi in mezzo a pietre di fuoco.
[15]Perfetto tu eri nella tua condotta,
da quando sei stato creato,
finché fu trovata in te l'iniquità.
[16]Crescendo i tuoi commerci
ti sei riempito di violenza e di peccati;
io ti ho scacciato dal monte di Dio
e ti ho fatto perire, cherubino protettore,
in mezzo alle pietre di fuoco.
[17]Il tuo cuore si era inorgoglito per la tua
bellezza,
la tua saggezza si era corrotta
a causa del tuo splendore:
ti ho gettato a terra
e ti ho posto davanti ai re che ti vedano.
[18]Con la gravità dei tuoi delitti,
con la disonestà del tuo commercio
hai profanato i tuoi santuari;
perciò in mezzo a te ho fatto sprigionare un fuoco
per divorarti.
Ti ho ridotto in cenere sulla terra
sotto gli occhi di quanti ti guardano.
[19]Quanti fra i popoli ti hanno conosciuto
sono rimasti attoniti per te,
sei divenuto oggetto di terrore, finito per sempre".
Contro Sidone
[20]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [21]"Figlio
dell'uomo, volgiti verso Sidòne e profetizza contro di
essa: [22]Annunziale: Dice il Signore Dio:
Eccomi contro di te,
Sidòne,
e mostrerò la mia gloria in mezzo a te.
Si saprà che io sono il Signore
quando farò giustizia di te
e manifesterò la mia santità.
[23]Manderò contro di essa la peste
e il sangue scorrerà per le sue vie:
cadranno in essa i trafitti di spada
e questa da ogni parte graverà;
e sapranno che io sono il Signore.
Israele liberato dalle
nazioni
[24]Non ci sarà
più per gli Israeliti un aculeo pungente, una spina
dolorosa tra tutti i suoi vicini che la disprezzano:
sapranno che io sono il Signore".
[25]Così dice il
Signore Dio; "Quando avrò radunato gli Israeliti di
mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi, io
manifesterò in essi la mia santità davanti alle genti:
abiteranno il paese che diedi al mio servo Giacobbe, [26]vi
abiteranno tranquilli, costruiranno case e pianteranno
vigne; vi abiteranno tranquilli, quando avrò eseguito i
miei giudizi su tutti coloro che intorno li disprezzano:
e sapranno che io sono il Signore loro Dio".
Ezechiele - Capitolo
29
Contro l'Egitto
[1]Il dodici del
decimo mese, anno decimo, mi fu rivolta questa parola del
Signore: [2]"Figlio dell'uomo, rivolgiti
contro il faraone re d'Egitto e profetizza contro di lui
e contro tutto l'Egitto. [3]Parla dunque dicendo:
Così dice il Signore Dio:
Eccomi contro di te,
faraone re d'Egitto;
grande coccodrillo, sdraiato in mezzo al fiume,
hai detto: Il fiume è mio, è mia creatura.
[4]Metterò ganci alle tue mascelle
e farò sì che i pesci dei tuoi fiumi
ti si attacchino alle squame
e ti farò uscire dalle tue acque
insieme con tutti i pesci dei tuoi fiumi
attaccati alle squame;
[5]getterò nel deserto te
e tutti i pesci dei tuoi fiumi
e andrai a cadere in mezzo alla campagna
e non sarai né raccolto né sepolto:
ti darò in pasto alle bestie selvatiche
e agli uccelli del cielo.
[6]Tutti gli abitanti dell'Egitto
sapranno che io sono il Signore,
poiché tu sei stato un sostegno di canna
per gli Israeliti.
[7]Quando questi ti vollero afferrare
ti rompesti lacerando loro tutta la spalla
e quando si appoggiarono a te, ti spezzasti
facendo vacillare loro tutti i fianchi".
[8]Perciò dice
il Signore Dio: "Ecco, io manderò contro di te una
spada ed eliminerò da te uomini e bestie. [9]L'Egitto
diventerà un luogo desolato e deserto e sapranno che io
sono il Signore. Perché egli ha detto: Il fiume è mio,
è mia creatura. [10]Ebbene eccomi contro di te e
contro il tuo fiume. Io farò dell'Egitto, da Migdòl ad
Assuan, fino alla frontiera d'Etiopia, una terra deserta
e desolata. [11]Piede d'uomo o d'animale non vi
transiterà e rimarrà deserto per quarant'anni. [12]Ridurrò
l'Egitto una terra desolata fra le terre assolate e le
sue città saranno distrutte, rimarranno una desolazione
per quarant'anni e disperderò gli Egiziani fra le genti
e li disseminerò fra altre regioni".
[13]Perché dice
il Signore Dio: "Al termine dei quarant'anni io
radunerò gli Egiziani dai popoli in mezzo ai quali li
avevo dispersi: [14]muterò la loro sorte e li
ricondurrò nel paese di Patròs, nella loro terra
d'origine, e lì formeranno un piccolo regno; [15]sarà
il più modesto fra gli altri regni e non si ergerà più
sugli altri popoli: li renderò piccoli e non domineranno
più le altre nazioni. [16]Non costituiranno più
una speranza per gli Israeliti, anzi ricorderanno loro
l'iniquità di quando si rivolgevano ad essi: sapranno
allora che io sono il Signore Dio".
[17]Ora, il primo
giorno del primo mese dell'anno ventisettesimo, mi fu
rivolta questa parola del Signore: [18]"Figlio
dell'uomo, Nabucodònosor re di Babilonia ha fatto
compiere al suo esercito una grave impresa contro Tiro:
ogni testa è diventata calva e ogni spalla è piagata,
ma il re e il suo esercito non hanno ricevuto da Tiro il
compenso per l'impresa compiuta contro di essa. [19]Perciò
così dice il Signore Dio: Ecco, io consegno a
Nabucodònosor re di Babilonia il territorio d'Egitto;
porterà via le sue ricchezze, si impadronirà delle sue
spoglie, lo saccheggerà; questa sarà la mercede per il
suo esercito. [20]Per l'impresa compiuta contro
Tiro io gli consegno l'Egitto, poiché l'ha compiuta per
me. Oracolo del Signore Dio.
[21]In quel
giorno io farò spuntare un potente per la casa d'Israele
e a te farò aprire la bocca in mezzo a loro: sapranno
che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
30
Il giorno del Signore
contro l'Egitto
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, predici dicendo: Dice il Signore Dio:
Gemete: Ah, quel giorno!
[3]Perché il giorno è vicino,
vicino è il giorno del Signore,
giorno di nubi sarà il giorno delle nazioni.
[4]La spada verrà sull'Egitto
e ci sarà l'angoscia in Etiopia,
quando cadranno in Egitto i trafitti,
le sue ricchezze saranno asportate
e le sue fondamenta disfatte.
[5]Etiopia, Put e Lud e stranieri d'ogni specie
e Cub e i figli del paese dell'alleanza
cadranno con loro di spada. [6]Dice il Signore:
Cadranno gli alleati dell'Egitto
e sarà abbattuto l'orgoglio della sua forza:
da Migdòl fino ad Assuan cadranno di spada.
Parola del Signore Dio.
[7]Sarà un deserto fra terre devastate
e le sue città fra città desolate.
[8]Sapranno che io sono il Signore
quando darò fuoco all'Egitto
e tutti i suoi sostenitori saranno schiacciati.
[9]In quel giorno
partiranno da me messaggeri su navi a spargere il terrore
in Etiopia che si crede sicura, e in essa vi sarà
spavento nel giorno dell'Egitto, poiché ecco gia
viene". [10]Così dice il Signore Dio:
"Farò cessare il tumultuare dell'Egitto per mezzo
di Nabucodònosor re di Babilonia. [11]Egli e il
suo popolo, il più violento dei popoli, saranno inviati
a devastare il paese e sguaineranno la loro spada contro
l'Egitto e riempiranno il terreno di cadaveri. [12]Farò
seccare i fiumi e darò il paese in mano a genti barbare,
devasterò il territorio e ciò che contiene, per mezzo
di stranieri: io, il Signore, l'ho detto".
[13]Dice il
Signore Dio: "Distruggerò gli idoli
e farò sparire gli dei da Menfi.
Non ci sarà più principe nel paese d'Egitto,
vi spanderò il terrore,
[14]devasterò Patròs,
darò fuoco a Tanis,
farò giustizia su Tebe.
[15]Scatenerò
l'ira su Sin, la roccaforte d'Egitto, sterminerò la
moltitudine di Tebe. [16]Metterò a fuoco
l'Egitto: Sin si torcerà dal dolore, Tebe sarà
squassata, Menfi sarà smantellata dai nemici in pieno
giorno. [17]I giovani di Eliòpoli e di Bubàste
cadranno di spada e queste città andranno in schiavitù.
[18]In Tafni si oscurerà il giorno, quando vi
spezzerò i gioghi imposti dall'Egitto e verrà meno in
lei l'orgoglio della sua potenza; una nube la coprirà e
le sue figlie saranno condotte schiave. [19]Farò
giustizia dell'Egitto e si saprà che io sono il
Signore".
[20]Al settimo
giorno del primo mese dell'undecimo anno, mi fu rivolta
questa parola del Signore: [21]"Figlio
dell'uomo, ho spezzato il braccio del faraone re
d'Egitto; egli non è stato curato con medicamenti né
fasciato con bende per fargli riprender forza e
maneggiare la spada". [22]Perciò dice il
Signore Dio: "Eccomi contro il faraone re d'Egitto:
gli spezzerò il braccio ancora valido e gli farò cadere
la spada di mano. [23]Disperderò gli Egiziani fra
le genti e li disperderò in altre regioni. [24]Invece
rafforzerò le braccia del re di Babilonia e nella sua
mano porrò la mia spada: spezzerò le braccia del
faraone che gemerà davanti a lui come geme uno ferito a
morte. [25]Fortificherò le braccia del re di
Babilonia, mentre le braccia del faraone cadranno. Si
saprà che io sono il Signore, quando porrò la mia spada
nella mano del re di Babilonia ed egli la stenderà sulla
terra d'Egitto. [26]Disperderò gli Egiziani fra
le genti e li disperderò in altre regioni: si saprà che
io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
31
Il cedro
[1]Il primo
giorno del terzo mese dell'undecimo anno, mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, dì al faraone re d'Egitto e alla moltitudine
dei suoi sudditi:
A chi credi di essere
simile nella tua grandezza?
[3]Ecco, l'Assiria era un cedro del Libano,
bello di rami e folto di fronde, alto di tronco;
fra le nubi era la sua cima.
[4]Le acque lo avevano nutrito,
l'abisso lo aveva fatto innalzare
inviando i suoi fiumi
attorno al suolo dov'era piantato
e mandando i suoi ruscelli
anche a tutti gli alberi dei campi.
[5]Per questo aveva superato in altezza
tutti gli alberi dei campi:
i suoi rami si erano moltiplicati,
le sue fronde si erano distese
per l'abbondanza delle acque, durante la sua crescita.
[6]Fra i suoi rami fecero il nido
tutti gli uccelli del cielo,
sotto le sue fronde partorirono
tutte le bestie selvatiche,
alla sua ombra sedettero
tutte le grandi nazioni.
[7]Era bello nella sua altezza
e nell'ampiezza dei suoi rami,
poiché la sua radice era presso grandi acque.
[8]I cedri non l'uguagliavano
nel giardino di Dio,
i cipressi non gli assomigliavano con le loro fronde,
i platani non erano neppure
come uno dei suoi rami:
nessun albero nel giardino di Dio
lo pareggiava in magnificenza.
[9]Bello lo aveva fatto
nella moltitudine dei suoi rami,
perciò lo invidiavano tutti gli alberi dell'Eden
nel giardino di Dio".
[10]Perciò dice
il Signore Dio: "Poiché si era elevato in altezza e
aveva messo la cima fra le nubi e il suo cuore si era
inorgoglito per la sua grandezza, [11]io lo diedi
in balìa di un principe di popoli; lo rigettai a causa
della sua empietà. [12]Popoli stranieri, fra i
più barbari, lo tagliarono e lo distesero sui monti. Per
ogni valle caddero i suoi rami e su ogni pendice della
terra furono spezzate le sue fronde. Tutti i popoli del
paese si allontanarono dalla sua ombra e lo
abbandonarono.
[13]Sui suoi
resti si posano
tutti gli uccelli del cielo
e fra i suoi rami
ogni bestia selvatica,
[14]perché
nessun albero irrigato dalle acque si esalti nella sua
altezza ed elevi la cima fra le nubi, né per la propria
altezza confidi in sé nessun albero che beve le acque.
Poichè
tutti sono destinati
alla morte,
alla regione sotterranea,
in mezzo ai figli dell'uomo,
fra coloro che scendono nella fossa".
[15]Così dice il
Signore Dio: "Quando scese negli inferi io feci far
lutto: coprii per lui l'abisso, arrestai i suoi fiumi e
le grandi acque si fermarono; per lui feci vestire il
Libano a lutto e tutti gli alberi del campo si seccarono
per lui. [16]Al rumore della sua caduta feci
tremare le nazioni, quando lo feci scendere negli inferi
con quelli che scendono nella fossa. Si consolarono nella
regione sotterranea tutti gli alberi dell'Eden, la parte
più scelta e più bella del Libano, tutti quelli
abbeverati dalle acque. [17]Anch'essi con lui
erano scesi negli inferi fra i trafitti di spada, quelli
che in mezzo alle nazioni erano il suo braccio e
dimoravano alla sua ombra.
[18]A chi credi
di essere simile per gloria e per grandezza fra gli
alberi dell'Eden? Anche tu sarai precipitato insieme con
gli alberi dell'Eden nella regione sotterranea; giacerai
fra i non circoncisi insieme con i trafitti di spada.
Tale sarà il faraone e tutta la sua moltitudine".
Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
32
Il coccodrillo
[1]Il primo
giorno del dodicesimo mese dell'anno decimosecondo, mi fu
rivolta questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, intona un lamento sul faraone re d'Egitto
dicendo:
Leone fra le genti eri
considerato;
ma eri come un coccodrillo nelle acque,
erompevi nei tuoi fiumi
e agitavi le acque con le tue zampe,
intorbidandone i corsi".
[3]Dice il Signore Dio:
"Tenderò contro di te la mia rete
con una grande assemblea di popoli
e ti tireranno su con la mia rete.
[4]Ti getterò sulla terraferma
e ti abbandonerò al suolo.
Farò posare su di te tutti gli uccelli del cielo
e sazierò di te tutte le bestie della terra.
[5]Spargerò per i monti la tua carne
e riempirò le valli della tua carogna.
[6]Farò bere alla terra il tuo scolo,
il tuo sangue, fino ai monti,
e i burroni saranno pieni di te.
[7]Quando cadrai estinto, coprirò il cielo
e oscurerò le sue stelle,
velerò il sole di nubi e la luna non brillerà.
[8]Oscurerò tutti gli astri del cielo su di te
e stenderò sulla tua terra le tenebre.
Parola del Signore Dio.
[9]Sgomenterò il
cuore di molti popoli, quando farò giungere la notizia
della tua rovina alle genti, in regioni a te sconosciute.
[10]Per te farò stupire molti popoli e tremeranno
i loro re a causa tua, quando sguainerò la spada davanti
a loro. Ognuno tremerà ad ogni istante per la sua vita,
nel giorno della tua rovina". [11]Poiché
dice il Signore Dio: "La spada del re di Babilonia
ti raggiungerà.
[12]Abbatterò la
tua moltitudine con la spada dei prodi,
dei popoli più feroci;
abbatteranno l'orgoglio dell'Egitto
e tutta la sua moltitudine sarà sterminata.
[13]Farò perire tutto il suo bestiame
sulle rive delle grandi acque,
che non saranno più turbate da piede d'uomo,
né unghia d'animale le intorbiderà.
[14]Allora farò ritornare tranquille le loro
acque
e farò scorrere i loro canali come olio.
Parola del Signore Dio.
[15]Quando avrò fatto dell'Egitto una terra
desolata,
tutta priva di quanto contiene,
quando avrò percosso tutti i suoi abitanti,
allora si saprà che io sono il Signore.
[16]Questo è un
lamento e lo si canterà. Lo canteranno le figlie delle
genti, lo canteranno sull'Egitto e su tutta la sua
moltitudine". Oracolo del Signore Dio.
Discesa del faraone
nello Sheol
[17]Ai quindici
del primo mese, dell'anno decimosecondo, mi fu rivolta
questa parola del Signore: [18]"Figlio
dell'uomo, intona un canto funebre sugli abitanti
dell'Egitto. Falli scendere insieme con le figlie di
nazioni potenti, nella regione sotterranea, con quelli
che scendono nella fossa.
[19]Di chi tu sei
più bello?
Scendi e giaci con i non circoncisi.
[20]Cadranno fra
gli uccisi di spada; la spada è gia consegnata. Colpite
a morte l'Egitto e tutta la sua gente. [21]I più
potenti eroi si rivolgeranno a lui e ai suoi ausiliari e
dagli inferi diranno: Vieni, giaci con i non circoncisi,
con i trafitti di spada. [22]Là è Assur e tutta
la sua gente, intorno al suo sepolcro, uccisi, tutti
trafitti di spada; [23]poiché le loro sepolture
sono poste nel fondo della fossa e la sua gente è
intorno alla sua tomba: uccisi, tutti, trafitti di spada,
essi che seminavano il terrore nella terra dei viventi.
[24]Là è Elam e
tutto il suo esercito, intorno al suo sepolcro. Uccisi,
tutti, trafitti di spada, scesi non circoncisi nella
regione sotterranea, essi che seminavano il terrore nella
terra dei viventi. Ora portano la loro ignominia con
quelli che scendono nella fossa. [25]In mezzo ai
trafitti posero il suo giaciglio e tutta la sua gente
intorno al suo sepolcro, tutti non circoncisi, trafitti
di spada; perché avevano sparso il terrore nella terra
dei viventi, portano la loro ignominia con quelli che
scendono nella fossa; sono stati collocati in mezzo ai
trafitti di spada.
[26]Là è
Mesech, Tubal e tutta la sua gente, intorno al suo
sepolcro: tutti non circoncisi, trafitti di spada,
perché incutevano il terrore nella terra dei viventi. [27]Non
giaceranno al fianco degli eroi caduti da secoli, che
scesero negli inferi con le armi di guerra, con le spade
disposte sotto il loro capo e con gli scudi sulle loro
ossa, perché tali eroi erano un terrore nella terra dei
viventi. [28]Così tu giacerai fra i non
circoncisi e con i trafitti di spada.
[29]Là è Edom,
i suoi re e tutti i suoi prìncipi che, nonostante il
loro valore, sono posti con i trafitti di spada:
giacciono con i non circoncisi e con quelli che scendono
nella fossa. [30]Là sono tutti i prìncipi del
settentrione, tutti quelli di Sidòne, che scesero con i
trafitti, nonostante il terrore sparso dalla loro
potenza; giacciono i non circoncisi con i trafitti di
spada e portano la loro ignominia con quelli che scendono
nella fossa.
[31]Il faraone li
vedrà e si consolerà alla vista di tutta questa
moltitudine; il faraone e tutto il suo esercito saranno
trafitti di spada. Oracolo del Signore Dio. [32]Perchè
aveva sparso il terrore nella terra dei viventi, ecco
giace in mezzo ai non circoncisi, con i trafitti di
spada, egli il faraone e tutta la sua moltitudine".
Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
33
III. DURANTE E DOPO
L'ASSEDIO DI GERUSALEMME
Il profeta come
sentinella
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, parla ai figli del tuo popolo e dì loro: Se
mando la spada contro un paese e il popolo di quella
terra prende un uomo del suo territorio e lo pone quale
sentinella, [3]e questa, vedendo sopraggiungere la
spada sul paese, suona la tromba e dà l'allarme al
popolo: [4]se colui che ben sente il suono della
tromba non ci bada e la spada giunge e lo sorprende, egli
dovrà a se stesso la propria rovina. [5]Aveva
udito il suono della tromba, ma non ci ha badato: sarà
responsabile della sua rovina; se ci avesse badato, si
sarebbe salvato. [6]Se invece la sentinella vede
giunger la spada e non suona la tromba e il popolo non è
avvertito e la spada giunge e sorprende qualcuno, questi
sarà sorpreso per la sua iniquità: ma della sua morte
domanderò conto alla sentinella. [7]O figlio
dell'uomo, io ti ho costituito sentinella per gli
Israeliti; ascolterai una parola dalla mia bocca e tu li
avvertirai da parte mia. [8]Se io dico all'empio:
Empio tu morirai, e tu non parli per distoglier l'empio
dalla sua condotta, egli, l'empio, morirà per la sua
iniquità; ma della sua morte chiederò conto a te.
[9]Ma se tu avrai
ammonito l'empio della sua condotta perché si converta
ed egli non si converte, egli morirà per la sua
iniquità. Tu invece sarai salvo.
Conversione e
perversione
[10]Tu, figlio
dell'uomo, annunzia agli Israeliti: Voi dite: I nostri
delitti e i nostri peccati sono sopra di noi e in essi
noi ci consumiamo! In che modo potremo vivere? [11]Dì
loro: Com'è vero ch'io vivo - oracolo del Signore Dio -
io non godo della morte dell'empio, ma che l'empio
desista dalla sua condotta e viva. Convertitevi dalla
vostra condotta perversa! Perché volete perire, o
Israeliti?
[12]Figlio
dell'uomo, dì ancora ai figli del tuo popolo: La
giustizia del giusto non lo salva se pecca, e l'empio non
cade per la sua iniquità se desiste dall'iniquità, come
il giusto non potrà vivere per la sua giustizia se
pecca. [13]Se io dico al giusto: Vivrai, ed egli,
confidando sulla sua giustizia commette l'iniquità,
nessuna delle sue azioni buone sarà più ricordata e
morirà nella malvagità che egli ha commesso. [14]Se
dico all'empio: Morirai, ed egli desiste dalla sua
iniquità e compie ciò che è retto e giusto, [15]rende
il pegno, restituisce ciò che ha rubato, osserva le
leggi della vita, senza commettere il male, egli vivrà e
non morirà; [16]nessuno dei peccati che ha
commessi sarà più ricordato: egli ha praticato ciò che
è retto e giusto e certamente vivrà.
[17]Eppure, i
figli del tuo popolo vanno dicendo: Il modo di agire del
Signore non è retto. E' invece il loro modo di agire che
non è retto! [18]Se il giusto desiste dalla
giustizia e fa il male, per questo certo morirà. [19]Se
l'empio desiste dall'empietà e compie ciò che è retto
e giusto, per questo vivrà. [20]Voi andate
dicendo: Non è retto il modo di agire del Signore.
Giudicherò ciascuno di voi secondo il suo modo di agire,
Israeliti".
La presa della città
[21]Il cinque del
decimo mese dell'anno decimosecondo della nostra
deportazione arrivò da me un fuggiasco da Gerusalemme
per dirmi: La città è presa. [22]La sera prima
dell'arrivo del fuggiasco, la mano del Signore fu su di
me e al mattino, quando il fuggiasco giunse, il Signore
mi aprì la bocca. La mia bocca dunque si aprì e io non
fui più muto.
La devastazione del
paese
[23]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [24]"Figlio
dell'uomo, gli abitanti di quelle rovine, nel paese
d'Israele, vanno dicendo: Abramo era uno solo ed ebbe in
possesso il paese e noi siamo molti: a noi dunque è
stato dato in possesso il paese!
[25]Perciò dirai
loro: Così dice il Signore Dio: Voi mangiate la carne
con il sangue, sollevate gli occhi ai vostri idoli,
versate il sangue, e vorreste avere in possesso il paese?
[26]Voi vi appoggiate sulle vostre spade, compite
cose nefande, ognuno di voi disonora la donna del suo
prossimo e vorreste avere in possesso il paese? [27]Annunzierai
loro: Dice il Signore Dio: Com'è vero ch'io vivo, quelli
che stanno fra le rovine periranno di spada; darò in
pasto alle belve quelli che sono per la campagna e quelli
che sono nelle fortezze e dentro le caverne moriranno di
peste. [28]Ridurrò il paese ad una solitudine e a
un deserto e l'orgoglio della sua forza cesserà. I monti
d'Israele saranno devastati, non ci passerà più
nessuno. [29]Sapranno che io sono il Signore
quando farò del loro paese una solitudine e un deserto,
a causa di tutti gli abomini che hanno commessi.
Risultati della
predicazione
[30]Figlio
dell'uomo, i figli del tuo popolo parlano di te lungo le
mura e sulle porte delle case e si dicono l'un l'altro:
Andiamo a sentire qual è la parola che viene dal
Signore. [31]In folla vengono da te, si mettono a
sedere davanti a te e ascoltano le tue parole, ma poi non
le mettono in pratica, perché si compiacciono di parole,
mentre il loro cuore va dietro al guadagno. [32]Ecco,
tu sei per loro come una canzone d'amore: bella è la
voce e piacevole l'accompagnamento musicale. Essi
ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica. [33]Ma
quando ciò avverrà ed ecco avviene, sapranno che c'è
un profeta in mezzo a loro".
Ezechiele - Capitolo
34
I pastori di Israele
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, profetizza contro i pastori d'Israele, predici
e riferisci ai pastori: Dice il Signore Dio: Guai ai
pastori d'Israele, che pascono se stessi! I pastori non
dovrebbero forse pascere il gregge? [3]Vi nutrite
di latte, vi rivestite di lana, ammazzate le pecore più
grasse, ma non pascolate il gregge. [4]Non avete
reso la forza alle pecore deboli, non avete curato le
inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete
riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle
smarrite, ma le avete guidate con crudeltà e violenza. [5]Per
colpa del pastore si sono disperse e son preda di tutte
le bestie selvatiche: sono sbandate. [6]Vanno
errando tutte le mie pecore in tutto il paese e nessuno
va in cerca di loro e se ne cura. [7]Perciò,
pastori, ascoltate la parola del Signore: [8]Com'è
vero ch'io vivo, - parla il Signore Dio - poiché il mio
gregge è diventato una preda e le mie pecore il pasto
d'ogni bestia selvatica per colpa del pastore e poiché i
miei pastori non sono andati in cerca del mio gregge -
hanno pasciuto se stessi senza aver cura del mio gregge -
[9]udite quindi, pastori, la parola del Signore: [10]Dice
il Signore Dio: Eccomi contro i pastori: chiederò loro
conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il
mio gregge, così i pastori non pasceranno più se
stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non
saranno più il loro pasto. [11]Perché dice il
Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne
avrò cura. [12]Come un pastore passa in rassegna
il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore
che erano state disperse, così io passerò in rassegna
le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano
disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. [13]Le
ritirerò dai popoli e le radunerò da tutte le regioni.
Le ricondurrò nella loro terra e le farò pascolare sui
monti d'Israele, nelle valli e in tutte le praterie della
regione. [14]Le condurrò in ottime pasture e il
loro ovile sarà sui monti alti d'Israele; là
riposeranno in un buon ovile e avranno rigogliosi pascoli
sui monti d'Israele. [15]Io stesso condurrò le
mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del
Signore Dio. [16]Andrò in cerca della pecora
perduta e ricondurrò all'ovile quella smarrita; fascerò
quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della
grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
[17]A te, mio
gregge, dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra
pecora e pecora, fra montoni e capri. [18]Non vi
basta pascolare in buone pasture, volete calpestare con i
piedi il resto della vostra pastura; non vi basta bere
acqua chiara, volete intorbidare con i piedi quella che
resta. [19]Le mie pecore devono brucare ciò che i
vostri piedi hanno calpestato e bere ciò che i vostri
piedi hanno intorbidato. [20]Perciò dice il
Signore Dio a loro riguardo: Ecco, io giudicherò fra
pecora grassa e pecora magra. [21]Poiché voi
avete spinto con il fianco e con le spalle e cozzato con
le corna le più deboli fino a cacciarle e disperderle, [22]io
salverò le mie pecore e non saranno più oggetto di
preda: farò giustizia fra pecora e pecora.
[23]Susciterò
per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo.
Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore; [24]io,
il Signore, sarò il loro Dio e Davide mio servo sarà
principe in mezzo a loro: io, il Signore, ho parlato. [25]Stringerò
con esse un'alleanza di pace e farò sparire dal paese le
bestie nocive, cosicché potranno dimorare tranquille
anche nel deserto e riposare nelle selve.
[26]Farò di loro
e delle regioni attorno al mio colle una benedizione:
manderò la pioggia a tempo opportuno e sarà pioggia di
benedizione. [27]Gli alberi del campo daranno i
loro frutti e la terra i suoi prodotti; essi abiteranno
in piena sicurezza nella loro terra. Sapranno che io sono
il Signore, quando avrò spezzato le spranghe del loro
giogo e li avrò liberati dalle mani di coloro che li
tiranneggiano. [28]Non saranno più preda delle
genti, né li divoreranno le fiere selvatiche, ma saranno
al sicuro e nessuno li spaventerà.
[29]Farò
germogliare per loro una florida vegetazione; non saranno
più consumati dalla fame nel paese e non soffriranno
più il disprezzo delle genti. [30]Sapranno che
io, il Signore, sono il loro Dio e loro, la gente
d'Israele, sono il mio popolo. Parola del Signore Dio.
[31]Voi, mie
pecore, siete il gregge del mio pascolo e io sono il
vostro Dio". Oracolo del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
35
Contro i monti di Edom
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, volgiti verso il monte Seir e profetizza
contro di esso. [3]Annunzierai: Dice il Signore
Dio:
Eccomi a te, monte Seir,
anche su di te stenderò il mio braccio
e farò di te una solitudine, un luogo desolato.
[4]Ridurrò le tue città in macerie,
e tu diventerai un deserto;
così saprai che io sono il Signore.
[5]Tu hai
mantenuto un odio secolare contro gli Israeliti e li hai
consegnati alla spada nel giorno della loro sventura,
quando ho posto fine alla loro iniquità; [6]per
questo, com'è vero ch'io vivo - dice il Signore Dio - ti
abbandonerò al sangue e il sangue ti perseguiterà; tu
hai odiato il sangue e il sangue ti perseguiterà. [7]Farò
del monte Seir una solitudine e un deserto e vi
eliminerò chiunque su di esso va e viene. [8]Riempirò
di cadaveri i tuoi monti; sulle tue alture, per le tue
pendici, in tutte le tue valli cadranno i trafitti di
spada. [9]In solitudine perenne ti ridurrò e le
tue città non saranno più abitate: saprete che io sono
il Signore. [10]Poiché hai detto: Questi due
popoli, questi due territori saranno miei, noi li
possiederemo, anche se là è il Signore. [11]Per
questo, com'è vero ch'io vivo - oracolo del Signore Dio
- io agirò secondo quell'ira e quel furore che tu hai
dimostrato nell'odio contro di loro e mi rivelerò in
mezzo a loro quando farò giustizia di te: [12]saprai
allora che io sono il Signore. Ho udito tutti gli insulti
che tu hai proferiti contro i monti d'Israele: Sono
deserti; son dati a noi perché vi pascoliamo. [13]Contro
di me avete fatto discorsi insolenti, contro di me avete
moltiplicato le parole: ho udito tutto. [14]Così
dice il Signore Dio: Poiché tutto il paese ha gioito,
farò di te una solitudine: [15]poiché tu hai
gioito per l'eredità della casa d'Israele che era
devastata, così io tratterò te: sarai ridotto a una
solitudine, o monte Seir, e tu Edom, tutto intero; si
saprà che io sono il Signore".
Ezechiele - Capitolo
36
Oracolo sui monti di
Israele
[1]"Ora,
figlio dell'uomo, profetizza ai monti d'Israele e dì:
Monti d'Israele, udite la parola del Signore. [2]Così
dice il Signore Dio: Poiché il nemico ha detto di voi:
Ah! Ah! I colli eterni son diventati il nostro possesso, [3]ebbene,
profetizza e annunzia: Dice il Signore Dio: Poiché siete
stati devastati e perseguitati dai vicini per renderci
possesso delle altre nazioni e poiché siete stati fatti
oggetto di maldicenza e d'insulto della gente, [4]ebbene,
monti d'Israele, udite la parola del Signore Dio: Dice il
Signore Dio ai monti, alle colline, alle pendici e alle
valli, alle rovine desolate e alle città deserte che
furono preda e scherno dei popoli vicini: [5]ebbene,
così dice il Signore Dio: Sì, con gelosia ardente io
parlo contro gli altri popoli e contro tutto Edom, che
con la gioia del cuore, con il disprezzo dell'anima,
hanno fatto del mio paese il loro possesso per
saccheggiarlo. [6]Per questo profetizza al paese
d'Israele e annunzia ai monti, alle colline, alle pendici
e alle valli: Dice il Signore Dio: Ecco, io parlo con
gelosia e con furore: Poiché voi avete portato
l'obbrobrio delle genti, [7]ebbene, dice il
Signore Dio, io alzo la mano e giuro: anche le genti che
vi stanno d'intorno subiranno il loro vituperio.
[8]E voi, monti
d'Israele, mettete rami e producete frutti per il mio
popolo d'Israele perché sta per tornare. [9]Ecco
infatti a voi, a voi io mi volgo; sarete ancora lavorati
e sarete seminati. [10]Moltiplicherò sopra di voi
gli uomini, tutta la gente d'Israele, e le città saranno
ripopolate e le rovine ricostruite.
[11]Moltiplicherò
su di voi gli uomini e gli armenti e cresceranno e
saranno fecondi: farò sì che siate popolati come prima
e vi elargirò i miei benefici più che per il passato e
saprete che io sono il Signore.
[12]Ricondurrò
su di voi degli uomini, il mio popolo Israele: essi vi
possederanno e sarete la loro eredità e non li priverete
più dei loro figli.
[13]Così parla
il Signore Dio: Poiché si va dicendo di te: Tu divori
gli uomini, tu hai privato di figli il tuo popolo, [14]ebbene,
tu non divorerai più gli uomini, non priverai più di
figli la nazione. Oracolo del Signore Dio. [15]Non
ti farò più sentire gli insulti delle nazioni e non ti
farò più subire lo scherno dei popoli; non priverai
più di figli la tua gente". Parola del Signore Dio.
[16]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [17]"Figlio
dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava il suo
paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue
azioni. Come l'impurità di una donna nel suo tempo è
stata la loro condotta davanti a me. [18]Perciò
ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che
avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali
l'avevano contaminato. [19]Li ho dispersi fra le
genti e sono stati dispersi in altri territori: li ho
giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni. [20]Giunsero
fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio
nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il
popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal
suo paese. [21]Ma io ho avuto riguardo del mio
nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le
genti presso le quali sono andati. [22]Annunzia
alla casa d'Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco
non per riguardo a voi, gente d'Israele, ma per amore del
mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti
presso le quali siete andati. [23]Santificherò il
mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da
voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono
il Signore - parola del Signore Dio - quando mostrerò la
mia santità in voi davanti ai loro occhi. [24]Vi
prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi
condurrò sul vostro suolo. [25]Vi aspergerò con
acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da
tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; [26]vi
darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito
nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un
cuore di carne. [27]Porrò il mio spirito dentro
di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi
farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. [28]Abiterete
nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il
mio popolo e io sarò il vostro Dio. [29]Vi
libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il
grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la
carestia. [30]Moltiplicherò i frutti degli alberi
e il prodotto dei campi, perché non soffriate più la
vergogna della fame fra le genti. [31]Vi
ricorderete della vostra cattiva condotta e delle vostre
azioni che non erano buone e proverete disgusto di voi
stessi per le vostre iniquità e le vostre nefandezze. [32]Non
per riguardo a voi, io agisco - dice il Signore Dio -
sappiatelo bene. Vergognatevi e arrossite della vostra
condotta, o Israeliti". [33]Così dice il
Signore Dio: "Quando vi avrò purificati da tutte le
vostre iniquità, vi farò riabitare le vostre città e
le vostre rovine saranno ricostruite. [34]Quella
terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva
un deserto, sarà ricoltivata [35]e si dirà: La
terra, che era desolata, è diventata ora come il
giardino dell'Eden, le città rovinate, desolate e
sconvolte, ora sono fortificate e abitate. [36]I
popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io,
il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e
ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore,
l'ho detto e lo farò".
[37]Dice il
Signore Dio: "Permetterò ancora che la gente
d'Israele mi preghi di intervenire in suo favore. Io
moltiplicherò gli uomini come greggi, [38]come
greggi consacrati, come un gregge di Gerusalemme nelle
sue solennità. Allora le città rovinate saran ripiene
di greggi di uomini e sapranno che io sono il
Signore".
Ezechiele - Capitolo
37
Le ossa aride
[1]La mano del
Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in
spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; [2]mi
fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano
in grandissima quantità sulla distesa della valle e
tutte inaridite. [3]Mi disse: "Figlio
dell'uomo, potranno queste ossa rivivere?". Io
risposi: "Signore Dio, tu lo sai". [4]Egli
mi replicò: "Profetizza su queste ossa e annunzia
loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. [5]Dice
il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in
voi lo spirito e rivivrete. [6]Metterò su di voi
i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi
stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e
rivivrete: Saprete che io sono il Signore". [7]Io
profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io
profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le
ossa, che si accostavano l'uno all'altro, ciascuno al suo
corrispondente. [8]Guardai ed ecco sopra di esse i
nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non
c'era spirito in loro. [9]Egli aggiunse:
"Profetizza allo spirito, profetizza figlio
dell'uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio:
Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi
morti, perché rivivano". [10]Io profetizzai
come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e
ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un
esercito grande, sterminato.
[11]Mi disse:
"Figlio dell'uomo, queste ossa sono tutta la gente
d'Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono
inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo
perduti. [12]Perciò profetizza e annunzia loro:
Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi
risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi
riconduco nel paese d'Israele. [13]Riconoscerete
che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e
vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio. [14]Farò
entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò
riposare nel vostro paese; saprete che io sono il
Signore. L'ho detto e lo farò". Oracolo del Signore
Dio.
Giuda e Israele in un
solo regno
[15]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [16]"Figlio
dell'uomo, prendi un legno e scrivici sopra: Giuda e gli
Israeliti uniti a lui, poi prendi un altro legno e
scrivici sopra: Giuseppe, legno di Efraim e tutta la casa
d'Israele unita a lui, [17]e accostali l'uno
all'altro in modo da fare un legno solo, che formino una
cosa sola nella tua mano. [18]Quando i figli del
tuo popolo ti diranno: Ci vuoi spiegare che significa
questo per te?, [19]tu dirai loro: Dice il Signore
Dio: Ecco, io prendo il legno di Giuseppe, che è in mano
àEfraim e le tribù d'Israele unite a lui, e lo metto
sul legno di Giuda per farne un legno solo; diventeranno
una cosa sola in mano mia.
[20]Tieni in mano
sotto i loro occhi i legni sui quali hai scritto e [21]dì
loro: Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò gli
Israeliti dalle genti fra le quali sono andati e li
radunerò da ogni parte e li ricondurrò nel loro paese: [22]farò
di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti
d'Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non
saranno più due popoli, né più saranno divisi in due
regni. [23]Non si contamineranno più con i loro
idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità;
li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno
peccato; li purificherò e saranno il mio popolo e io
sarò il loro Dio. [24]Il mio servo Davide sarà
su di loro e non vi sarà che un unico pastore per tutti;
seguiranno i miei comandamenti, osserveranno le mie leggi
e le metteranno in pratica. [25]Abiteranno nella
terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra
su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro
figli e i figli dei loro figli, attraverso i secoli;
Davide mio servo sarà loro re per sempre. [26]Farò
con loro un'alleanza di pace, che sarà con loro
un'alleanza eterna. Li stabilirò e li moltiplicherò e
porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. [27]In
mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed
essi saranno il mio popolo. [28]Le genti sapranno
che io sono il Signore che santifico Israele quando il
mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre".
Ezechiele - Capitolo
38
Contro Gog, re di Magog
[1]Mi fu rivolta
questa parola del Signore: [2]"Figlio
dell'uomo, volgiti verso Gog nel paese di Magòg,
principe capo di Mesech e Tubal, e profetizza contro di
lui.
Annunzierai: [3]Dice
il Signore Dio: Eccomi contro di te Gog, principe capo di
Mesech e Tubal, [4]io ti aggirerò, ti metterò
ganci alle mascelle e ti farò uscire con tutto il tuo
esercito, cavalli e cavalieri tutti ben equipaggiati,
truppa immensa con scudi grandi e piccoli, e tutti muniti
di spada. [5]La Persia, l'Etiopia e Put sono con
loro, tutti con scudi ed elmi. [6]Gomer e tutte le
sue schiere, la gente di Togarmà, le estreme regioni del
settentrione e tutte le loro forze, popoli numerosi sono
con te.
[7]Stà pronto,
fà i preparativi insieme con tutta la moltitudine che si
è radunata intorno a te: sii a mia disposizione. [8]Dopo
molto tempo ti sarà dato l'ordine: sul finire degli anni
tu andrai contro una nazione che è sfuggita alla spada,
che in mezzo a molti popoli si è radunata sui monti
d'Israele, rimasti lungamente deserti. Essa rimpatriò
dalle genti e tutti abitano tranquilli. [9]Tu vi
salirai, vi giungerai come un uragano: sarai come un
nembo che avvolge la terra, tu con tutte le tue schiere e
con i popoli numerosi che sono con te. [10]Dice il
Signore Dio: In quel giorno ti verranno in mente dei
pensieri e concepirai progetti malvagi. [11]Tu
dirai: Andrò contro una terra indifesa, assalirò genti
tranquille che si tengono sicure, che abitano tutte in
luoghi senza mura, che non hanno né sbarre né porte, [12]per
depredare, saccheggiare, metter la mano su rovine ora
ripopolate e sopra un popolo che si è riunito dalle
nazioni, dedito agli armenti e ai propri affari, che
abita al centro della terra.
[13]Saba, Dedan,
i commercianti di Tarsis e tutti i suoi leoncelli ti
domanderanno: Vieni per saccheggiare? Hai radunato la tua
gente per venir a depredare e portar via argento e oro,
per rapire armenti e averi e per fare grosso bottino? [14]Perciò
predici, figlio dell'uomo, e annunzia a Gog: Così dice
il Signore Dio: In quel giorno, quando il mio popolo
Israele dimorerà del tutto sicuro, tu ti leverai, [15]verrai
dalla tua dimora, dagli estremi confini del settentrione,
tu e i popoli numerosi che sono con te, tutti su cavalli,
una turba grande, un esercito potente. [16]Verrai
contro il mio popolo Israele, come un nembo per coprire
la terra. Sul finire dei giorni io ti manderò sulla mia
terra perché le genti mi conoscano quando per mezzo tuo,
o Gog, manifesterò la mia santità davanti ai loro
occhi. [17]Così dice il Signore Dio: Non sei tu
quegli di cui parlai nei tempi antichi per mezzo dei miei
servi, i profeti d'Israele, i quali, in quei tempi e per
molti anni, profetizzarono che io ti avrei mandato contro
di loro? [18]Ma, quando Gog giungerà nel paese
d'Israele - parola del Signore Dio - divamperà la mia
collera. [19]Nella mia gelosia e nel mio furore
ardente io vi dichiaro: In quel giorno ci sarà un gran
terremoto nel paese di Israele: [20]davanti a me
tremeranno i pesci del mare, gli uccelli del cielo, gli
animali selvatici, tutti i rettili che strisciano sul
terreno e ogni uomo che è sulla terra: i monti
franeranno, le rocce cadranno e ogni muro rovinerà al
suolo.
[21]Contro di
lui, per tutti i monti d'Israele, chiamerò la spada.
Parola del Signore Dio. La spada di ognuno di essi sarà
contro il proprio fratello. [22]Farò giustizia di
lui con la peste e con il sangue: farò piovere su di lui
e le sue schiere, sopra i popoli numerosi che sono con
lui, torrenti di pioggia e grandine, fuoco e zolfo. [23]Io
mostrerò la mia potenza e la mia santità e mi rivelerò
davanti a genti numerose e sapranno che io sono il
Signore".
Ezechiele - Capitolo
39
[1]"E tu,
figlio dell'uomo, profetizza contro Gog e annunzia: Così
dice il Signore Dio: Eccomi contro di te, Gog, principe
capo di Mesech e di Tubal. [2]Io ti sospingerò e
ti condurrò e dagli estremi confini del settentrione ti
farò salire e ti condurrò sui monti d'Israele. [3]Spezzerò
l'arco nella tua mano sinistra e farò cadere le frecce
dalla tua mano destra. [4]Tu cadrai sui monti
d'Israele con tutte le tue schiere e i popoli che sono
con te: ti ho destinato in pasto agli uccelli rapaci
d'ogni specie e alle bestie selvatiche. [5]Tu
sarai abbattuto in aperta campagna, perché io l'ho
detto. Oracolo del Signore Dio.
[6]Manderò un
fuoco su Magòg e sopra quelli che abitano tranquilli le
isole: sapranno che io sono il Signore. [7]Farò
conoscere il mio nome santo in mezzo al mio popolo
Israele, e non permetterò che il mio santo nome sia
profanato; le genti sapranno che io sono il Signore,
santo in Israele. [8]Ecco, questo avviene e si
compie - parola del Signore Dio -: è questo il giorno di
cui ho parlato. [9]Gli abitanti delle città
d'Israele usciranno e per accendere il fuoco bruceranno
armi, scudi grandi e piccoli e archi e frecce e mazze e
giavellotti e con quelle alimenteranno il fuoco per sette
anni. [10]Non andranno a prendere la legna nei
campi e neppure a tagliarla nei boschi perché faranno il
fuoco con le armi: spoglieranno coloro che li avevano
spogliati e deprederanno coloro che li avevano
saccheggiati. Parola del Signore Dio.
[11]In quel
giorno assegnerò a Gog come sepolcro un luogo famoso in
Israele, la valle di Abarìm, a oriente del mare: essa
chiude il passo ai viandanti. Lì sarà sepolto Gog e
tutta la sua moltitudine e quel luogo si chiamerà Valle
della moltitudine di Gog. [12]La casa di Israele
darà loro sepoltura per sette mesi per purificare il
paese. [13]Lì seppellirà tutto il popolo del
paese e sarà per loro glorioso il giorno in cui
manifesterò la mia gloria. Parola del Signore Dio. [14]Saranno
scelti uomini che percorreranno di continuo il paese per
seppellire con l'aiuto dei viandanti quelli che son
rimasti a fior di terra, per renderla pura; cominceranno
le ricerche alla fine del settimo mese. [15]Quando
percorrendo il paese vedranno ossa umane, vi porranno un
segnale, finché i becchini non le seppelliscano nella
valle della moltitudine di Gog: [16]Hamonà sarà
chiamata la città. Così purificheranno il paese. [17]A
te, figlio dell'uomo, dice il Signore Dio: Annunzia agli
uccelli d'ogni specie e a tutte le bestie selvatiche:
Radunatevi, venite; raccoglietevi da ogni parte sul
sacrificio che offro a voi, sacrificio grande, sui monti
d'Israele. Mangerete carne e berrete sangue; [18]mangerete
carne d'eroi, berrete sangue di prìncipi del paese:
montoni, agnelli, capri e tori grassi di Basàn, tutti. [19]Mangerete
grasso a sazietà e berrete fino all'ebbrezza il sangue
del sacrificio che preparo per voi. [20]Alla mia
tavola vi sazierete di cavalli e cavalieri, di eroi e di
guerrieri d'ogni razza. Parola del Signore Dio.
Conclusione
[21]Fra le genti
manifesterò la mia gloria e tutte le genti vedranno la
giustizia che avrò fatta e la mano che avrò posta su di
voi. [22]La casa d'Israele da quel giorno in poi
saprà che io, il Signore, sono il loro Dio. [23]Le
genti sapranno che la casa d'Israele per la sua iniquità
era stata condotta in schiavitù, perché si era
ribellata a me e io avevo nascosto loro il mio volto e li
avevo dati in mano ai loro nemici, perché tutti
cadessero di spada. [24]Secondo le loro nefandezze
e i loro peccati io li trattai e nascosi loro la faccia.
[25]Perciò così
dice il Signore Dio: Ora io ristabilirò la sorte di
Giacobbe, avrò compassione di tutta la casa d'Israele e
sarò geloso del mio santo nome. [26]Quando essi
abiteranno nella loro terra tranquilli, senza che alcuno
li spaventi, si vergogneranno di tutte le ribellioni che
hanno commesse contro di me.
[27]Quando io li
avrò ricondotti dalle genti e li avrò radunati dalle
terre dei loro nemici e avrò mostrato in loro la mia
santità, davanti a numerosi popoli, [28]allora
sapranno che io, il Signore, sono il loro Dio, poiché
dopo averli condotti in schiavitù fra le genti, li ho
radunati nel loro paese e non ne ho lasciato fuori
neppure uno. [29]Allora non nasconderò più loro
il mio volto, perché diffonderò il mio spirito sulla
casa d'Israele". Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
40
IV. LA "TORAH"
DI EZECHIELE
Il tempio futuro
[1]Al principio
dell'anno venticinquesimo della nostra deportazione, il
dieci del mese, quattordici anni da quando era stata
presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del
Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là. [2]In
visione divina mi condusse nella terra d'Israele e mi
pose sopra un monte altissimo sul quale sembrava
costruita una città, dal lato di mezzogiorno. [3]Egli
mi condusse là: ed ecco un uomo, il cui aspetto era come
di bronzo, in piedi sulla porta, con una cordicella di
lino in mano e una canna per misurare. [4]Quell'uomo
mi disse: "Figlio dell'uomo: osserva e ascolta
attentamente e fà attenzione a quanto io sto per
mostrarti, perché tu sei stato condotto qui perché io
te lo mostri e tu manifesti alla casa d'Israele quello
che avrai visto".
Il muro esterno
[5]Ed ecco il
tempio era tutto recinto da un muro. La canna per
misurare che l'uomo teneva in mano era di sei cubiti,
d'un cubito e un palmo ciascuno. Egli misurò lo spessore
del muro: era una canna, e l'altezza una canna.
Il portico orientale
[6]Poi andò alla
porta che guarda a oriente, salì i gradini e misurò la
soglia della porta; era una canna di larghezza. [7]Ogni
stanza misurava una canna di lunghezza e una di
larghezza, da una stanza all'altra vi erano cinque
cubiti: anche la soglia del portico dal lato dell'atrio
della porta stessa, verso l'interno, era di una canna. [8]Misurò
l'atrio della porta: era di otto cubiti; [9]i
pilastri di due cubiti. L'atrio della porta era verso
l'interno.
[10]Le stanze
della porta a oriente erano tre da una parte e tre
dall'altra, tutt'e tre della stessa grandezza, come di
una stessa misura erano i pilastri da una parte e
dall'altra. [11]Misurò la larghezza dell'apertura
del portico: era di dieci cubiti; l'ampiezza della porta
era di tredici cubiti. [12]Davanti alle stanze vi
era un parapetto di un cubito, da un lato e dall'altro;
ogni stanza misurava sei cubiti per lato. [13]Misurò
poi il portico dal tetto di una stanza al suo opposto; la
larghezza era di venticinque cubiti; da un'apertura
all'altra; [14]i pilastri li calcolò alti
sessanta cubiti, dai pilastri cominciava il cortile che
circondava la porta. [15]Dalla facciata della
porta d'ingresso alla facciata dell'atrio della porta
interna vi era uno spazio di cinquanta cubiti. [16]Le
stanze e i pilastri avevano finestre con grate verso
l'interno, intorno alla porta, come anche vi erano
finestre intorno che davano sull'interno dell'atrio. Sui
pilastri erano disegnate palme.
Il cortile esterno
[17]Poi mi
condusse nel cortile esterno e vidi delle stanze e un
lastricato costruito intorno al cortile; trenta erano le
stanze lungo il lastricato. [18]Il lastricato si
estendeva ai lati delle porte per una estensione uguale
alla larghezza delle porte stesse: era il lastricato
inferiore. [19]Misurò lo spazio dalla facciata
della porta inferiore da oriente a settentrione alla
facciata della porta interna, erano cento cubiti.
Il portico
settentrionale
[20]Poi misurò
la lunghezza e la larghezza della porta che guarda a
settentrione e conduce al cortile esterno. [21]Le
sue stanze, tre da una parte e tre dall'altra, i
pilastri, l'atrio avevano le stesse dimensioni della
prima porta: cinquanta cubiti di lunghezza per
venticinque di larghezza. [22]Le finestre, l'atrio
e le palme avevano le stesse dimensioni di quelle della
porta che guarda a oriente. Vi si accedeva per sette
scalini: l'atrio era davanti. [23]Di fronte al
portico di settentrione vi era la porta, come di fronte a
quello di oriente; misurò la distanza fra portico e
portico: vi erano cento cubiti.
Il portico meridionale
[24]Mi condusse
poi verso mezzogiorno: ecco un portico rivolto a
mezzogiorno. Ne misurò i pilastri e l'atrio; avevano le
stesse dimensioni. [25]Intorno al portico, come
intorno all'atrio, vi erano finestre uguali alle altre
finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per
venticinque di larghezza. [26]Vi si accedeva per
sette gradini: il vestibolo stava verso l'interno. Sui
pilastri, da una parte e dall'altra, vi erano ornamenti
di palme. [27]Il cortile interno aveva un portico
verso mezzogiorno; egli misurò la distanza fra porta e
porta in direzione del mezzogiorno; erano cento cubiti.
Atrio interno. Portico
meridionale
[28]Allora mi
introdusse nell'atrio interno, per il portico
meridionale, e misurò questo portico; aveva le stesse
dimensioni. [29]Le stanze, i pilastri e l'atrio
avevano le medesime misure. Intorno al portico, come
intorno all'atrio, vi erano finestre. Esso misurava
cinquanta cubiti di lunghezza per venticinque di
larghezza.
[30]Intorno vi
erano vestiboli di venticinque cubiti di lunghezza per
cinque di larghezza.
[31]Il suo
vestibolo era rivolto verso l'atrio esterno; sui pilastri
c'erano ornamenti di palme; i gradini per i quali si
accedeva erano otto.
Il portico orientale
[32]Poi mi
condusse al portico dell'atrio interno che guarda a
oriente e lo misurò: aveva le solite dimensioni. [33]Le
stanze, i pilastri e l'atrio avevano le stesse
dimensioni. Intorno al portico, come intorno all'atrio,
vi erano finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di
lunghezza per venticinque di larghezza. [34]Il suo
vestibolo dava sull'atrio esterno: sui pilastri, da una
parte e dall'altra vi erano ornamenti di palme: i gradini
per i quali si accedeva erano otto. Il portico
settentrionale [35]Poi mi condusse al portico
settentrionale e lo misurò: aveva le solite dimensioni, [36]come
le stanze, i pilastri e l'atrio. Intorno vi erano
finestre. Esso misurava cinquanta cubiti di lunghezza per
venticinque di larghezza. [37]Il suo vestibolo
dava sull'atrio esterno; sui pilastri, da una parte e
dall'altra, c'erano ornamenti di palme: i gradini per cui
vi si accedeva erano otto.
Annessi ai portici
[38]C'era anche
una stanza con la porta vicino ai pilastri dei portici;
là venivano lavati gli olocausti. [39]Nell'atrio
del portico vi erano due tavole da una parte e due
dall'altra, sulle quali venivano sgozzati gli olocausti e
i sacrifici espiatori e di riparazione. [40]Altre
due tavole erano sul lato esterno, a settentrione di chi
entra nel portico, e due tavole all'altro lato presso
l'atrio del portico. [41]Così a ciascun lato del
portico c'erano quattro tavole da una parte e quattro
tavole dall'altra: otto tavole in tutto. Su di esse si
sgozzavano le vittime. [42]C'erano poi altre
quattro tavole di pietre squadrate, per gli olocausti,
lunghe un cubito e mezzo, larghe un cubito e mezzo e alte
un cubito: su di esse venivano deposti gli strumenti con
i quali si immolavano gli olocausti e gli altri
sacrifici. [43]Uncini d'un palmo erano attaccati
all'interno tutt'intorno; sulle tavole si mettevano le
carni delle offerte.
[44]Fuori del
portico interno, nell'atrio interno, vi erano due stanze:
quella accanto al portico settentrionale guardava a
mezzogiorno, l'altra accanto al portico meridionale
guardava a settentrione. [45]Egli mi disse:
"La stanza che guarda a mezzogiorno è per i
sacerdoti che hanno cura del tempio, [46]mentre la
stanza che guarda a settentrione è per i sacerdoti che
hanno cura dell'altare: sono essi i figli di Zadòk che,
tra i figli di Levi, si avvicinano al Signore per il suo
servizio".
L'atrio interno
[47]Misurò
quindi l'atrio: era un quadrato di cento cubiti di
larghezza per cento di lunghezza. L'altare era di fronte
al tempio.
Il tempio: l'ulam o
atrio
[48]Mi condusse
poi nell'atrio del tempio e ne misurò i pilastri: erano
ognuno cinque cubiti da una parte e cinque cubiti
dall'altra; la larghezza del portico: tre cubiti da una
parte e tre cubiti dall'altra. [49]La lunghezza
del vestibolo era di venti cubiti e la larghezza di
dodici cubiti. Vi si accedeva per mezzo di dieci gradini;
accanto ai pilastri c'erano due colonne, una da una parte
e una dall'altra.
Ezechiele - Capitolo
41
L'ekal o il
"santo" (santuario)
[1]M'introdusse
poi nel santuario e misurò i pilastri: erano larghi sei
cubiti da una parte e sei cubiti dall'altra. [2]La
porta era larga dieci cubiti e i lati della porta cinque
cubiti da una parte e cinque cubiti dall'altra. Misurò
quindi il santuario: era lungo quaranta cubiti e largo
venti.
Il debir o il
"santo dei santi"
[3]Andò poi
nell'interno e misurò i pilastri della porta, due
cubiti, e la porta, sei cubiti; la larghezza della porta,
sette cubiti. [4]Ne misurò ancora la lunghezza,
venti cubiti e la larghezza, davanti al santuario, venti
cubiti, poi mi disse: "Questo è il Santo dei
santi".
Le celle laterali
[5]Misurò poi il
muro del tempio, sei cubiti; poi la larghezza
dell'edificio laterale, quattro cubiti, intorno al
tempio. [6]Le celle laterali erano una sull'altra,
trenta per tre piani. Per le celle all'intorno, c'erano,
nel muro del tempio, rientranze in modo che fossero
collegate fra di loro, ma non collegate al muro del
tempio. [7]Salendo da un piano all'altro
l'ampiezza delle celle aumentava, perciò la costruzione
era più larga verso l'alto. Dal piano inferiore si
poteva salire al piano di mezzo e da questo a quello più
alto. [8]Io vidi intorno al tempio una elevazione.
I fondamenti dell'edificio laterale erano di una canna
intera di sei cubiti. [9]La larghezza del muro
esterno dell'edificio laterale era di cinque cubiti, come
quella dello spazio rimanente. Fra l'edificio laterale
del tempio [10]e le stanze c'era una larghezza di
venti cubiti intorno al tempio. [11]Le porte
dell'edificio laterale rimanevano sullo spazio libero;
una porta dava a settentrione e una a mezzogiorno. Lo
spazio libero era cinque cubiti tutt'intorno.
L'"edificio"
occidentale
[12]La
costruzione che era di fronte allo spazio libero sul lato
d'occidente, aveva settanta cubiti di larghezza; il muro
della costruzione era tutt'intorno dello spessore di
cinque cubiti; la sua lunghezza di novanta cubiti.
[13]Poi misurò
il tempio: lunghezza cento cubiti; lo spazio libero,
edificio e sue mura, anch'essi cento cubiti. [14]La
larghezza della facciata del tempio con lo spazio libero,
cento cubiti. [15]Misurò ancora la larghezza
dell'edificio di fronte allo spazio libero nella parte
retrostante, con le gallerie di qua e di là: era cento
cubiti.
Ornamentazione interna
L'interno del santuario,
il suo vestibolo, [16]gli stipiti, le finestre a
grate e le gallerie attorno a tutti e tre, a cominciare
dalla soglia, erano rivestiti di tavole di legno,
tutt'intorno, dal pavimento fino alle finestre, che erano
velate. [17]Dalla porta, dentro e fuori del tempio
e su tutte le pareti interne ed esterne erano dipinti [18]cherubini
e palme. Fra cherubino e cherubino c'era una palma; ogni
cherubino aveva due aspetti: [19]aspetto d'uomo
verso una palma e aspetto di leone verso l'altra palma,
effigiati intorno a tutto il tempio. [20]Da terra
fino sopra la porta erano disposti cherubini e palme
sulle pareti del santuario.
[21]Gli stipiti
del santuario erano quadrangolari.
L'altare di legno
Davanti al Santo dei
santi c'era come [22]un altare di legno, alto tre
cubiti, due cubiti di lunghezza e due di larghezza. Gli
angoli, la base e i lati erano di legno. Mi disse:
"Questa è la tavola che sta davanti al
Signore".
[23]Il santuario
e il Santo dei santi avevano due porte ciascuno. [24]Ogni
porta aveva due battenti e ogni battente si ripiegava in
due pezzi: due per un battente e due per l'altro. [25]Sulle
porte erano dipinti cherubini e palme come sulle pareti:
un portale di legno era sulla facciata dell'atrio
all'esterno. [26]Finestre e grate e palme erano da
tutt'e due le parti, ai lati del vestibolo, alle celle
annesse al tempio e agli architravi.
Ezechiele - Capitolo
42
Adiacenze del tempio
[1]Allora mi fece
uscire nell'atrio esterno dal lato settentrionale e mi
condusse all'appartamento che sta di fronte allo spazio
libero prospicente l'edificio verso settentrione. [2]Nella
facciata aveva una lunghezza di cento cubiti, verso
settentrione, e cinquanta cubiti di larghezza. [3]Di
fronte ai venti cubiti dell'atrio interno e di fronte al
lastricato esterno, vi era un porticato davanti a un
altro porticato a tre piani; [4]davanti alle
stanze c'era un corridoio di dieci cubiti di larghezza
per cento di lunghezza: le porte delle stanze guardavano
a settentrione. [5]Le stanze superiori erano più
strette delle inferiori e intermedie, perché i porticati
occupavano parte dello spazio. [6]Erano a tre
piani, ma non avevano colonne come quelle degli altri, e
perciò le stanze superiori erano più strette rispetto a
quelle intermedie e a quelle inferiori. [7]Il muro
esterno parallelo alle stanze, dal lato del corridoio
esterno, aveva, davanti alle stanze, una lunghezza di
cinquanta cubiti. [8]Infatti la lunghezza delle
stanze dell'atrio esterno era di cinquanta cubiti, mentre
dal lato del tempio era di cento cubiti. [9]In
basso le stanze avevano l'ingresso rivolto verso oriente,
entrando dall'atrio esterno, sulla larghezza del muro
dell'atrio.
[10]A
mezzogiorno, di fronte allo spazio libero e alla muraglia
di cinta, c'erano stanze [11]e, davanti ad esse,
un passaggio simile a quello delle stanze poste a
settentrione: la lunghezza e la larghezza erano uguali a
quelle, come anche le varie uscite e le loro
disposizioni; come le porte di quelle, [12]così
erano le porte delle stanze che davano a mezzogiorno; una
porta era al principio dell'ambulacro, lungo il muro
corrispondente, a oriente di chi entra. [13]Egli
mi disse: "Le stanze a settentrione e quelle a
mezzogiorno, di fronte allo spazio libero, sono le stanze
sacre, dove i sacerdoti che si accostano al Signore
mangeranno le cose santissime: ivi riporranno le cose
santissime, le oblazioni e le vittime di espiazione e di
riparazione, perché santo è questo luogo. [14]Quando
i sacerdoti vi saranno entrati, non usciranno dal luogo
santo verso l'atrio esterno, ma deporranno là le loro
vesti con le quali hanno prestato servizio, perché esse
sono sante: indosseranno altre vesti e così si
avvicineranno al luogo destinato al popolo".
Dimensioni dell'atrio
[15]Terminato
ch'egli ebbe di misurare l'interno del tempio mi condusse
fuori per la porta che guarda a oriente, e misurò la
cinta intorno. [16]Misurò il lato orientale con
la canna per misurare: era cinquecento canne, in canne da
misura, all'intorno. [17]Misurò il lato
settentrionale: era cinquecento canne, in canne da
misura, all'intorno. [18]Misurò il lato
meridionale: era cinquecento canne, con la canna da
misura. [19]Si volse al lato occidentale: misurò
cinquecento canne con la canna da misura. [20]Da
quattro lati egli misurò il tempio; aveva intorno un
muro lungo cinquecento canne e largo cinquecento, per
separare il luogo sacro da quello profano.
Ezechiele - Capitolo
43
Ritorno del Signore
[1]Mi condusse
allora verso la porta che guarda a oriente [2]ed
ecco che la gloria del Dio d'Israele giungeva dalla via
orientale e il suo rumore era come il rumore delle grandi
acque e la terra risplendeva della sua gloria. [3]La
visione che io vidi era simile a quella che avevo vista
quando andai per distruggere la città e simile a quella
che avevo vista presso il canale Chebàr. Io caddi con la
faccia a terra. [4]La gloria del Signore entrò
nel tempio per la porta che guarda a oriente.
[5]Lo spirito mi
prese e mi condusse nell'atrio interno: ecco, la gloria
del Signore riempiva il tempio. [6]Mentre
quell'uomo stava in piedi accanto a me, sentii che
qualcuno entro il tempio mi parlava [7]e mi
diceva: "Figlio dell'uomo, questo è il luogo del
mio trono e il luogo dove posano i miei piedi, dove io
abiterò in mezzo agli Israeliti, per sempre. E la casa
d'Israele, il popolo e i suoi re, non profaneranno più
il mio santo nome con le loro prostituzioni e con i
cadaveri dei loro re e con le loro stele, [8]collocando
la loro soglia accanto alla mia soglia e i loro stipiti
accanto ai miei stipiti, così che fra me e loro vi era
solo il muro, hanno profanato il mio santo nome con tutti
gli abomini che hanno commessi, perciò li ho distrutti
con ira. [9]Ma d'ora in poi essi allontaneranno da
me le loro prostituzioni e i cadaveri dei loro re e io
abiterò in mezzo a loro per sempre.
[10]Tu, figlio
dell'uomo, descrivi questo tempio alla casa d'Israele,
perché arrossiscano delle loro iniquità; ne misurino la
pianta [11]e, se si vergogneranno di quanto hanno
fatto, manifesta loro la forma di questo tempio, la sua
disposizione, le sue uscite, i suoi ingressi, tutti i
suoi aspetti, tutti i suoi regolamenti, tutte le sue
forme e tutte le sue leggi: mettili per iscritto davanti
ai loro occhi, perché osservino tutte queste norme e
tutti questi regolamenti e li mettano in pratica. [12]Questa
è la legge del tempio: alla sommità del monte, tutto il
territorio che lo circonda è santissimo; ecco, questa è
la legge del tempio.
L'altare
[13]Queste sono
le misure dell'altare in cubiti, di un cubito e un palmo
ciascuno. La base era di un cubito di altezza per un
cubito di larghezza: il suo bordo intorno era un palmo.
Tale lo zoccolo dell'altare.
[14]Dalla base
che posava a terra fino alla piattaforma inferiore vi
erano due cubiti di altezza e un cubito di larghezza:
dalla piattaforma piccola alla piattaforma più grande vi
erano quattro cubiti di altezza e un cubito di larghezza.
[15]Il focolare
era di quattro cubiti e sul focolare vi erano quattro
corni. [16]Il focolare era dodici cubiti di
lunghezza per dodici di larghezza, cioè quadrato. [17]La
piattaforma superiore era un quadrato di quattordici
cubiti di lunghezza per quattordici cubiti di larghezza,
con un orlo intorno di mezzo cubito, e la base, intorno,
di un cubito: i suoi gradini guardavano a oriente.
Consacrazione
dell'altare
[18]Egli mi
parlò: "Figlio dell'uomo, dice il Signore Dio:
Queste sono le leggi dell'altare, quando verrà costruito
per offrirvi sopra il sangue. [19]Ai sacerdoti
leviti della stirpe di Zadòk, che si avvicineranno a me
per servirmi, tu darai - parola del Signore Dio - un
giovenco per l'espiazione. [20]Prenderai di quel
sangue e lo spanderai sui quattro corni dell'altare, sui
quattro angoli della piattaforma e intorno all'orlo.
Così lo purificherai e ne farai l'espiazione. [21]Prenderai
poi il giovenco del sacrificio espiatorio e lo brucerai
in un luogo appartato del tempio, fuori del santuario. [22]Il
secondo giorno offrirai, per il peccato, un capro senza
difetto e farai la purificazione dell'altare come hai
fatto con il giovenco. [23]Terminato il rito della
purificazione, offrirai un giovenco senza difetti e un
montone del gregge senza difetti. [24]Tu li
presenterai al Signore e i sacerdoti getteranno il sale
su di loro, poi li offriranno in olocausto al Signore. [25]Per
sette giorni sacrificherai per il peccato un capro al
giorno e verrà offerto anche un giovenco e un montone
del gregge senza difetti. [26]Per sette giorni si
farà l'espiazione dell'altare e lo si purificherà e
consacrerà. [27]Finiti questi giorni, dall'ottavo
in poi, i sacerdoti immoleranno sopra l'altare i vostri
olocausti, i vostri sacrifici di comunione e io vi sarò
propizio". Oracolo del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
44
Uso del portico
orientale
[1]Mi condusse
poi alla porta esterna del santuario dalla parte di
oriente; essa era chiusa. [2]Mi disse:
"Questa porta rimarrà chiusa: non verrà aperta,
nessuno vi passerà, perché c'è passato il Signore, Dio
d'Israele. Perciò resterà chiusa. [3]Ma il
principe, il principe siederà in essa per cibarsi
davanti al Signore; entrerà dal vestibolo della porta e
di lì uscirà".
Regole di ammissione al
tempio
[4]Poi mi
condusse per la porta settentrionale, davanti al tempio.
Guardai ed ecco la gloria del Signore riempiva il tempio.
Caddi con la faccia a terra [5]e il Signore mi
disse: "Figlio dell'uomo, stà attento, osserva bene
e ascolta quanto io ti dirò sulle prescrizioni riguardo
al tempio e su tutte le sue leggi; stà attento a come si
entra nel tempio da tutti gli accessi del santuario. [6]Riferirai
a quei ribelli, alla gente d'Israele: Così dice il
Signore Dio: Troppi sono stati per voi gli abomini, o
Israeliti! [7]Avete introdotto figli stranieri,
non circoncisi di cuore e non circoncisi di carne,
perché stessero nel mio santuario e profanassero il mio
tempio, mentre mi offrivate il mio cibo, il grasso e il
sangue, rompendo così la mia alleanza con tutti i vostri
abomini. [8]Non vi siete presi voi la cura delle
mie cose sante ma avete affidato loro, al vostro posto,
la custodia del mio santuario. [9]Così dice il
Signore Dio: Nessuno straniero, non circonciso di cuore,
non circonciso nella carne, entrerà nel mio santuario,
nessuno di tutti gli stranieri che sono in mezzo agli
Israeliti.
I leviti
[10]Anche i
leviti, che si sono allontanati da me nel traviamento
d'Israele e hanno seguito i loro idoli, sconteranno la
propria iniquità; [11]serviranno nel mio
santuario come guardie delle porte del tempio e come
servi del tempio; sgozzeranno gli olocausti e le vittime
del popolo e staranno davanti ad esso pronti al suo
servizio. [12]Poiché l'hanno servito davanti ai
suoi idoli e sono stati per la gente d'Israele occasione
di peccato, perciò io ho alzato la mano su di loro -
parola del Signore Dio - ed essi sconteranno la loro
iniquità. [13]Non si avvicineranno più a me per
servirmi come sacerdoti e toccare tutte le mie cose sante
e santissime, ma sconteranno la vergogna degli abomini
che hanno compiuti. [14]Affido loro la custodia
del tempio e ogni suo servizio e qualunque cosa da
compiere in esso.
I sacerdoti
[15]I sacerdoti
leviti figli di Zadòk, che hanno osservato le
prescrizioni del mio santuario quando gli Israeliti si
erano allontanati da me, si avvicineranno a me per
servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e
il sangue. Parola del Signore Dio. [16]Essi
entreranno nel mio santuario e si avvicineranno alla mia
tavola per servirmi e custodiranno le mie prescrizioni.
[17]Quando
entreranno dalle porte dell'atrio interno, indosseranno
vesti di lino; non porteranno alcun indumento di lana,
quando essi eserciteranno il ministero alle porte
dell'atrio interno e nel tempio. [18]Porteranno in
capo turbanti di lino e avranno mutande ai fianchi: non
si cingeranno di quanto provochi il sudore. [19]Quando
usciranno nell'atrio esterno verso il popolo, si
toglieranno le vesti con le quali hanno ufficiato e le
deporranno nelle stanze del santuario: indosseranno altre
vesti per non comunicare con esse la consacrazione al
popolo. [20]Non si raderanno il capo, né si
lasceranno crescere la chioma, ma avranno i capelli
normalmente tagliati. [21]Nessun sacerdote berrà
vino quando dovrà entrare nell'atrio interno. [22]Non
prenderanno in sposa una vedova, né una ripudiata, ma
solo una vergine della stirpe d'Israele: potranno sposare
però una vedova, se è la vedova di un sacerdote. [23]Indicheranno
al mio popolo ciò che è santo e ciò che è profano e
gli insegneranno ciò che è mondo e ciò che è immondo.
[24]Nelle liti essi saranno i giudici e
decideranno secondo le mie leggi. In tutte le mie feste
osserveranno le mie leggi e i miei statuti e
santificheranno i miei sabati. [25]Nessuno di essi
si avvicinerà a un cadavere per non rendersi immondo, ma
potrà rendersi immondo per il padre, la madre, un
figlio, una figlia, un fratello o per una sorella non
maritata: [26]dopo essersi purificato, gli si
conteranno sette giorni [27]e quando egli
rientrerà nel luogo santo, nell'atrio interno per
servire nel santuario, offrirà il suo sacrificio
espiatorio. Parola del Signore Dio.
[28]Essi non
avranno alcuna eredità. Io sarò la loro eredità: non
sarà dato loro alcun possesso in Israele; io sono il
loro possesso. [29]Saranno loro cibo le oblazioni,
i sacrifici espiatori, i sacrifici di riparazione;
apparterrà loro quanto è stato votato allo sterminio in
Israele. [30]La parte migliore di tutte le vostre
primizie e ogni specie di offerta apparterranno ai
sacerdoti: così darete al sacerdote le primizie dei
vostri macinati, per far posare la benedizione sulla
vostra casa. [31]I sacerdoti non mangeranno la
carne di alcun animale morto di morte naturale o
sbranato, di uccelli o di altri animali".
Ezechiele - Capitolo
45
Divisione del paese.
Parte del Signore
[1]"Quando
voi spartirete a sorte la regione, in eredità,
preleverete dal territorio, in offerta al Signore, una
porzione sacra, lunga venticinquemila cubiti e larga
ventimila: essa sarà santa per tutta la sua estensione. [2]Di
essa sarà per il santuario un quadrato di cinquecento
cubiti per cinquecento, con una zona libera all'intorno
di cinquanta cubiti. [3]In quella superficie
misurerai un tratto di venticinquemila cubiti di
lunghezza per diecimila di larghezza, dove sarà il
santuario, il Santo dei santi. [4]Esso sarà la
parte sacra del paese, sarà per i sacerdoti ministri del
santuario, che si avvicinano per servire il Signore:
questo luogo servirà per le loro case e come luogo sacro
per il santuario. [5]Uno spazio di venticinquemila
cubiti di lunghezza per diecimila di larghezza sarà il
possesso dei leviti che servono nel tempio, con città
dove abitare. [6]Come possesso poi delle città
assegnerete un tratto di cinquemila cubiti di larghezza
per venticinquemila di lunghezza, parallelo alla parte
assegnata al santuario: apparterrà a tutta la gente
d'Israele.
Parte del principe
[7]Al principe
sarà assegnato un possesso di qua e di là della parte
sacra e del territorio dalle città, al fianco della
parte sacra e al fianco del territorio della città, a
occidente fino all'estremità occidentale e a oriente
sino al confine orientale, per una lunghezza uguale a
ognuna delle parti, dal confine occidentale sino a quello
orientale. [8]Questa sarà la sua terra, il suo
possesso in Israele e così i miei prìncipi non
opprimeranno il mio popolo, ma lasceranno la terra alla
gente d'Israele, alle sue tribù".
[9]Dice il
Signore Dio: "Basta, prìncipi d'Israele, basta con
le violenze e le rapine! Agite secondo il diritto e la
giustizia; eliminate le vostre estorsioni dal mio popolo.
Parola del Signore Dio. [10]Abbiate bilance
giuste, efa giusta, bat giusto. [11]L'efa
e il bat saranno della medesima misura così che
il bat e l'efa contengano un decimo del comer,
la loro misura sarà in relazione al comer. [12]Il
siclo sarà di venti ghere: venti sicli,
venticinque sicli e quindici sicli saranno la vostra
mina.
Offerte per il culto
[13]Questa sarà
l'offerta che voi preleverete: un sesto di efa per
ogni comer di frumento e un sesto di efa
per ogni comer di orzo. [14]Norma per
l'olio - che si misura con il bat - è un decimo
del bat per ogni kor. Dieci bat
corrispondono ad un comer, perché dieci bat
formano un comer. [15]Dal gregge, una
pecora ogni duecento, dai prati fertili d'Israele. Questa
sarà data per le oblazioni, per gli olocausti, per i
sacrifici di comunione, in espiazione per loro. Parola
del Signore Dio. [16]Tutta la popolazione del
paese sarà tenuta a questa offerta verso il principe
d'Israele. [17]A carico del principe saranno gli
olocausti, le oblazioni e le libazioni nelle solennità,
nei noviluni e nei sabati, in tutte le feste della gente
d'Israele. Egli provvederà per il sacrificio espiatorio,
l'oblazione, l'olocausto e il sacrificio di comunione per
l'espiazione della gente d'Israele".
Festa della pasqua
[18]Dice il
Signore Dio: "Il primo giorno del primo mese,
prenderai un giovenco senza difetti e purificherai il
santuario. [19]Il sacerdote prenderà il sangue
della vittima per il peccato e lo metterà sugli stipiti
del tempio e sui quattro angoli dello zoccolo dell'altare
e sugli stipiti delle porte dell'atrio interno. [20]Lo
stesso farà il sette del mese per chi abbia peccato per
errore o per ignoranza: così purificherete il tempio. [21]Il
quattordici del primo mese sarà per voi la pasqua, festa
d'una settimana di giorni: mangeranno pane azzimo. [22]In
quel giorno il principe offrirà, per sé e per tutto il
popolo del paese, un giovenco per il peccato; [23]nei
sette giorni della festa offrirà in olocausto al Signore
sette giovenchi e sette montoni, senza difetti, in ognuno
dei sette giorni, e un capro in sacrificio per il
peccato, ogni giorno. [24]In oblazione offrirà
un'efa per giovenco e un'efa per montone,
con un hin di olio per ogni efa.
Festa delle capanne
[25]Il quindici
del settimo mese farà per la festa come in quei sette
giorni, per i sacrifici espiatori, per gli olocausti, le
oblazioni e l'olio".
Ezechiele - Capitolo
46
Regolamenti diversi
[1]Dice il
Signore Dio: "Il portico dell'atrio interno che
guarda a oriente rimarrà chiuso nei sei giorni di
lavoro; sarà aperto il sabato e nei giorni del
novilunio. [2]Il principe entrerà dal di fuori
passando dal vestibolo del portico esterno e si fermerà
presso lo stipite del portico, mentre i sacerdoti
offriranno il suo olocausto e il suo sacrificio di
comunione. Egli si prostrerà sulla soglia del portico,
poi uscirà e il portico non sarà chiuso fino al
tramonto. [3]Il popolo del paese si prostrerà nei
sabati e nei giorni del novilunio all'ingresso del
portico, davanti al Signore.
[4]L'olocausto
che il principe offrirà al Signore nel giorno di sabato
sarà di sei agnelli e un montone senza difetti; [5]come
oblazione offrirà un'efa per il montone, per gli
agnelli quell'offerta che potrà dare; di olio un hin
per ogni efa. [6]Nel giorno del novilunio
offrirà in olocausto un giovenco senza difetti, sei
agnelli e un montone senza difetti; [7]in
oblazione, un'efa per il giovenco e un'efa
per il montone e per gli agnelli quanto potrà dare;
d'olio, un hin per ogni efa. [8]Quando
il principe entrerà, dovrà entrare passando per l'atrio
del portico e da esso uscirà. [9]Quando verrà il
popolo del paese davanti al Signore nelle solennità,
coloro che saranno entrati dalla porta di settentrione
per adorare, usciranno dal portico di mezzogiorno; quelli
che saranno entrati dal portico di mezzogiorno usciranno
dal portico di settentrione. Nessuno uscirà dal portico
da cui è entrato ma uscirà da quello opposto. [10]Il
principe sarà in mezzo a loro; entrerà come entrano
loro e uscirà come escono loro. [11]Nelle feste e
nelle solennità l'oblazione sarà di un'efa per
il giovenco e di un'efa per il montone; per gli
agnelli quello che potrà dare; l'olio sarà di un hin
per ogni efa.
[12]Quando il
principe vorrà offrire volontariamente al Signore un
olocausto o sacrifici di comunione, gli sarà aperto il
portico che guarda ad oriente e offrirà l'olocausto e il
sacrificio di comunione come li offre nei giorni di
sabato; poi uscirà e il portico verrà chiuso appena
sarà uscito.
[13]Ogni giorno
tu offrirai in olocausto al Signore un agnello di un
anno, senza difetti; l'offrirai ogni mattina. [14]Su
di esso farai ogni mattina un'oblazione di un sesto di efa;
di olio offrirai un terzo di hin per intridere il
fior di farina: è un'oblazione al Signore, la legge
dell'olocausto quotidiano. [15]Si offrirà dunque
l'agnello, l'oblazione e l'olio, ogni mattina: è
l'olocausto quotidiano".
[16]Dice il
Signore Dio: "Se il principe darà in dono ad uno
dei suoi figli qualcosa della sua eredità, il dono
rimarrà ai suoi figli come eredità. [17]Se
invece egli farà sulla sua eredità un dono a uno dei
suoi servi, il dono apparterrà al servo fino all'anno
dell'affrancamento, poi ritornerà al principe: ma la sua
eredità resterà ai suoi figli. [18]Il principe
non prenderà niente dell'eredità del popolo,
privandolo, con esazioni, del suo possesso; egli lascerà
in eredità ai suoi figli parte di quanto possiede,
perché nessuno del mio popolo sia scacciato dal suo
possesso".
[19]Poi egli mi
condusse, per il corridoio che sta sul fianco del
portico, alle stanze del santuario destinate ai
sacerdoti, dalla parte di settentrione: ed ecco alla
estremità di occidente un posto riservato. [20]Mi
disse: "Questo è il luogo dove i sacerdoti
cuoceranno le carni dei sacrifici di riparazione e di
espiazione e dove cuoceranno le oblazioni, senza portarle
fuori nell'atrio esterno e correre il rischio di
comunicare la consacrazione al popolo". [21]Mi
condusse nell'atrio esterno e mi fece passare presso i
quattro angoli dell'atrio e a ciascun angolo dell'atrio
vi era un cortile; [22]quindi ai quattro angoli
dell'atrio vi erano quattro piccoli cortili lunghi
quaranta cubiti e larghi trenta, tutti d'una stessa
misura. [23]Un muro girava intorno a tutt'e
quattro e dei fornelli erano costruiti in basso intorno
al muro. [24]Egli mi disse: "Queste sono le
cucine dove i servi del tempio cuoceranno i sacrifici del
popolo".
Ezechiele - Capitolo
47
La sorgente del tempio
[1]Mi condusse
poi all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia
del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la
facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua
scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte
meridionale dell'altare. [2]Mi condusse fuori
dalla porta settentrionale e mi fece girare all'esterno
fino alla porta esterna che guarda a oriente, e vidi che
l'acqua scaturiva dal lato destro. [3]Quell'uomo
avanzò verso oriente e con una cordicella in mano
misurò mille cubiti, poi mi fece attraversare
quell'acqua: mi giungeva alla caviglia. [4]Misurò
altri mille cubiti, poi mi fece attraversare quell'acqua:
mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cubiti, poi
mi fece attraversare l'acqua: mi giungeva ai fianchi. [5]Ne
misurò altri mille: era un fiume che non potevo
attraversare, perché le acque erano cresciute, erano
acque navigabili, un fiume da non potersi passare a
guado. [6]Allora egli mi disse: "Hai visto,
figlio dell'uomo?".
Poi mi fece ritornare
sulla sponda del fiume; [7]voltandomi, vidi che
sulla sponda del fiume vi era un grandissima quantità di
alberi da una parte e dall'altra. [8]Mi disse:
"Queste acque escono di nuovo nella regione
orientale, scendono nell'Araba ed entrano nel mare:
sboccate in mare, ne risanano le acque. [9]Ogni
essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume,
vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle
acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il
torrente tutto rivivrà. [10]Sulle sue rive vi
saranno pescatori: da Engàddi a En-Eglàim vi sarà una
distesa di reti. I pesci, secondo le loro specie, saranno
abbondanti come i pesci del Mar Mediterraneo. [11]Però
le sue paludi e le sue lagune non saranno risanate:
saranno abbandonate al sale. [12]Lungo il fiume,
su una riva e sull'altra, crescerà ogni sorta di alberi
da frutto, le cui fronde non appassiranno: i loro frutti
non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro
acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno
come cibo e le foglie come medicina".
I confini del paese
[13]Dice il
Signore Dio: "Questi saranno i confini della terra
che spartirete fra le dodici tribù d'Israele, dando a
Giuseppe due parti. [14]Ognuno di voi possederà
come l'altro la parte di territorio che io alzando la
mano ho giurato di dare ai vostri padri: questa terra
sarà in vostra eredità.
[15]Ecco dunque
quali saranno i confini del paese. A settentrione, dal
Mar Mediterraneo lungo la via di Chetlòn fino a Zedàd; [16]il
territorio di Amat, Berotà, Sibràim, che è fra il
territorio di Damasco e quello di Amat, Cazer-Ticòn, che
è sulla frontiera di Hauràn. [17]Quindi la
frontiera si estenderà dal mare fino a Cazer-Enòn, con
il territorio di Damasco e quello di Amat a settentrione.
Questo il lato settentrionale. [18]A oriente, fra
l'Hauràn, Damasco e Gàlaad e il paese d'Israele, sarà
di confine il Giordano, fino al mare orientale, e verso
Tamàr. Questo il lato orientale.
[19]A
mezzogiorno, da Tamàr fino alle acque di Meriba-Kadès,
fino al torrente verso il Mar Mediterraneo. Questo il
lato meridionale verso il Negheb.
[20]A occidente,
il Mar Mediterraneo, dal confine sino davanti
all'ingresso di Amat. Questo il lato occidentale.
[21]Vi spartirete
questo territorio secondo le tribù d'Israele. [22]Lo
dividerete in eredità fra voi e i forestieri che abitano
con voi, i quali hanno generato figli in mezzo a voi;
questi saranno per voi come indigeni fra gli Israeliti e
tireranno a sorte con voi la loro parte in mezzo alle
tribù d'Israele. [23]Nella tribù in cui lo
straniero è stabilito, là gli darete la sua
parte". Parola del Signore Dio.
Ezechiele - Capitolo
48
Divisione del paese
[1]Questi sono i
nomi delle tribù: dal confine settentrionale, lungo la
via di Chetlòn che conduce ad Amat, fino a Cazer-Enòn,
con a settentrione la frontiera di Damasco e lungo il
confine di Amat, dal lato d'oriente fino al mare, sarà
assegnata a Dan una parte.
[2]Sulla
frontiera di Dan, dal limite orientale al limite
occidentale: Aser, una parte.
[3]Sulla
frontiera di Aser, dal limite orientale fino al limite
occidentale: Nèftali, una parte.
[4]Sulla
frontiera di Nèftali, dal limite orientale fino al
limite occidentale: Manàsse, una parte.
[5]Sulla
frontiera di Manàsse, dal limite orientale fino al
limite occidentale: Efraim, una parte.
[6]Sulla
frontiera di Efraim, dal limite orientale fino al limite
occidentale: Ruben, una parte.
[7]Sulla
frontiera di Ruben, dal limite orientale fino al limite
occidentale: Giuda, una parte.
[8]Sulla
frontiera di Giuda, dal limite orientale fino al limite
occidentale, starà la porzione che preleverete, larga
venticinquemila cubiti e lunga come una delle parti dal
limite orientale fino al limite occidentale: in mezzo
sorgerà il santuario.
[9]La parte che
voi preleverete per il Signore avrà venticinquemila
cubiti di lunghezza per ventimila di larghezza. [10]Ai
sacerdoti apparterrà la parte sacra del territorio,
venticinquemila cubiti a settentrione e diecimila di
larghezza a ponente, diecimila cubiti di larghezza a
oriente e venticinquemila cubiti di lunghezza a
mezzogiorno. In mezzo sorgerà il santuario del Signore. [11]Essa
apparterrà ai sacerdoti consacrati, ai figli di Zadòk,
che furono fedeli alla mia osservanza e non si traviarono
nel traviamento degli Israeliti come traviarono i leviti.
[12]Sarà per loro come una parte sacra prelevata
sulla parte consacrata del paese, cosa santissima, a
fianco del territorio assegnato ai leviti.
[13]I leviti,
lungo il territorio dei sacerdoti, avranno
venticinquemila cubiti di lunghezza per diecimila di
larghezza: tutta la lunghezza sarà di venticinquemila
cubiti e tutta la larghezza di diecimila.
[14]Essi non ne
potranno vendere né permutare, né potrà essere
alienata questa parte migliore del paese, perché è
sacra al Signore.
[15]I cinquemila
cubiti di lunghezza che restano sui venticinquemila,
saranno terreno profano per la città, per abitazioni e
dintorni; in mezzo sorgerà la città. [16]Le sue
misure saranno le seguenti: il lato settentrionale avrà
quattromilacinquecento cubiti; il lato meridionale,
quattromilacinquecento cubiti; il lato orientale
quattromilacinquecento cubiti e il lato occidentale
quattromilacinquecento cubiti. [17]I dintorni
della città saranno duecentocinquanta cubiti a
settentrione, duecentocinquanta a mezzogiorno,
duecentocinquanta a oriente e duecentocinquanta a
ponente. [18]Rimarrà accanto alla parte sacra un
terreno lungo diecimila cubiti a oriente e diecimila a
occidente, i cui prodotti saranno il cibo per coloro che
prestan servizio nella città, [19]i quali saranno
presi da tutte le tribù d'Israele. [20]Tutta la
zona sarà di venticinquemila cubiti per venticinquemila.
Preleverete, come possesso della città, un quarto della
zona sacra.
[21]Il resto, da
una parte e dall'altra della zona sacra e del possesso
della città, su un fronte di venticinquemila cubiti
della zona sacra a oriente, verso il confine orientale, e
a ponente, su un fronte di venticinquemila cubiti verso
il confine occidentale, parallelamente alle parti, sarà
per il principe. La zona sacra e il santuario del tempio
rimarranno in mezzo, [22]fra il possesso dei
leviti e il possesso della città, e fra ciò che spetta
al principe; quel che si trova tra la frontiera di Giuda
e quella di Beniamino sarà del principe.
[23]Per le altre
tribù, dalla frontiera orientale a quella occidentale:
Beniamino, una parte.
[24]Al lato del
territorio di Beniamino, dalla frontiera orientale a
quella occidentale: Simeone, una parte.
[25]Al lato del
territorio di Simeone, dalla frontiera orientale a quella
occidentale: Issacar, una parte.
[26]Al lato del
territorio di Issacar, dalla frontiera orientale a quella
occidentale: Zàbulon, una parte.
[27]Al lato del
territorio di Zàbulon, dalla frontiera orientale a
quella occidentale: Gad, una parte.
[28]Al lato del
territorio di Gad, dalla frontiera meridionale verso
mezzogiorno, la frontiera andrà da Tamàr alle acque di
Meriba-Kadès e al torrente che va al Mar Mediterraneo. [29]Questo
è il territorio che voi dividerete a sorte in eredità
alle tribù d'Israele e queste le loro parti, dice il
Signore Dio.
Le porte di Gerusalemme
[30]Queste
saranno le uscite della città: sul lato settentrionale:
quattromilacinquecento cubiti. [31]Le porte della
città porteranno i nomi delle tribù d'Israele. Tre
porte a settentrione: la porta di Ruben, una; la porta di
Giuda, una; la porta di Levi, una. [32]Sul lato
orientale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la
porta di Giuseppe, una; la porta di Beniamino, una; la
porta di Dan, una. [33]Sul lato meridionale:
quattromilacinquecento cubiti e tre porte: la porta di
Simeone, una; la porta di Issacar, una; la porta di
Zàbulon, una.
[34]Sul lato
occidentale: quattromilacinquecento cubiti e tre porte:
la porta di Gad, una; la porta di Aser, una; la porta di
Nèftali, una.
[35]Perimetro
totale: diciottomila cubiti. La città si chiamerà da
quel giorno in poi: Là è il Signore.
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