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Libro 32 - Baruc
Capitolo 1
INTRODUZIONE
Baruc e l'assemblea dei
Giudei a Babilonia
[1]Queste sono le
parole del libro che Baruc figlio di Neria, figlio di
Maasià, figlio di Sedecìa, figlio di Asadia, figlio di
Chelkìa, scrisse in Babilonia [2]nell'anno
quinto, il sette del mese, nella ricorrenza di quando i
Caldei presero Gerusalemme e la diedero alle fiamme. [3]Baruc
lesse le parole di questo libro alla presenza di Ieconia,
figlio di Ioiakìm, re di Giuda e di tutto il popolo,
accorso per ascoltare la lettura: [4]erano
presenti i nobili, i figli del re, gli anziani, tutto il
popolo dal più piccolo al più grande, quanti insomma
abitavano in Babilonia presso il fiume Sud. [5]Ascoltata
la lettura, piansero, digiunarono, pregarono il Signore, [6]poi,
raccolto un pò di denaro, secondo quel che ognuno poteva
dare, [7]lo mandarono a Gerusalemme al sacerdote
Ioakim figlio di Chelkìa, figlio di Salòm e agli altri
sacerdoti e al popolo che erano con lui in Gerusalemme. [8]Era
il dieci del mese di Sivan, quando Baruc ricevette, per
portarli in Giuda, i vasi della casa del Signore, che
erano stati portati via dal tempio. Erano quei vasi
d'argento che Sedecìa figlio di Giosia, re di Giuda,
aveva fatto rifare, [9]dopo che Nabucodònosor re
di Babilonia aveva deportato da Gerusalemme in Babilonia
Ieconia, i principi, gli schiavi, i nobili e il popolo
del paese. [10]Mandarono a dire loro: Ecco, vi
mandiamo il denaro per comprare olocausti, sacrifici
espiatori e incenso e offrire oblazioni sull'altare del
Signore nostro Dio. [11]Pregate per la vita di
Nabucodònosor re di Babilonia e per la vita di suo
figlio Baldassàr, perché i loro giorni sulla terra
siano lunghi come i giorni del cielo sulla terra. [12]Pregate
perché il Signore ci dia forza e illumini i nostri occhi
e si possa vivere all'ombra di Nabucodònosor, re di
Babilonia, e all'ombra del figlio Baldassàr e servirli
per molti anni e trovar grazia ai loro occhi. [13]Pregate
il Signore nostro Dio anche per noi che lo abbiamo offeso
e fino ad oggi il suo sdegno e la sua ira non si sono
allontanati da noi. [14]Leggete perciò questo
libro che vi abbiamo mandato per fare pubblica
confessione nel tempio del Signore, in giorno di festa e
nei giorni opportuni. [15]Direte dunque:
I. PREGHIERA DEGLI
ESILIATI
La confessione dei
peccati
Al Signore nostro Dio la
giustizia; a noi il disonore sul volto, come oggi avviene
per i Giudei e gli abitanti di Gerusalemme, [16]per
i nostri re e per i nostri principi, per i nostri
sacerdoti e i nostri profeti e per i nostri padri, [17]perché
abbiamo offeso il Signore, [18]gli abbiamo
disobbedito, non abbiamo ascoltato la voce del Signore
nostro Dio per camminare secondo i decreti che il Signore
ci aveva messi dinanzi. [19]Da quando il Signore
fece uscire i nostri padri dall'Egitto fino ad oggi noi
ci siamo ribellati al Signore nostro Dio e ci siamo
ostinati a non ascoltare la sua voce. [20]Così,
come oggi costatiamo, ci son venuti addosso tanti mali
insieme con la maledizione che il Signore aveva
minacciata per mezzo di Mosè suo servo, quando fece
uscire i nostri padri dall'Egitto per concederci un paese
in cui scorre latte e miele. [21]Non abbiamo
ascoltato la voce del Signore nostro Dio, secondo le
parole dei profeti che egli ci ha mandato: [22]ma
ciascuno di noi ha seguito le perverse inclinazioni del
suo cuore, ha servito dei stranieri e ha fatto ciò che
è male agli occhi del Signore nostro Dio.
Baruc - Capitolo
2
[1]Per questo il
Signore ha adempiuto le sue parole pronunziate contro di
noi, contro i nostri giudici che governano Israele,
contro i nostri re e contro i nostri principi, contro
ogni uomo d'Israele e di Giuda. [2]Non era mai
avvenuto sotto la volta del cielo quello che egli ha
compiuto in Gerusalemme, come sta scritto nella legge di
Mosè, [3]fino al punto di mangiarsi uno le carni
del figlio e un altro quelle della figlia. [4]Il
Signore li mise in potere di tutti i regni vicini e li
rese oggetto di vituperio e di disprezzo per tutti quei
popoli in mezzo ai quali li aveva dispersi. [5]Così
ci ha reso schiavi invece di padroni, perché abbiamo
offeso il Signore nostro Dio e non abbiamo ascoltato la
sua voce. [6]Al Signore nostro Dio la giustizia, a
noi e ai padri nostri il disonore sul volto, come avviene
ancor oggi. [7]Tutte le calamità che il Signore
ci aveva minacciate, ci sono venute addosso. [8]Ma
noi non abbiamo placato lo sdegno del Signore,
rinunziando ai perversi affetti del nostro cuore. [9]Così
il Signore, che è pronto al castigo, lo ha mandato sopra
di noi, poiché egli è giusto in tutte le opere che ci
ha comandate, [10]mentre noi non abbiamo dato
ascolto alla sua voce, eseguendo i decreti che ci aveva
posti davanti.
La supplica
[11]Ora, Signore
Dio d'Israele, che hai fatto uscire il tuo popolo
dall'Egitto con mano forte, con segni e prodigi, con
grande potenza e braccio possente e ti sei fatto un nome
glorioso come oggi lo possiedi, [12]noi abbiamo
peccato, siamo stati empi, abbiamo trasgredito, Signore
Dio nostro, i tuoi comandamenti. [13]Allontana da
noi lo sdegno, poiché siamo rimasti molto pochi in mezzo
alle genti fra le quali tu ci hai dispersi. [14]Ascolta,
Signore, la nostra preghiera, la nostra supplica,
liberaci per il tuo amore e facci trovar grazia davanti a
coloro che ci hanno deportati, [15]perché tutta
la terra sappia che tu sei il Signore nostro Dio e che il
tuo nome è stato invocato su Israele e su tutta la sua
stirpe. [16]Guarda, Signore, dalla tua santa
dimora e pensa a noi; inclina il tuo orecchio, Signore, e
ascolta; [17]apri, Signore, gli occhi e osserva:
non i morti che sono negli inferi, il cui spirito se n'è
andato dalle loro viscere, danno gloria e giustizia al
Signore, [18]ma chi geme sotto il peso, chi se ne
va curvo e spossato, chi ha gli occhi languenti, chi è
affamato, questi sono coloro che ti rendono gloria e
giustizia, Signore. [19]Non per i meriti dei
nostri padri e dei nostri re ti presentiamo le nostre
suppliche, Signore Dio nostro, [20]ma perché tu
hai mandato sopra di noi la tua collera e il tuo sdegno,
come avevi dichiarato per mezzo dei tuoi servi i profeti:
[21]"Ecco, dice il Signore: Curvate le
spalle, servite il re di Babilonia e dimorerete nella
terra da me data ai vostri padri. [22]Ma se non
darete ascolto alla voce del Signore che comanda di
servire il re di Babilonia, [23]farò cessare
nelle città di Giuda e per le vie di Gerusalemme il
grido di gioia e di letizia, il canto dello sposo e della
sposa e tutto il territorio diventerà un deserto senza
abitanti". [24]Noi non abbiamo dato ascolto
alla tua voce di servire il re di Babilonia, perciò tu
hai eseguito la minaccia, fatta per mezzo dei tuoi servi
i profeti, che le ossa dei nostri re e dei nostri padri
sarebbero rimosse dalla loro tomba. [25]Ed eccole
abbandonate al calore del giorno e al gelo della notte.
Essi son morti fra atroci dolori, di fame, di spada e di
peste; [26]il tempio che porta il tuo nome tu lo
hai ridotto nello stato in cui oggi si trova, per la
malvagità della casa d'Israele e di Giuda. [27]Tuttavia
tu hai agito verso di noi, Signore Dio nostro, secondo
tutta la tua bontà e secondo tutta la tua grande
misericordia, [28]come avevi detto per mezzo del
tuo servo Mosè, quando gli ordinasti di scrivere la tua
legge davanti agli Israeliti, dicendo: [29]"Se
voi non darete ascolto alla mia voce, questa moltitudine
che ora è così grande sarà ridotta a un piccolo resto
in mezzo alle nazioni fra le quali io la disperderò; [30]poiché
io so che non mi ascolterà, perché è un popolo di dura
cervice. Però nella terra del loro esilio ritorneranno
in sé [31]e riconosceranno che io sono il Signore
loro Dio. Darò loro un cuore e orecchi che ascoltano; [32]nella
terra del loro esilio mi loderanno e si ricorderanno del
mio nome [33]e ripensando alla sorte subìta dai
loro padri che peccarono contro di me, abbandoneranno la
loro caparbietà e la loro malizia. [34]Io li
ricondurrò nella terra promessa con giuramento ai loro
padri, ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe; essi ne avranno
di nuovo il dominio e io li moltiplicherò e non
diminuiranno più; [35]farò con loro un'alleanza
perenne: io sarò Dio per loro ed essi saranno popolo per
me, né scaccerò mai più il mio popolo Israele dal
paese che gli ho dato".
Baruc - Capitolo
3
[1]Signore
onnipotente, Dio d'Israele, un'anima angosciata, uno
spirito tormentato grida verso di te. [2]Ascolta,
Signore, abbi pietà, perché abbiamo peccato contro di
te. [3]Tu domini sempre, noi continuamente
periamo. [4]Signore onnipotente, Dio d'Israele,
ascolta dunque la supplica dei morti d'Israele, dei figli
di coloro che hanno peccato contro di te: essi non hanno
ascoltato la voce del Signore loro Dio e a noi si sono
attaccati questi mali. [5]Non ricordare
l'iniquità dei nostri padri, ma ricordati ora della tua
potenza e del tuo nome, [6]poiché tu sei il
Signore nostro Dio e noi ti loderemo, Signore. [7]Per
questo tu hai riempito i nostri cuori del tuo timore
perché invocassimo il tuo nome. Noi ti lodiamo ora
nell'esilio, poiché abbiamo allontanato dal cuore tutta
l'iniquità dei nostri padri, i quali hanno peccato
contro di te. [8]Ecco, siamo ancor oggi esiliati e
dispersi, oggetto di obbrobrio, di maledizione e di
condanna per tutte le iniquità dei nostri padri, che si
sono ribellati al Signore nostro Dio.
II. LA SAGGEZZA,
PREROGATIVA DI ISRAELE
[9]Ascolta,
Israele, i comandamenti della vita,
porgi l'orecchio per intender la prudenza.
[10]Perché, Israele, perché ti trovi in terra
nemica
e invecchi in terra straniera?
[11]Perché ti contamini con i cadaveri
e sei annoverato fra coloro che scendono negli inferi?
[12]Tu hai abbandonato la fonte della sapienza!
[13]Se tu avessi camminato nei sentieri di Dio,
saresti vissuto sempre in pace.
[14]Impara dov'è la prudenza,
dov'è la forza, dov'è l'intelligenza,
per comprendere anche dov'è la longevità e la vita,
dov'è la luce degli occhi e la pace.
[15]Ma chi ha scoperto la sua dimora,
chi è penetrato nei suoi forzieri?
[16]Dove sono i capi delle nazioni,
quelli che dominano le belve che sono sulla terra?
[17]Coloro che si divertono con gli uccelli del
cielo,
quelli che ammassano argento e oro,
in cui confidano gli uomini,
e non pongono fine ai loro possessi?
[18]Coloro che lavorano l'argento e lo cesellano
senza rivelare il segreto dei loro lavori?
[19]Sono scomparsi, sono scesi negli inferi
e altri hanno preso il loro posto.
[20]Nuove generazioni hanno visto la luce
e sono venute ad abitare il paese,
ma non hanno conosciuto la via della sapienza,
[21]non hanno appreso i suoi sentieri;
neppure i loro figli l'hanno raggiunta,
anzi, si sono allontanati dalla sua via.
[22]Non se n'è sentito parlare in Canaan,
non si è vista in Teman.
[23]I figli di Agar, che cercano sapienza terrena,
i mercanti di Merra e di Teman,
i narratori di favole, i ricercatori dell'intelligenza
non hanno conosciuto la via della sapienza,
non si son ricordati dei suoi sentieri.
[24]Israele, quanto è grande la casa di Dio,
quanto è vasto il luogo del suo dominio!
[25]E' grande e non ha fine,
è alto e non ha misura!
[26]Là nacquero i famosi giganti dei tempi
antichi,
alti di statura, esperti nella guerra;
[27]ma Dio non scelse costoro
e non diede loro la via della sapienza:
[28]perirono perché non ebbero saggezza,
perirono per la loro insipienza.
[29]Chi è salito al cielo per prenderla
e farla scendere dalle nubi?
[30]Chi ha attraversato il mare e l'ha trovata
e l'ha comprata a prezzo d'oro puro?
[31]Nessuno conosce la sua via,
nessuno pensa al suo sentiero.
[32]Ma colui che sa tutto, la conosce
e l'ha scrutata con l'intelligenza.
E' lui che nel volger dei tempi ha stabilito la terra
e l'ha riempita d'animali;
[33]lui che invia la luce ed essa va,
che la richiama ed essa obbedisce con tremore.
[34]Le stelle brillano dalle loro vedette
e gioiscono;
[35]egli le chiama e rispondono:
"Eccoci!"
e brillano di gioia per colui che le ha create.
[36]Egli è il nostro Dio
e nessun altro può essergli paragonato.
[37]Egli ha scrutato tutta la via della sapienza
e ne ha fatto dono a Giacobbe suo servo,
a Israele suo diletto.
[38]Per questo è apparsa sulla terra
e ha vissuto fra gli uomini.
Baruc - Capitolo
4
[1]Essa è il
libro dei decreti di Dio,
è la legge che sussiste nei secoli;
quanti si attengono ad essa avranno la vita,
quanti l'abbandonano moriranno.
[2]Ritorna, Giacobbe, e accoglila,
cammina allo splendore della sua luce.
[3]Non dare ad altri la tua gloria,
né i tuoi privilegi a gente straniera.
[4]Beati noi, o Israele,
perché ciò che piace a Dio ci è stato rivelato.
III. LAMENTI E SPERANZE
DI GERUSALEMME
[5]Coraggio,
popolo mio, tu, resto d'Israele!
[6]Siete stati venduti alle genti
non per essere annientati,
ma perché avete provocato lo sdegno di Dio
siete stati consegnati ai nemici.
[7]Avete irritato il vostro creatore,
sacrificando ai dèmoni e non a Dio.
[8]Avete dimenticato chi vi ha allevati, il Dio
eterno,
avete afflitto colei che vi ha nutriti, Gerusalemme.
[9]Essa ha visto piombare su di voi l'ira divina
e ha esclamato: Ascoltate, città vicine di Sion,
Dio mi ha mandato un grande dolore.
[10]Ho visto, infatti, la schiavitù in cui
l'Eterno
ha condotto i miei figli e le mie figlie.
[11]Io li avevo nutriti con gioia
e li ho dovuti lasciare con lacrime e gemiti.
[12]Nessuno goda di me nel vedermi vedova e
desolata;
sono abbandonata per i peccati dei miei figli
che deviarono dalla legge di Dio,
[13]non si curarono dei suoi decreti,
non seguirono i suoi comandamenti,
non procedettero per i sentieri della dottrina,
secondo la sua giustizia.
[14]Venite, o città vicine di Sion,
considerate la schiavitù in cui l'Eterno
ha condotto i miei figli e le mie figlie.
[15]Ha mandato contro di loro un popolo lontano,
una gente perversa di lingua straniera,
che non ha avuto rispetto dei vecchi, né pietà dei
bambini,
[16]che ha strappato i cari figli alla vedova
e l'ha lasciata sola senza figlie.
[17]E io come posso aiutarvi?
[18]Chi vi ha afflitto con tanti mali
saprà liberarvi dal potere dei vostri nemici.
[19]Andate, figli miei, andate, io resto sola.
[20]Ho deposto l'abito di pace,
ho indossato il cilicio della supplica,
griderò all'Eterno per tutti i miei giorni.
[21]Coraggio, figli miei, gridate a Dio
ed egli vi libererà dall'oppressione
e dal potere dei vostri nemici.
[22]Io, infatti, spero dall'Eterno la vostra
salvezza.
Una grande gioia mi viene dal Santo,
per la misericordia che presto vi giungerà
dall'Eterno vostro salvatore.
[23]Vi ho visti partire fra gemiti e pianti,
ma Dio vi ricondurrà a me
con letizia e gioia, per sempre.
[24]Come ora le città vicine di Sion
hanno visto la vostra schiavitù,
così vedranno ben presto la vostra salvezza
da parte del vostro Dio;
essa verrà a voi
con grande gloria e splendore dell'Eterno.
[25]Figli, sopportate con pazienza la collera
che da Dio è venuta su di voi.
Il nemico vi ha perseguitati,
ma vedrete ben presto la sua rovina
e calcherete il piede sul suo collo.
[26]I miei figli tanto delicati
hanno dovuto battere aspri sentieri,
incalzati come gregge rapito dal nemico.
[27]Coraggio, figli, gridate a Dio,
poiché si ricorderà di voi colui che vi ha provati.
[28]Però, come pensaste di allontanarvi da Dio,
così ritornando decuplicate lo zelo per ricercarlo,
[29]poiché chi vi ha afflitti con tante calamità
vi darà anche, con la salvezza, una gioia perenne.
[30]Coraggio, Gerusalemme!
Colui che ti ha dato un nome ti consolerà.
[31]Maledetti i tuoi oppressori,
che hanno goduto della tua caduta;
[32]maledette le città in cui sono stati schiavi
i tuoi figli,
maledetta colei che li ha trattenuti.
[33]Come ha gioito per la tua caduta
e si è allietata per la tua rovina,
così patirà per la sua desolazione.
[34]Le toglierò la gioia di essere così
popolata,
il suo tripudio sarà cambiato in lutto.
[35]Un fuoco cadrà su di lei per lunghi giorni
per volere dell'Eterno
e per molto tempo sarà abitata da demoni.
[36]Guarda ad oriente, Gerusalemme,
osserva la gioia che ti viene da Dio.
[37]Ecco, ritornano i figli che hai visti partire,
ritornano insieme riuniti dall'oriente all'occidente,
alla parola del Santo, esultanti per la gloria di Dio.
Baruc - Capitolo
5
[1]Deponi, o
Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.
[2]Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul capo il diadema di gloria dell'Eterno,
[3]perché Dio mostrerà il tuo splendore
ad ogni creatura sotto il cielo.
[4]Sarai chiamata da Dio per sempre:
Pace della giustizia e gloria della pietà.
[5]Sorgi, o Gerusalemme, e stà in piedi
sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
da occidente ad oriente,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
[6]Si sono allontanati da te a piedi, incalzati
dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.
[7]Poiché Dio ha stabilito di spianare
ogni alta montagna e le rupi secolari,
di colmare le valli e spianare la terra
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
[8]Anche le selve e ogni albero odoroso
faranno ombra ad Israele per comando di Dio.
[9]Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.
Baruc - Capitolo
6
IV. LETTERA DI GEREMIA
[1]Per i peccati
da voi commessi di fronte a Dio sarete condotti
prigionieri in Babilonia da Nabucodònosor re dei
Babilonesi. [2]Giunti dunque in Babilonia, vi
resterete molti anni e per lungo tempo fino a sette
generazioni; dopo vi ricondurrò di là in pace. [3]Ora,
vedrete in Babilonia idoli d'argento, d'oro e di legno,
portati a spalla, i quali infondono timore ai pagani. [4]State
attenti dunque a non imitare gli stranieri; il timore dei
loro dei non si impadronisca di voi. [5]Alla vista
di una moltitudine che prostrandosi davanti e dietro a
loro li adora, pensate: "Te dobbiamo adorare,
Signore". [6]Poiché il mio angelo è con
voi, egli si prenderà cura di voi.
[7]Essi hanno una
lingua limata da un artefice, sono indorati e
inargentati, ma sono simulacri falsi e non possono
parlare. [8]Come si fa con una ragazza vanitosa,
prendono oro e acconciano corone sulla testa dei loro
dei. [9]Talvolta anche i sacerdoti, togliendo ai
loro dei oro e argento, lo spendono per sé, dandone
anche alle prostitute nei postriboli.
[10]Adornano poi
con vesti, come si fa con gli uomini, questi idoli
d'argento, d'oro e di legno; ma essi non sono in grado di
salvarsi dalla ruggine e dai tarli. [11]Sono
avvolti in una veste purpurea, ma bisogna pulire il loro
volto per la polvere del tempio che si posa abbondante su
di essi. [12]Come un governatore di una regione,
il dio ha lo scettro, ma non stermina colui che lo
offende. [13]Ha il pugnale e la scure nella
destra, ma non si libera dalla guerra e dai ladri. [14]Per
questo è evidente che non sono dei; non temeteli,
dunque!
[15]Come un vaso
di terra una volta rotto diventa inutile, così sono i
loro dei, posti nei templi. [16]I loro occhi sono
pieni della polvere sollevata dai piedi di coloro che
entrano. [17]Come ad uno che abbia offeso un re si
tiene bene sbarrato il luogo dove è detenuto perché
deve essere condotto a morte, così i sacerdoti
assicurano i templi con portoni, con serrature e con
spranghe, perché non vengano saccheggiati dai ladri. [18]Accendono
loro lumi, persino più numerosi che per se stessi, ma
gli dei non ne vedono alcuno. [19]Sono come una
delle travi del tempio; il loro interno, come si dice,
viene divorato e anch'essi senza accorgersene sono
divorati dagli insetti che strisciano dalla terra,
insieme con le loro vesti. [20]Il loro volto si
annerisce per il fumo del tempio. [21]Sul loro
corpo e sulla testa si posano pipistrelli, rondini e
altri uccelli e anche i gatti. [22]Di qui potete
conoscere che non sono dei; non temeteli, dunque!
[23]L'oro di cui
sono adorni per bellezza non risplende se qualcuno non ne
toglie la patina; perfino quando venivano fusi, essi non
se ne accorgevano. [24]Furono comprati a qualsiasi
prezzo, essi che non hanno alito vitale. [25]Senza
piedi, vengono portati a spalla, mostrando agli uomini la
loro condizione vergognosa; arrossiscono anche i loro
fedeli perché, se cadono a terra, non si rialzano più. [26]Neanche
se uno li colloca diritti si muoveranno da sé, né se si
sono inclinati si raddrizzeranno; si pongono offerte
innanzi a loro come ai morti. [27]Iloro sacerdoti
vendono le loro vittime e ne traggono profitto; anche le
mogli di costoro ne pongono sotto sale una parte e non ne
danno né ai poveri né ai bisognosi; anche una donna in
stato di impurità e la puerpera toccano le loro vittime.
[28]Conoscendo dunque da questo che non sono dei,
non temeteli!
[29]Come infatti
si potrebbero chiamare dei? Perfino le donne presentano
offerte a questi idoli d'argento, d'oro e di legno. [30]Nei
templi i sacerdoti siedono con le vesti stracciate, la
testa e le guance rasate, a capo scoperto. [31]Urlano
alzando grida davanti ai loro dei, come fanno alcuni
durante un banchetto funebre. [32]I sacerdoti si
portan via le vesti degli dei e ne rivestono le loro
mogli e i loro bambini. [33]Gli idoli non possono
contraccambiare né il male né il bene ricevuto da
qualcuno; non possono né costituire né spodestare un
re; [34]nemmeno possono dare ricchezze né soldi.
Se qualcuno, fatto un voto, non lo mantiene, non se ne
curano. [35]Non liberano un uomo dalla morte né
sottraggono il debole da un forte. [36]Non rendono
la vista a un cieco né liberano un uomo dalle angosce. [37]Non
hanno pietà della vedova né beneficano l'orfano. [38]Sono
simili alle pietre estratte dalla montagna quegli idoli
di legno, indorati e argentati. Iloro fedeli saranno
confusi. [39]Come dunque si può ritenere e
dichiarare che costoro sono dei?
[40]Inoltre,
perfino gli stessi Caldei li disonorano; questi infatti
quando trovano un muto incapace di parlare lo presentano
a Bel pregandolo di farlo parlare, quasi che costui
potesse sentire. [41]Costoro, pur rendendosene
conto, non sono capaci di abbandonare gli idoli, perché
non hanno senno. [42]Le donne siedono per la
strada cinte di cordicelle e bruciano della crusca. [43]Quando
qualcuna di esse, tratta in disparte da qualche passante,
si è data a costui, schernisce la sua vicina perché non
fu stimata come lei e perché la sua cordicella non fu
spezzata. [44]Quanto avviene attorno agli idoli è
menzogna; dunque, come si può credere e dichiarare che
costoro sono dei?
[45]Gli idoli
sono lavoro di artigiani e di orefici; essi non diventano
niente altro che ciò che gli artigiani vogliono che
siano. [46]Coloro che li fabbricano non hanno vita
lunga; come potrebbero le cose da essi fabbricate essere
dei? [47]Essi lasciano ai loro posteri menzogna e
ignominia. [48]Difatti, quando sopraggiungono la
guerra e le calamità, i sacerdoti si consigliano fra di
loro sul come potranno nascondersi insieme con i loro
dei. [49]Come dunque è possibile non comprendere
che non sono dei coloro che non possono salvare se stessi
né dalla guerra né dai mali? [50]Dopo tali fatti
si riconoscerà che gli idoli di legno, indorati e
argentati, sono una menzogna; a tutte le genti e ai re
sarà evidente che essi non sono dei, ma lavoro delle
mani d'uomo e che sono privi di ogni qualità divina. [51]A
chi dunque non sarà evidente che non sono dei?
[52]Essi infatti
non possono costituire un re sul panè concedere la
pioggia agli uomini; [53]non risolvono le contese,
né liberano l'oppresso, poiché non hanno alcun potere;
sono come cornacchie fra il cielo e la terra. [54]Infatti,
se il fuoco si attacca al tempio di questi dei di legno o
indorati o argentati, mentre i loro sacerdoti fuggiranno
e si metteranno in salvo, essi invece come travi
bruceranno là in mezzo. [55]A un re e ai nemici
non possono resistere. [56]Come dunque si può
ammettere e pensare che essi siano dei?
[57]Né dai ladri
né dai briganti si salveranno questi idoli di legno,
argentati e indorati, ai quali i ladri con la violenza
tolgono l'oro, l'argento e la veste che li avvolge e poi
fuggono tenendo la roba; essi non sono in grado di
aiutare neppure se stessi. [58]Per questo vale
meglio di questi dei bugiardi un re che mostri coraggio
oppure un arnese utile in casa, di cui si serve chi l'ha
acquistato; anche meglio di questi dei bugiardi è una
porta, che tenga al sicuro quanto è dentro la casa o
perfino una colonna di legno in un palazzo. [59]Il
sole, la luna, le stelle, essendo lucenti e destinati a
servire a uno scopo obbediscono volentieri. [60]Così
anche il lampo, quando appare, è ben visibile; anche il
vento spira su tutta la regione. [61]Quando alle
nubi è ordinato da Dio di percorrere tutta la terra,
eseguiscono l'ordine; il fuoco, inviato dall'alto per
consumare monti e boschi, eseguisce il comando. [62]Gli
idoli invece non assomigliano né per l'aspetto né per
la potenza a queste cose. [63]Perciò non si deve
ritenere né dichiarare che siano dei, poiché non
possono né rendere giustizia né beneficare gli uomini. [64]Conoscendo
dunque che non sono dei, non temeteli!
[65]Essi non
maledicono né benedicono i re; [66]non mostrano
alle genti segni nel cielo, né risplendono come il sole,
né illuminano come la luna. [67]Le belve sono
migliori di loro, perché possono fuggire in un riparo e
provvedere a se stesse. [68]Dunque, in nessuna
maniera è chiaro per noi che essi sono dei; per questo
non temeteli!
[69]Come infatti
uno spauracchio che in un cocomeraio nulla protegge, tali
sono i loro idoli di legno indorati e argentati; [70]ancora,
i loro idoli di legno indorati e argentati si possono
paragonare a un ramo nell'orto, su cui si posa ogni sorta
di uccelli, o anche a un cadavere gettato nelle tenebre. [71]Dalla
porpora e dal bisso che si logorano su di loro saprete
che non sono dei; infine saranno divorati e nel paese
saranno una vergogna. [72]E' migliore un uomo
giusto che non abbia idoli, poiché sarà lontano dal
disonore.
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