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La
storia della Casablanca Records
Numerose etichette discografiche di
orientamento disco fecero irruzione sulla scena al suono
dei "thump, thump, thump" che caratterizzò gli
anni Settanta. TK, Salsoul, Marlin, Prelude, Butterfly,
Solar e Lollipop erano solo alcuni dei marchi
immediatamente riconoscibili che i fans andavano a
cercare nei negozi di dischi d'importazione. Ma solo,
unetichetta fu capace di reggere davvero l'impatto
del tempo che scorreva tra le pareti della discoteca: la
Casablanca Records, la casa di Donna Summer, Giorgio
Moroder, dei Village People, della Ritchie Family, di
Meco, Love and Kisses, Paul Jabara e praticamente di
tutti gli altri artisti disco-oriented del
periodo. La Casablanca non trovò
la sua vera identità fin quando non scoprì la disco
music. Ma sotto la guida visionaria del suo proprietario
Neil Bogart l'etichetta definì, perfezionò e sfruttò
il genere in tutto il suo potenziale, fino a spazzar via
i concorrenti. La disco music era divertente, oltraggiosa
e immortale.
E la Casablanca, diretta con spirito
innovativo da Bogart, si rese interprete del suo
splendore e del suo fascino, declinandolo in chiave
hollywoodiana. Man mano che si susseguivano i successi,
la Casablanca divenne la Mgm dell'industria musicale
perché Bogart disponeva di più disco-star di quante ne
potessero entrare in una discoteca grande come
l'Heaven. Neil Bogartz era nato
nel 1943 e cambiò presto il suo nome in Bogart in onore
dell'idolo cinematografico della sua infanzia, Humphrey
Bogart, protagonista di Casablanca - il classico
dei filone sentimentale. Durante gli anni Sessanta Bogart
si costruì una solida reputazione nell'ambiente della
musica pop, lavorando come promoter. per la rivista Cash
Box e per la Cameo-Parkway Records, guadagnandosi la
fama di abile esploratore dei nuovi mercati e di capace
promotore dei prodotti di cui si occupava.
Una prima
dimostrazione dei suo talento si ebbe mentre era
vice-presidente della Cameo-Parkway: intuì le
potenzialità dello strambo 96 Tears di Question
Mark and the Mysterians e, contro tutte le previsioni, lo
trasformò in un successo di notevole portata. Alla fine
degli anni Sessanta, Bogart era general manager della
Buddah Records, una nuova etichetta indipendente della
Kama Sutra. E mentre il mondo musicale era immerso
nell'acid rock, lui realizzava che gli adolescenti coi
gusti più semplici erano completamente ignorati dalle
proposte del mercato. Inventò quindi la cosiddetta bubblegum
music e sotto questa sigla mise a segno una serie di
successi mondiali con canzoni elementari come Green
Tambourine, Yummy Yummy Yummy, Simon Says, Chewy Chewy,
Goody Goody Gumdrops e 1,2,3, Red Light e con gruppi
come i Lemon Pipers o gli Ohio Express and the 1910
FruitGum Co.
Quando poi mise sotto
contratto per la Buddah Curtis Mayfield, gli Isley
Brothers, gli Edwin Hawkins Singers (Oh Happy Day) e Melanie,
aggiungendo credibilità a un'etichetta fino ad allora
bollata come demenziale, gli esponenti dell'industria
musicale dovettero finalmente riconoscere il suo
straordinario intuito. Subito dopo aver ottenuto uno dei
più grossi successi della Buddah con Midnight Train
to Georgia di Gladys Knight and the Pips, Bogart ebbe
un grave dissidio con la casa madre dell'etichetta, la
Viewlex. Lasciò quindi la Buddah nel 1974 per fondare la
Casablanca Records e, solo in virtù della sua
reputazione, trovò subito un partner finanziario nella
Warner Bros che gli permise di aprire la sede di
Sherbourne Drive, a Los Angeles. Bogart inizialmente
aveva intenzione di chiamare la nuova etichetta Emerald
City, ispirandosi al film Il Mago di Oz, ma quando
si rese conto che la Warner deteneva i diritti
commerciali di Casablanca, la tentazione fu troppo
forte.
Bogart voleva però il
controllo totale sulla sua creatura e, otto mesi dopo la
firma dell'accordo con la Warner, rilevò la rimanente
quota della compagnia per un milione e mezzo di dollari,
indebitandosi fino al collo. Bogart si assunse comunque
il rischio, convinto com'era che il primo album prodotto
dalla Casablanca sarebbe stato un successo clamoroso. Invece, HereJohnny, Magic Moments from "The
Tonight Show", un disco di canzoni eseguite nel
corso dello show televisivo di Johnny Carson, vendette
meno di mezzo milione di copie, la metà di quelle
necessarie per assicurarsi una certa tranquillità
finanziaria. La bancarotta si profilava all'orizzonte. A
quel punto Bogart mise in vendita tutto ciò che
possedeva per tenere a galla la compagnia, sperando di
lndividuare al più presto, grazie al suo fiuto, un
qualcosa che gli impedisse di sprofondare. E quando mise
le mani su quel pacchetto di brani inviati dalla Germania
da Giorgio Moroder, Bogart si rese conto di essere a un
passo dal miracolo, il cui nome era Love to Love You
Baby, cantata da Donna Summer.
A dire il vero, in
qualsiasi altra situazione, uno sconosciuto come Moroder
non sarebbe riuscito a superare nemmeno la portineria
della Casablanca (a quei tempi la compagnia si era
trasferita in una residenza in stile moresco sul Sunset
Boulevard, con l'ufficio di Bogart che era una esatta
replica del Ricks American Café di Casablanca,
completo di pianoforte, sgabelli girevoli e gabbie
per gli uccelli). Ma all'epoca il discografico era
davvero disperato e nell'apparizione di Moroder vide una
sorta di intervento divino. Inoltre, alla fine del '74,
quando la Casablanca Records sembrava sull'orlo del
collasso, lui stesso aveva progettato un biglietto di
auguri natalizi della compagnia che rappresentava un
disco d'oro circondato dalla neve, con la scritta
"In ogni deserto c'è unoasi". Quando
Moroder gli rivelò che la sua etichetta discografica
tedesca sì chiamava Oasis, Bogart lo prese come un
ulteriore segno dei destino e comprò immediatamente i
diritti di Love to Love You Baby.
Secondo la leggenda che
circolava negli ambienti discografici fu la moglie di
Bogart a mettere sul piatto del giradischi il pezzo di
Donna Summer durante una festa casalinga. Il risultato fu
elettrizzante, con gli ospiti lanciati in una specie di
danza orgiastica. A quel punto Bogart continuò a
rimettere il pezzo - che allora durava solo tre minuti -
su richiesta dei presenti che si lamentavano soltanto
della sua durata limitata. La conseguente pretesa
affinché Moroder allungasse il pezzo fino a portarlo
alle dimensioni di una facciata di album, non solo
assicurò l'immortalità a Bogart e alla Casablanca
Records, rendendo quel logo leggendario in tutto il mondo
della dance, ma diede anche una formidabile spinta alle
carriere internazionali di Moroder e della Summer. Allo stesso tempo ciò
valse a dimostrare al resto dell'industria discografica
l'efficacia commerciale di questo sound, a cominciare da
quando Bogart inviò copie della canzone a tutti i deejay
delle grandi discoteche di New York. Se fosse piaciuta a
loro, il successo sarebbe stato assicurato.
E dopo una
sola settimana di circolazione, nelle discoteche di
Manhattan, l'album aveva già venduto 40.000 copie e, nel
giorno di San Valentino del 1976 Love to Love You Baby
era al primo posto tra gli Hot 100 della rivista Billboard,
una posizione che avrebbe conservato per diciassette
settimane. La Casablanca Records era decollata, salvata
dall'estinzione dallo scintillante spirito della disco
music europea. Non deve quindi stupire il fatto che
Bogart in seguito sarebbe tornato a scandagliare forme
anche molto eccentriche di eurodisco per le successive
produzioni del suo marchio. La Casablanca lanciò sul
mercato americano le proposte europee dei produttori
Jacques Morali (Patrick Juvet), Alec R. Costadinos (Love
and Kisses) e Adrian Baker (Liquid Cold). Promosse
inoltre la carriera dìsco di Cher (Take Me Home), Lipps,
Inc. (Funkytown), di T'eri DeSario (ovvero il protetto
dei Bee Gees interprete di Aint Nothin' Gonna Keep
Me from You), di D.C. LaRue (Let Them Dance), Dennis
Parker (Like an Eagle), Patty Brooks (After Dark) e di
molti altri attraverso le etichette sussidiarie
Millennium e Parachute.
In occasione dei quarto Disco
Forum nel 1977 Bogart avrebbe spiegato perché aveva
aderito così tempestivamente a questo movimento
musicale: "La disco ha una grande influenza sul
mondo della moda" disse nel suo intervento. "E un fattore dinamico nella pubblicità
contemporanea. E incarna un messaggio che arriva
direttamente dai consumatori, ovvero la riscoperta del
più grande prodotto americano: il divertimento". Unaltra filiazione
dell'etichetta, la Chocolate City, fu diretta da Cecil
Holmes, amico intimo di Bogart e socio principale nella
Casablanca dalla fondazione nel 1973 fino alla vendita
alla Polygrarn/Mercury, avvenuta nel 1980. Holmes era
stato addetto alla promozione alla Cameo-Parkway e aveva
dato impulso alla nuova etichetta quand'era ancora in via
di assestamento con Find My Way, di un gruppo chiamato
originariamente New York City Players, ma che Bogart e
Holmes in omaggio alle loro radici anni Sessanta,
ribattezzarono Cameo. Visto che la presenza sul mercato
della Casablanca era cresciuta sensibilmente e che i
progetti sui quali aveva investito di più - Donna Summer
e il gruppo heavy metal Kiss - garantivano ormai copiosi
profitti, Bogart decise di estendere le attività della
compagnia inglobando altre forme dì comunicazione.
Formando una società col produttore di Hollywood Peter
Gruber (che si sarebbe successivamente associato all'ex
parrucchiere di Barbra Streisand, John Peters, per
lanciare film di successo come Batman) Bogart diede vita
alla Casablanca Filmworks che realizzò Grazie a Dio è
venerdì, Abissi (1977) e Fuga di mezzanotte (1978).
Tutte le colonne sonore di questi film ottennero uno
strepitoso successo, amplificato dall'Oscar per la
Migliore Canzone Originale a Last Dance di Donna Summer
per Grazie a Dio è venerdì e dall'Oscar per la Migliore
Colonna Sonora Originale a Giorgio Moroder per Fuga di
mezzanotte. Nel 1980, quando la moda disco cominciò a
declinare, Bogart vendette la compagnia alla Polygram e
creò la Boardwalk Records. Raggiunse il primo posto in
classifica con 1 Love Rock'n Roll di Joan Jett and
the Blackhearts nel febbraio 1982. Tre mesi più tardi
era morto. Cecil Holmes passò direttamente dalla
Casablanca alla Columbia Records dove, come dirigente di
massimo livello, guidò la carriera dei New Kids on the
Block.
Bogart e la Casablanca
hanno avuto un ruolo fondamentale, proiettando la disco
music dal ghetto underground delle minoranze gay, nera e
latina degli inizi, verso il successo di massa. Bogart ha
spinto l'innata sensualità, la trasgressività, e la
sfavillante immaginazione della disco music a nuovi
livelli di musicalità e di audacia artistica, che
arrivarono fino all'utilizzo di immagini soft porno per
le copertine dei suoi dischi. Non ci fu esperimento
musicale o progetto che l'etichetta non intraprendesse se
Bogart intuiva una pur esigua nicchia di consumo. Un
perfetto esempio è il sensazionale successo natalizio
del 1978 Alallelujah 2000 del gruppo omonimo, una
monumentale versione di quindici minuti a 12" dei
coro dell'Alleluia di Handel realizzata dalla
coppia autore/produttore Joe Long e Robby Adcock. Che ogni uscita fosse
innovativa, ben commercializzata e non appaia datata
(anche dopo molti anni) è il marchio di fabbrica dei
dischi Casablanca. Non ci resta che dire. Play it again,
Neil.
Fonte:
"Love Train"
© Alan Jones e Jussi Kantonen
© 2000 Arcana srl
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