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Boogie Wonderland, quattro facce della disco
americana
Chic
Era una sensazione che si provava fin dalla
prima battuta - un rombo di basso mai sentito prima,
registrato a un livello di Hertz molto inferiore al
consueto, un suono feroce che ti faceva saltare il cuore
in gola e che metteva a dura prova gli altoparlanti.
Sull'implacabile incedere della base appariva una fresca
voce fluorescente che invitava alla rumba, al tango e al
latin hustle per tutta la notte, a scatenarsi
selvaggiamente e a ballare, ballare, ballare ancora di
più. Poi una voce da comizio ti urlava nelle orecchie:
Yowsah, Yowsah, Yowsah! (Signorsì, signorsì,
signorsì). Proveniente dalle
piantagioni di cotone dei vecchio Sud e utilizzato per
rimettere in carreggiata le coppie che stavano per
crollare durante le deliranti maratone di ballo degli
anni Venti descritte dal film Non si uccidono così anche
i cavalli? questo maniacale canto "Yes, Sir!"
divenne una specie di slogan verso la fine dei 1977, man
mano che il brano infuocava le piste da ballo di New
York. Finalmente pubblicato dall'etichetta Atlantic,
Dance, Dance, Dance della band da studio Chic, non solo
andò in testa alle classifiche ma divenne un successo
pop di primo piano in tutto il mondo, vendendo oltre un
milione di copie in un solo mese.
Guidati dal team
produttore/autore formato da Nile Rodgers e Bernard
Edwards e ispirati all'assetto da palco dei Roxy Music -
raffinati gentiluomini e sofisticate signore - gli Chic
diventeranno la band più riuscita e musicalmente
qualificata dellintera epoca disco. Come un costoso
abito da sera di seta, la loro musica seduceva con una
struttura articolata in voluttuosi strati sovrapposti
ingegnosamente progettati e accuratamente arrangiati. Un
po' di Chic da ascoltare sullo stereo della macchina o la
sera tardi, una volta tornati a casa, durante i
preliminari di un promettente incontro sessuale, erano il
segno inconfondibile di competenza e buon gusto oltre che
la colonna sonora perfetta per accompagnare l'ottimismo e
l'attitudine pan-sessuale della fine anni Settanta.
Edwards era nato a Greenville, North Carolina, e si era
trasferito a New York a dieci anni. Lì aveva frequentato
la High School for Performing Arts (quella immortalata da
Saranno famosi) e aveva acquisito unestesa
esperienza musicale esibendosi come cantante. Mentre
faceva qualche lavoretto alle poste per guadagnare un po'
di soldi extra, conobbe Nile Rodgers, nato a New York,
sul Triboro Bridge, mentre stavano trasportando la madre
al Queens General Hospital, e cresciuto tra il Greenwich
Viliage e Hollywood.
Musicalmente Rodgers era partito
dall'hard rock per passare alla classica e infine al
jazz. Ma quando incontrò Edwards, questi lo ricondusse
immediatamente alle radici dei rhythm & blues e
comunque nei dintorni di sonorità più contemporanee e
aggiornate. Lamicizia spinse i
due a lavorare insieme come coristi del gruppo New York
City (che ottenne un notevole successo nel 1972 con
Im Doin' Fine Now) e a ottenere un ingaggio
con Carol Douglas (Doctor Orders) agli ordini della quale
Rodgers e Edwards - che nel frattempo avevano assunto il
nome collettivo di Big Apple Band, divennero il perno
della sezione vocale del gruppo. Dopo lo scioglimento dei
New York City, Nile e Bernard decisero di andare avanti
da soli, con una nuova Big Apple Band, cui associarono il
batterista Tony Thompson, proveniente da LaBelle e i
pianisti Rob Sabino e Raymond Jones, mentre la voce
femminile era quella di Norma Jean Wright, che si unì al
gruppo nel '76 dopo aver lavorato con gli Spinners. Dal
momento però che anche Walter Murphy (divenuto famoso
grazie a A Fifth of Beethoven) aveva chiamato il suo
gruppo Big Apple Band, a Rodgers e Edwards si presentò
il problema di cambiare nome alla formazione.
Dopo una
lunga riflessione saltò finalmente fuori la parolina che
univa classe ed eleganza risultando per di più facile da
ricordare: Chic. A Dance, Dance, Dance Edwards e Rodgers
fecero seguire l'arioso Everybody Dance, un altro
successo clamoroso. Il primo album fu semplicemente
chiamato Chic, sulla copertina due modelle bionde
figuravano al posto delle cantanti, Norma Jean Wright e
Alfa Anderson. La Wright, comunque si staccò subito dal
gruppo per tentare la carriera solista, mentre gli ex
compagni pensavano prima di tutto a scrollarsi di dosso
la patina da turnisti e a caratterizzarsi per qualità ed
eleganza. La Wright fu rimpiazzata da Luci Martin e, con
all'attivo solo un modesto successo solista con Saturday,
certamente si pentì d'aver lasciato la band che nel
frattempo aveva lanciato Le Freak, uno dei dischi più
venduti dei 1978. Inizialmente la canzone
era stata scritta da Rodgers e Edwards ispirandosi a un
incidente realmente accaduto loro all'ingresso dello
Studio 54. Grace Jones li aveva invitati al club per
discutere di uneventuale produzione, ma, dal
momento che i loro nomi non figuravano sulla lista degli
invitati, i due furono cacciati via senza troppi
complimenti.
Infuriati, Rodgers e Edwards, scrissero
quello strepitoso hit che metteva alla gogna lo snobismo
del club, con un refrain che recitava "Aaah... Fuck
Offl' (Ahhh, vaffanculo). Il gusto della vendetta fu
dolce: la canzone, con l'imprecazione successivamente
modificata in "Freak Out!" imperversò nei club
di New York e vendette sei milioni di copie solo negli
Stati Uniti. Ma è l'anno seguente che gli Chic
raggiunsero definitivamente l'immortalità con Good
Tímes, estratto dall'alblum Risqué, uno dei più
celebrati inni della dance music di tutti i tempi,
remixato infinite volte, campionato illegalmente e
destinato a circolare per tutto il decennio successivo
durante l'esplosione del rap. Dopo l'uscita di Good
Times, la semplice formula di Rodgers e Edwards con le
sue linee di basso immediatamente riconoscibili, fu
copiata da uninfinità di musicisti funk e rock, a
volte anche con successo. Quei familiari riff fanno ad
esempio capolino in brani come Anotber One Bítes the
Dust dei Queen o in Rappers Deligbt di Sugarhill
Gang, consacrando gli Chic come protagonisti
dell'iconografia sonora del rap.
Dopo Good Times i
successi degli Chic si diradarono, ma il duo
Rodgers-Edwards ottenne ulteriori conferme producendo le
carriere di Diana Ross e delle Sister Sledge. Per la
Ross, con la quale ebbero un rapporto burrascoso,
scrissero le acclamate Upside Down e Im Coming Out.
Per le Sister Sledge produssero l'album We Are Family che
diventò uno dei classici irrinunciabili della disco
music, per merito della immensa title-track, ma anche di
Hes the Greatest Dancer e Lost in Music. Rodgers e
Edwards fecero sentire la loro presenza anche durante gli
anni Ottanta. Il primo suonando con artisti del calibro
di David Bowie, Madonna e Mick Jagger. Il secondo
lavorando con Robert Palmer e la diva soul Jody Watley.
Al culmine della loro popolarità, Edwards comunque
dichiarava. "Non cerchiamo di trasmettere nessun
messaggio significativo, vogliamo sola divertire la
gente. Quando avete finito di lavorare, venite a
sentirci: nessuna istanza morale, nessun problema venite
a vederci, passate una buona serata e ve ne tornate a
casa tutto qua!".
D.C. LaRue
Pochi autori hanno saputo enfatizzare i costumi
sessuali dell'era disco come D.C. LaRue, il cui più noto
successo da club, Ca-The-Drals invase i club nel giugno
1976. Allargando il campo d'azione fuori dalla scena
disco gay dove aveva raccolto i primi consensi,
Ca-The-Drals diventò infatti uno dei pezzi più ballati
dell'anno. Il tutto con un testo che apparentemente
condannava la promiscuità tipica di quel periodo, ma che
in realtà non faceva altro che esaltare lo stile di vita
sessuale allora dominante, facendo leva su un riff di
basso martellante su cui si appoggiava un canto molto
sensuale. LaRue era nato David Charles LHeureux, il
26 aprile 1949 a New Haven, Connecticut. Dopo avere
studiato grafica al college, era entrato nell'industria
discografica come disegnatore di copertine, collaborando
a progetti di John Lennon, Bruce Springsteen, Jim Croce,
John Sebastian e Janis Jan. LaRue aveva comunque sempre
visto il lavoro di disegnatore come un modo per entrare
nell'industria discografica dalla porta di servizio: la
sua vera ambizione era fare il cantante.
Così, dopo aver
vinto due prestigiosi Paul Revere Awards per le sue
copertine, LaRue decise di fare il grande passo,
affrontando le luci della ribalta della disco e a questo
scopo firmando un contratto con la Pyramid Records. Ca-The-Drals fu scritto
in occasione della separazione tra LaRue e una sua
fidanzata riflettendo il suo risentimento verso la
promiscuità della cultura disco dell'epoca. Ma l'anno
seguente lo stesso artista si ripresentò con un disco
ben più conciliante verso la voglia di edonismo di
quegli ambienti. The Tea Dance era concepito come una
sorta di colonna sonora di un musical o di una rivista
anni Trenta. Lintroduzione era fornita dal suono
metallico di un grammofono, cui seguiva Overture (All We
Need Is Love), un mid-tempo a stantuffo sul cui ritmo
partiva una vaga esortazione alla comprensione reciproca
e all'amore universale. Arrangiato con mano leggera e
interpretato dalla voce nasale ma non sgradevole di
LaRue, il vecchio samba brasiliano 0 Ba Ba si trasforma
va quindi in un artificio esotico con un passaggio
iniziale di percussioni che conduceva a suggestioni
tropicali di magici tramonti e di lussureggianti
giardini.
Dont Keep It in the Shadows ospitava infine un
intervento musicale di Lou Christie (noto per Lightnin'
Strikes). Dopo avere fornito la
canzone Do You Want the Real Thing alla colonna sonora di
Grazie a Dio è venerdì, LaRue cominciò a caricare
ancor di, più di messaggi la sua musica. Gli attacchi
d'ansia erano ad esempio l'argomento di Ill Wake up
Screaming in the Middle of the Night, tratta dall'album
Confessions, nonché della title-track dell'album Forces
of the Nigbt un lavoro nel quale il sound disco dei
cantautore appariva più orientato verso il rock. con
liriche assai meno abrasive che in precedenza. Il tutto
come al solito prodotto da Bob Esty. Al quale vanno anche
gran parte dei meriti per Dancing with Strangers, un
brano nel quale LaRut descrive i frequentatori di club
come sinistre creature notturne, in un singolare
accostamento disco di arrangiamenti acustici ed
elettronici, che non compromettono minimamente
l'eccellente struttura ritmica ballabile.
I Trammps
I Trammps hanno soffìato forte per alimentare le
fiamme dell'inferno disco. Il tellurico brano di undici
minuti Disco Inferno fu lanciato in discoteca nel 1976 ma
cominciò la sua irresistibile ascesa verso lo status di
"classico" solo dopo essere stato inserito
nella Febbre del sabato sera, arrivando per due
volte in testa alle classifiche del 1977.
Linclusione del gruppo nella colonna sonora di quel
leggendario film fu per molti aspetti segnata dal
destino, cominciando dal fatto che il club Odyssey 2001
di Bay Ridge, a Brooklyn, dove fu girato il film, era
praticamente la loro seconda casa, dal momento che i
Trammps vi si esibivano almeno una volta al mese. La carriera dei Trammps
può essere divisa in quattro periodi principali. Il
gruppo, formato da cinque elementi, era il risultato
dell'unione di due formazioni attive a Philadelphia negli
anni Sessanta, i Volcanoes e gli Exceptions. Il leader
Earl Young scelse il nuovo nome perché la gente
continuava a dire che "sarebbero rimasti per sempre
un mucchio di vagabondi (tramps)" che amavano oziate
agli angoli delle strade (la "m" supplementare
fu aggiunta per renderli "tramps" di livello
superiore!).
A conferma di tutto ciò i componenti dei
gruppo erano soliti salire sul palco indossando anonime
tute di cotone, abiti "rustici" buoni per la
vita di strada di tutti i giorni. Solo dopo essere
diventati famosi, Young e compagni abbandoneranno questo
look da catena di montaggio, in favore di un
abbigliamento più consono alla moda anni Settanta, con
tanto di vestiti di velluto e camicie con lo sbuffo. Il loro primo impatto
coi club e le classifiche avvenne nel 1974 con ,Penguin
at tbe Big Apple/Zing Went the Strings of my Heart, che a
unintroduzione melodica scritta da Young, Ronnie
Baker e Norman Harris, faceva seguire un assordante
adattamento del successo di Judy Garland del 1943. A
questo esordio, sempre su etichetta Buddah, seguirono
Sixty Minute Man e Hold Back the Night, i loro maggiori
successi prima di Disco Inferno. Tornati a Philadelphia,
loro dimora spirituale, i Trammps incisero per un breve
periodo con una etichetta da loro stessi creata, la
Golden Fleece, affiliata alla Philadelphia International.
Ma presto per loro arrivò il massimo riconoscimento di
settore, ovvero la firma con la prestigiosissima Atiantic
Records, sancita dopo che i brani Thats Where the Happy
People Go e Soul Searchín' Time risultarono
particolarmente graditi al grande pubblico.
A quel punto
Disco Inferno incendiò le piste da ballo di tutto il
mondo e la loro immortalità disco fu un fatto compiuto. I Trammps incisero molti altri dischi - Here We Go again,
Where Do We Go from Here, People of the World - nessuno
dei quali ebbe un successo paragonabile a quello di Disco
Inferno, mentre Young, Baker e Harris avevano già
cominciato a indirizzare le loro carriere verso la
produzione. I tre firmarono materiale per la Salsoul
Orchestra, per Loleatta Holloway, per i First Choice, i
Love Committee e per l'album d'esordio dei Temptations
con l'Atlantic. Sotto la sigla BHY & Company,
pubblicarono anche un album strumentale simile a certe
produzioni MFSB con la sezione vocale dei Trammps
presente in alcuni brani. Ma il 1977 resta il loro anno
d'oro. Per il terzo anno consecutivo furono votati Top
Disco Group da Billboard e all'inizio della primavera
registrarono il "tutto esaurito" al Roseland
Ballroom di New York. Tremila persone accorsero per
partecipare a cinque ore di celebrazione dance, in uno
degli eventi leggendari nell'epopea della disco.
Earth Wind and
Fire
Nel 1979 gli Earth Wind and Fire realizzarono la
canzone gemella di Disco Inferno: Boogie Wonderland, un
successo mondiale che sintetizzava l'esperienza disco
traducendola in una terminologia dance alla portata di
tutti. Quasi ogni settimana, durante gli anni 1978 e
1979, almeno uno dei favolosi brani di questa band - che
aveva già ottenuto sette Dischi d'Oro - entrava in
classifica. Fantasy, September, After the Love Has Gone,
All 'n' All e Lets Groove erano la dimostrazione
del loro impatto sulla scena dei club, mentre il gruppo
si affermava tra i massimi successi discografici di tutti
i tempi. La personalità
trainante dei gruppo era Maurice White, nato a Memphis,
patria di Isaac Hayes e Booker T. Jones. A sedici anni,
prima di raggiungere suo fratello Verdine a Chicago,
Maurice aveva già maturato una notevole esperienza
musicale suonando in numerosi gruppi blues. Appena
arrivato nella windy city ottenne un contratto come
musicista di studio della Chess Records e grazie a questo
esercizio quotidiano, suonando ogni strumento e sui
dischi di tutti, White acquisì una conoscenza completa
di tutti gli aspetti del business musicale. In seguito si
unì al Ramsey Lewis Trio, in compagnia di Cleveland
Eaton, con cui aveva già suonato in una decina di album
della Chess.
Ma furono una tournée in Oriente con Ramsey
Lewis e la consapevolezza dei propri mezzi acquisita
durante questo viaggio a convincerlo che era giunto il
momento di formare un gruppo a suo nome. E siccome in
quel periodo si interessava di egittologia e di
astrologia, decise di scegliere il nome della band in
base alle carte astrologiche. Fire, il fuoco, fu la prima
scelta, alla quale poi aggiunse altri due elementi, fino
a comporre la sigla Earth (terra) Wind (vento) and Fire
(fuoco). La formazione iniziale
comprendeva Maurice, Verdine, Wade Flemons, Don
Whitehead, Jacob Ben Israel, Clint Washington, Michael
Bill, Leslie Drayton e Alex Thomas. li gruppo debuttò
nella colonna sonora della produzione indipendente di
Melvin Van Peebles Sweet Sweetback, Badasssss Song, film
leggendario incentrato sulla presa di coscienza dei neri
americani. Immediatamente arrivò la proposta di
contratto da parte della Warner Bros per due album di
orientamento pop, dopo i quali, a inizio anni Settanta,
la band passò alla Columbia, subendo nel frattempo
numerosi cambiamenti di organico. Ronnie Laws, Phillip
Bailey, Jessica Cleaves, Ronald Bautista, Larry Dunn e
Ralph Johnson subentrarono ai musicisti della line-up
iniziale che avevano optato per aree musicali diverse da
quella aggressivamente commerciale ora voluta da White.
Lo stesso White, del resto, avrebbe definito "troppo
avanzata per quei tempi" la musica dei primi Earth
Wind and Fire che, stranamente, venivano percepiti nella
maggior parte dei casi come titolari di un sound
"bianco". Dietro quella sigla si era comunque
ormai catalizzata unentità creativa la cui musica
era già oggetto di un culto sotterraneo, lo stesso che
avrebbe finito per spingere Earth Wind and Fire verso
l'arena disco. White, non a caso, aveva scelto la
Columbia perché era rimasto impressionato da come il suo
responsabile Clive Davis avesse pilotato con maestria Sly
and the Family Stone verso il successo e le classifiche
dance. Intanto nel 1974 Maurice
aveva fondato la propria società di produzione, la
Kalimba, che cominciò producendo dischi per Ramsey
Lewis, gli Emotions (Best of My Love), Deniece Williams
(Free, Thats What Fríendi Are For), i Pockets e Dj
Rogers. Deniece Williams aveva offerto a White delle
canzoni che aveva scritto espressamente per gli Emotions,
ma lui, non appena la sentì cantare, la portò
immediatamente in studio di registrazione. La Williams,
peraltro, ottenne un formidabile successo nel 1978 con un
altro artista CBS, Johnny Mathis e con la canzone Too
Much Too Little Too Late.
Gli Emotions si
aggiunsero a Earth Wind and Fire per la registrazione dei
loro strepitoso successo Boogíe Wonderland un inno
cadenzato e dall'inciso irresistibile che diventò un
punto fermo in ogni discoteca. Anche le esibizioni sul
palco della band diventarono leggendarie, perché White
considerava musica e teatro un'unica entità
spettacolare. Ispirandosi ai vecchi vaudeville cui
aveva assistito da piccolo in compagnia dei padre, White
approntava per il suo gruppo delle esibizioni
stupefacenti, piene di energia e d'intrattenimento.
E per questo che Boogie Wonderland continua a
piacere. Grazie al genio teatrale di White la canzone
evoca con un gioco di prestigio, un magico sipario
intorno al suo sound da discoteca, presentandosi come una
fantasia senza tempo da godere quasi in chiave mistica.
Non a caso, dei resto, Maurice White ha sempre desiderato
esibirsi sotto le piramidi d'Egitto. Uno dei brani che fanno
parte dell'album All 'n' All s'intitolava Serpentine
Fire. La canzone faceva riferimento al magico fluido
che corre all'interno della spina dorsale e che, secondo
la mitologia indiana, trasferisce l'energia dal cervello
allarea genitale, ogni qualvolta venga riattivato
con, vigorosi esercizi yoga. Beh, nessuno di sicuro aveva
mai fornito una spiegazione più cabalistica dello stile
di vita disco.
Fonte:
"Love Train"
© Alan Jones e Jussi Kantonen
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